articolo di marted́ 07 settembre 2010

"Dall’A alla Z, tutti gli errori di Fini"

di Gian Maria De Francesco

Il capogruppo Pdl al Senato Gasparri respinge le accuse di tradimento avanzate dall’ex leader di An: "Noi incoerenti? Ha rivalutato il ’68, difende la libertà di stampa ma fa partire le querele. E ha proposto persino il Corano nelle scuole"

aRoma «Fini ha il diritto di cam­biare idea ma non quello di accusarci di incoerenza con tono truculento e sprezzan­te ». Maurizio Gasparri, capo­gruppo del Pdl al Senato ed ex aennino doc, rispedisce al mittente le accuse di tradi­mento dei valori. Ma lo fa con ironia e parlando con il Gior­nale compila un particolare «alfabeto» delle questioni sul­le­ quali il presidente della Ca­mera ha mutato radicalmen­te posizione.

Ateismo. «In un paio di in­terviste si è definito ateo. Nemmeno Veltroni eD’Ale­ma hanno mai voluto con­trastare un sentimento diffuso nel popolo italiano. Co­nosco Fini dal 1973. Non sia­mo mai stati baciapile ma con Almirante abbiamo sempre rappresentato una tradizione cattolica “ghibel­lina” ».

Berlusconi. «Nel 2008 an­dò insieme a Matteoli da Berlusconi per aderire al Pdl senza consultare nessu­no e dopo aver parlato di “comiche finali”. Ero favo­revole ma quelli che non erano d’accordo poterono solo prenderne atto».

Bindi. «Il presidente del Pd non ha mai detto: “Quanto sono bravi Gasparri, Ale­manno, La Russa”. Se noti esponenti della sinistra hanno lodato Fini, qualco­sa non quadra. Timeo Da­naos et dona ferentes».

Cittadinanza. «Fini ha cambiato idea sulla cittadi­nanza agli extracomunitari e i primi annunci li ha fatti senza consultare nessuno. Né in An né nel Pdl. Questa dialettica democratica che oggi rivendica non l’ha mai praticata» .

Cristianesimo. «Da vicepre­sidente del Consiglio si era battuto per l’inserimento nella Costituzione Ue del ri­ferimento alle radici cristia­ne. Oggi ha persino tronca­to i rapporti personali con esponenti autorevoli della Chiesa».

Etica. «Se si invoca un codice etico, ci vuole coerenza e biso­gna rispondere alle doman­d­e che riguardano una comu­nità e il suo patrimonio. Pri­ma o poi quelle risposte al Co­mitato di gestione del patri­monio ex An bisognerà fornir­le».

Fecondazione assistita. «Nel 1999 Fini si batté in arti­coli a favore della legge. Uno scritto è un impegno forte. Nel 2004 senza consultare nessuno decise di avversare una legge che aveva sostenu­to e contro il parere del 90% di An».

Giornali. «Un giorno si difen­de la libertà di stampa, l’altro partono le querele. Ma non tutte le domande contengo­no una eventuale diffamazio­ne. Ad esempio, potrebbe ri­spondere a Repubblica e Cor­riere se non gradisce il Gior­nale e Libero il cui editore Fi­ni ha portato in Parlamento».
Gheddafi. «A Mirabello si è stigmatizzata la genuflessio­ne a Gheddafi, ma qualche anno fa era Fini a proporre di insegnare il Corano nelle scuole».

Immigrazione clandestina. «Oggi non la vuole più contra­stare con lo specifico reato che prima aveva proposto».

Legge elettorale. «Ha am­messo di aver cambiato idea contro una legge che ha volu­to. Eppure c’è gente con lui che con le preferenze non prenderebbe nemmeno il vo­­to dei familiari, neppure quel­li con i contratti Rai. Comun­que il Pdl non è disponibile a un cambio strumentale della legge».

Omosessuali. «Qualche an­no fa polemizzò sugli inse­gnanti ostentatamente gay. Oggi se ne vergognerebbe. A Mirabello sventolavano le bandiere di Gaylib , associa­zi­one che si batte per il ricono­scimento delle coppie di fat­to e delle adozioni per le cop­pie omosessuali».

Presidenzialismo. «Fini ha criticato un caposaldo della destra, per lui ormai finito in naftalina».

Rutelli. «Da avversario politi­co è diventato partner. Fini va d’accordo con Rutelli di­fensore di principi cattolici e lo avversava nel ’93 quando era laico e radicale. Il Fini di oggi andrebbe più d’accordo con il Rutelli di ieri, il che di­mostra che i suoi discorsi so­no strumentali».

Sessantotto. «Fini ha rivalu­tato il ’68 ma abbiamo scritto assieme documenti e mozio­n­i contro l’eredità sessantotti­na e so bene quello che ne pensava».

Spinelli. «Dichiarò di aver fu­mato uno spinello. È una co­sa che secondo me sì è inven­tato per essere politicamente corretto. Non l’ho mai visto con uno spinello e in passato ha sempre sostenuto posizio­ni contrarie alla droga».

Voto agli immigrati. «Una proposta mai approvata per­ché mai discussa con nessu­no».
Vita. «Noi la difendiamo dal concepimento al suo termi­ne in coerenza con i valori che Fini ha archiviato. Prima di insultarci dovrebbe fare uno sforzo di memoria».  


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