domenica 14 marzo 2010
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mercoledì 10 febbraio 2010, 07:00

Denunciamo chi infanga Forza Italia

Quelli che nel ’94 hanno partecipato alla nascita del partito si uniscano nel chiedere i danni a Ciancimino junior che ha parlato di movimento fondato dalla mafia. Azione collettiva contro i miasmi di una strisciante guerra civile

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Mia figlia Araceli ha 20 anni, fa il secondo anno di giurisprudenza a Torino e vuole fare l’avvocato penalista. Forse perché fin da piccola si è appassionata alle mie perizie in campo criminologico e psichiatrico forense, o forse ancor di più perché, diversamente da molti suoi compagni di corso, che vogliono fare i pubblici ministeri, è affascinata più dall’etica del dubbio e dalla ricerca critica della verità, che dalle certezze di chi vuole raddrizzare, con il manganello giustiziere, le gambe alla storia e agli uomini.

L’anno scorso si è candidata alle provinciali per il Pdl, nonostante il mio scetticismo, nel collegio di Mirafiori. Nella zona di quel collegio rosso in cui nel 1994 io fui eletto alle prime elezioni in cui Forza Italia, appena nata, si presentava al popolo. Quella Forza Italia che oggi sento accusata di essere stata poco più che un braccio organizzativo di Cosa Nostra. Sentendomi chiamato in causa, e volendo continuare a guardarmi allo specchio, oltre che nello sguardo di mia figlia e dei miei giovani allievi, ho dato mandato all’avvocato Burdese, dello studio Chiusano, di querelare in sede civile e penale il signor Ciancimino, per poter devolvere l’eventuale risarcimento alle comunità terapeutiche in cui ogni giorno lavoriamo per recuperare le vittime del principale business della mafia: il narcotraffico. Ma vale la pena di evocare qualche ricordo sulla nascita di Forza Italia in quel tragico passaggio della storia della Repubblica.
Nel 1993 iniziarono ad arrestare molti dei miei amici socialisti e democristiani. Mi pareva un incubo, anche perché effettivamente gran parte di loro fu scagionata.

Capisco che si stava facendo una specie di rivoluzione.
Era caduto il Muro di Berlino e la storia comunista, di cui anch’io ero stato parte, aveva perso il suo appuntamento con la Storia. Proprio per questo, il principale obiettivo era quello di annientare due grandi partiti popolari - la Dc e il Psi - e consegnare l’Italia ad un Pci disanimato e svuotato, ormai abitato da visitors come Scalfari e De Benedetti, e tanti altri simili, per consegnare l’Italia a delle oligarchie a cui serviva fare le privatizzazioni a basso costo. Cioè svendere Eni, Enel, eccetera. Insomma, l’immenso patrimonio del parastato svenduto a quattro soldi a quella che, giustamente, un libro memorabile di Blondet, giornalista dell’Avvenire, descrisse come un’oligarchia esoterica della Globalizzazione. Era l’annientamento dell’Italia popolare da parte di una serie di lobbies e salotti, che si sono serviti della magistratura, legata all’obbligatorietà dell’azione penale, e di un post-Pci che, dopo vent’anni, non ha ancora stabilizzato oggi la propria identità. È il peccato originale della Seconda Repubblica, con enormi zone opache come le recenti e torbide vicende dipietriste dimostrano.

Si prevedeva l’annientamento, dopo la morte di Berlinguer, di gente che si chiamava Giulio Andreotti, Bettino Craxi, di partiti democratici storici, in un’operazione che a me parve obbrobriosa e ipocrita. Non solo in quanto ero amico dei socialisti, bensì perché mi pareva di capire a fondo quello che stava accadendo. Questa finta rivoluzione giudiziaria in realtà apriva una ferita che ancora adesso non si è completamente rimarginata. C’era qualcosa di mostruoso in quello che vedevo, perché il 90% di quelli che vedevo arrestare e distruggere erano persone innocenti e oneste, alcune delle quali pagarono con la vita, come Moroni, altri con malattie gravissime. E tanti altri con un annientamento immotivato. Quindi, quando nel 1993 si affacciò Forza Italia, io, che ero un uomo della sinistra, essendo stato comunista, socialista, libertario, radicale anche negli anni della campagna del divorzio, mi ritrovai a fare una scelta che mi sembrava quasi doverosa.

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60 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#60 remlord (46) - lettore
il 12.02.10 alle ore 12:46 scrive:
#53 scimmietta : certo cara sciemmietta! Il magistrato ha tutto l'interesse ha mandare in galera le persone che non hanno commesso i reati, ci guadagna in carriera e il suo ego cresce. Mentre i politici (tutti i nostri politici) fanno sicuramente l'interesse del nostro paese senza minimamte influire sulla nostra sempre più misera vita.
#59 Pietro Valdo (133) - lettore
il 11.02.10 alle ore 8:52 scrive:
#50 Angelo48, la ringrazio per il suo garbo. Non mi interessava difendere i Giudici. Come i benzinai, gli impiegati, le casalinghe o i geometri avranno al loro interno persone valide e altre meno. Ma se qui si chiede di denunciare “chi infanga”, allora mi vengono in mente parole-discorsi-articoli-atteggiamenti che ricordo benissimo come protratti nel tempo. Basta cercare. Che poi oggi, ad alleanze modificate, la cosa infastidisca, posso capirlo. Quanto agli asini, abbiamo la prova che cambiano idea pure loro, dipende dalla carota che si offre sa? Infine, affermo di non essere di sinistra e me ne vanto. Un’ideologia che si è retta ovunque con carri armati e filo spinato, non fa per me, che come le sto mostrando amo il dissenso. Cordialmente.
#58 Gianni49 (52) - lettore
il 10.02.10 alle ore 23:26 scrive:
Fatemi capire, cari destri. Una parte di voi invoca la riduzione al silenzio di Ciancimino (non me ne importa niente perché non credo a quello che dice) mentre un'altra parte del vostro popolo si dice certo che le sue parole vi porteranno valanghe di voti. Come sta la faccenda? Avete paura o siete certi che la cosa vi faccia buon pro? Tanti saluti.
#57 pgiancarlo (24) - lettore
il 10.02.10 alle ore 20:49 scrive:
"ti preghiamo di usare un linguaggio rispettoso degli altri e delle regole espresse nel disclaimer" .............mi sembra di sognare leggendo i commenti dei forzaitalioti nei dibattiti in corso!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1
#56 gnurante (37) - lettore
il 10.02.10 alle ore 19:37 scrive:
Nessuno ha detto che tutti i candidati di forza italia siano mafiosi. Qualcuno (Dell'Utri è il più illustre), però, i contatti con la mafia li ha avuti: questa è storia. Perché, invece, non ve la prendete con i vostri eletti che infangano il vostro partito con le loro amicizie imbarazzanti?
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