Nella garçonnière si sa che c’era un certo giro di amici e amiche (commesse della Rinascente, queste cose) e nulla più. Più che Di Pietro, fu chi gli stava vicino a incappare regolarmente in giri di magnaccia e prostitute. Due esempi. Il commercialista di Di Pietro, l'uomo che redigeva il suo 740, il primo febbraio 1996 fu arrestato per un giro di squillo d’alto bordo. Ancora: un poliziotto della scorta personale di Di Pietro, nell'autunno dello stesso anno, fu anch’egli arrestato per un giro di prostitute di bordo meno alto. Questo l’ambiente.
Detto questo, rieccoci all’oggi e alle incespicanti parole di Antonio Di Pietro a proposito delle intercettazioni penalmente irrilevanti (ma civilmente sputtananti) pubblicate venerdì dall’Espresso: «Queste intercettazioni di questi giorni ci fanno capire come al governo più che dei statisti (sic) abbiamo dei magnaccia, che trattano le ragazze come merce umana da utilizzare e quindi da ricambiare con qualche particina». Parentesi: per colpire Berlusconi, reo di aver segnalato cinque attrici a quanto pare inutilmente, Di Pietro finisce per qualificare come puttane le decine di altre signore e signorine (attrici affermate, in qualche caso) che sono parimenti segnalate anche da esponenti del centrosinistra. Ma chi se ne importa: del resto l'Italia dei Valori è ormai «l'unica opposizione», recita il notiziario on line che il partito monoposto di Antonio Di Pietro spedisce ogni giorno a un indirizzario di migliaia di persone. C’è solo lui: oltre, naturalmente, alla genìa dei Beppe Grillo, dei Marco Travaglio e dei Micromegalomani. Il primo ha annunciato una specie di «marcia su Roma» per il 25 luglio. Il secondo, quello che portò la sua famiglia in vacanza con un favoreggiatore di mafiosi, sull’Unità di ieri ha citato Orwell e definito «maiali» le prime quattro cariche dello Stato. I Micromegalomani Furio Colombo, Pancho Pardi e Paolo Flores D'Arcais, infine, hanno annunciato una potente manifestazione in data 8 luglio. Eccola qui la vera opposizione. Furio Colombo è quello che ha definito Renato Brunetta «mini-ministro» subito imitato da Travaglio che gli ha dato di «corazziere», Travaglio è l'idolo degli analfabeti che dello sfottò dei difetti fisici altrui ha fatto letteratura per cerebrolesi, Grillo è l'unico comico ufficiale già passato alla storia per Berlusconi «psiconano» e Prodi «Alzheimer»: capirai la novità politica, se adesso arriva il leader ufficiale e parla di «magnaccia».
L'uscita di ieri è giunta inattesa anche perché Di Pietro sembrava prossimo a una svolta politica che sia la destra che la sinistra avrebbero giudicato positivamente: era in Molise, infatti, a trebbiare il grano. Solo più tardi, a Campobasso, ha raggiunto i giornalisti per parlare appunto di «un capo del governo che fa un lavoro da magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo». Dopodiché, confuse le prostitute con le veline, e le veline con le attrici, e i magnaccia con gli agenti artistici, è tornato a trebbiare nel paese natìo. È tornato nella stessa masseria, a Montenero di Bisaccia, dove il suo rapporto col genere femminile fu mirabilmente descritto il 17 ottobre 1997 da Il Venerdì di Repubblica: «Per quanto lei si agiti, le sue rimostranze non varcano la soglia difensiva del marito. Sono le decisioni maschili quelle che contano. Lui non dà il minimo ascolto ai consigli della moglie. A Montenero, Susanna è l’unica donna che mangia insieme con gli uomini mentre le altre femmine di casa servono a tavola e si alternano in cucina». È lì che le donne serie devono stare.
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