Di Pietro insulta Berlusconi Napolitano: no, clima più sereno

Fra una trebbiatura e l'altra l'ex ministro perde la testa: "Il premier? Macché statista, piazza veline e sembra un magnaccia". Tra alcove e prostituzione: tutte le disavventure di Tonino e dei suoi fedelissimi.  Il Pdl insorge: linguaggio rozzo e volgare, da osteria. Il Capo dello Stato: "Auspico un clima più sereno e costruttivo nella politica italiana e nella vita istituzionale"

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Magnaccia, prostitute, biscazzieri: il signore sì che se ne intende. «Di Pietro sa come muoversi tra prostitute e spacciatori», raccontava un’agiografia scritta da quattro cronisti milanesi e pubblicata da Tullio Pironti Editore nel 1992: una ricostruzione del suo periodo da vice-commissario di polizia (primi anni Ottanta) quando Di Pietro frequentava quel Quarto distretto di via Poma che purtroppo passerà alle cronache per le commistioni dei suoi dirigenti con la malavita: al punto che persino Roberto Stornelli, fido aiutante di Di Pietro e da quest'ultimo cooptato nella squadra di Mani pulite, sarà condannato per corruzione nel 1996. Ma il fatto che anche da magistrato Di Pietro fosse «un noto frequentatore di garçonnière per di più a scrocco», come ha detto ieri l’onorevole Osvaldo Napoli, mica significa automaticamente niente. Certo, Di Pietro aveva già una casa a Curno in provincia di Bergamo (dove stava con la moglie) e aveva già una casa a Milano in via Andegari (dove stava con il figlio, in barba ai regolamenti del Fondo pensioni Cariplo) e quindi non è chiarissimo che cosa combinasse, la sera, nella garçonnière di via Agnello prestatagli dal gentilissimo Antonio D'Adamo, l'uomo che oltretutto gli prestò anche i famosi 100 milioni senza interessi: da non confondere con quelli che gli diede anche un altro amico inquisito, Giancarlo Gorrini.
Nella garçonnière si sa che c’era un certo giro di amici e amiche (commesse della Rinascente, queste cose) e nulla più. Più che Di Pietro, fu chi gli stava vicino a incappare regolarmente in giri di magnaccia e prostitute. Due esempi. Il commercialista di Di Pietro, l'uomo che redigeva il suo 740, il primo febbraio 1996 fu arrestato per un giro di squillo d’alto bordo. Ancora: un poliziotto della scorta personale di Di Pietro, nell'autunno dello stesso anno, fu anch’egli arrestato per un giro di prostitute di bordo meno alto. Questo l’ambiente.
Detto questo, rieccoci all’oggi e alle incespicanti parole di Antonio Di Pietro a proposito delle intercettazioni penalmente irrilevanti (ma civilmente sputtananti) pubblicate venerdì dall’Espresso: «Queste intercettazioni di questi giorni ci fanno capire come al governo più che dei statisti (sic) abbiamo dei magnaccia, che trattano le ragazze come merce umana da utilizzare e quindi da ricambiare con qualche particina». Parentesi: per colpire Berlusconi, reo di aver segnalato cinque attrici a quanto pare inutilmente, Di Pietro finisce per qualificare come puttane le decine di altre signore e signorine (attrici affermate, in qualche caso) che sono parimenti segnalate anche da esponenti del centrosinistra. Ma chi se ne importa: del resto l'Italia dei Valori è ormai «l'unica opposizione», recita il notiziario on line che il partito monoposto di Antonio Di Pietro spedisce ogni giorno a un indirizzario di migliaia di persone. C’è solo lui: oltre, naturalmente, alla genìa dei Beppe Grillo, dei Marco Travaglio e dei Micromegalomani. Il primo ha annunciato una specie di «marcia su Roma» per il 25 luglio. Il secondo, quello che portò la sua famiglia in vacanza con un favoreggiatore di mafiosi, sull’Unità di ieri ha citato Orwell e definito «maiali» le prime quattro cariche dello Stato. I Micromegalomani Furio Colombo, Pancho Pardi e Paolo Flores D'Arcais, infine, hanno annunciato una potente manifestazione in data 8 luglio. Eccola qui la vera opposizione. Furio Colombo è quello che ha definito Renato Brunetta «mini-ministro» subito imitato da Travaglio che gli ha dato di «corazziere», Travaglio è l'idolo degli analfabeti che dello sfottò dei difetti fisici altrui ha fatto letteratura per cerebrolesi, Grillo è l'unico comico ufficiale già passato alla storia per Berlusconi «psiconano» e Prodi «Alzheimer»: capirai la novità politica, se adesso arriva il leader ufficiale e parla di «magnaccia».
L'uscita di ieri è giunta inattesa anche perché Di Pietro sembrava prossimo a una svolta politica che sia la destra che la sinistra avrebbero giudicato positivamente: era in Molise, infatti, a trebbiare il grano. Solo più tardi, a Campobasso, ha raggiunto i giornalisti per parlare appunto di «un capo del governo che fa un lavoro da magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo». Dopodiché, confuse le prostitute con le veline, e le veline con le attrici, e i magnaccia con gli agenti artistici, è tornato a trebbiare nel paese natìo. È tornato nella stessa masseria, a Montenero di Bisaccia, dove il suo rapporto col genere femminile fu mirabilmente descritto il 17 ottobre 1997 da Il Venerdì di Repubblica: «Per quanto lei si agiti, le sue rimostranze non varcano la soglia difensiva del marito. Sono le decisioni maschili quelle che contano. Lui non dà il minimo ascolto ai consigli della moglie. A Montenero, Susanna è l’unica donna che mangia insieme con gli uomini mentre le altre femmine di casa servono a tavola e si alternano in cucina». È lì che le donne serie devono stare.
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COMMENTI

121 commenti su 1  2  3  4  5  6  7  8   9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#81 SALVATORE MARCHESE RAGONA (202) - lettore
il 29.06.08 alle ore 17:16 scrive:
seguito- che non ci saranno giudici- anm- csm- intercettazioni- pentiti pagati dai comunisti, lo volevano inquisire per abigeato, è sembrata troppo stupida el'hanno rimandata, in altre occasioni, alla scadenza del mandato. Dovranno rodersi il fegato per 5 anni- contenti in due mesi si sono fatte cose che neanche in tutti gli anni dell'epoca prodi-d'alema-si sono fatti.Ma era primaria sistemare la posizione della non processabilità, considerando che solo in Italia,un capo del Governo ha avuto processi in 14 anni più di tutti i mafiosi, camorristi, sacra corona unita, ndrangheta, di pietristi, -la magistratura ,la buona ( Saetta_Livatino Falcone Borsellino-) è stata tutta eliminata- è quella cattiva, esistente, che deve andare a rivedersi la deontologia morale- che sono servitori dello Stato e non lo Stato- pinkopallino-saluti frank_
#80 Giovanni Evolani (313) - lettore
il 29.06.08 alle ore 17:13 scrive:
E' proprio vero chi critica malamente e in modo offensivo vede nella sua vittima la propria immagine e i suoi propri difetti. Lasciatelo parlare e ci dichiarerà chi è veramente Di Pietro. Giovanni
#79 gi.lit (1274) - lettore
il 29.06.08 alle ore 17:09 scrive:
Uno che da magistrato fece parte di quel famoso pool che distrusse una intera classe politica (anche se in gran parte effettivamente colpevole di corruzione) e poi lasciò la toga andando a schierarsi insieme ai partiti che della cosiddetta Tangentopoli si giovarono dovrebbe almeno evitare di salire in cattedra e impartire lezioni di etica. In quanto ai suoi pesanti insulti a Berlusconi è evidente che così facendo tenta di fagocitare la sinistra più oltranzista e barricadera per diventarne il vero capo. Ma difficilmente ci riuscirà. Primo, perché non ne ha la statura politica e poi perché da quelle parti, sotto sotto, lo considerano un "uomo d'ordine" prestato alla sinistra. Ed anche un po' fuori di testa.
#78 aldrus (384) - lettore
il 29.06.08 alle ore 17:06 scrive:
Di Pietro,ci hai stancato.siamo stufi di leggere e sentire tutti i giorni le tue sxxxxxxe cercati un lavoro e vattene dal nostro amato Paese.Cerca di concludere come hai cominciato. Ci hai stufato con i tuoi veleni e la tua invidia.
#77 SALVATORE MARCHESE RAGONA (202) - lettore
il 29.06.08 alle ore 17:06 scrive:
seguito- lo chieda al suo braccio destro-l'affossatore del PD in Sicilia, il sig. leoluca orlando cascio, pupillo di Ciancimino, accusatore del Giudice Falcone di essere colluso con la mafia, perchè non indagava,a dir suo,sui rapporti tra mafia e politica-e con le sue accuse pubbliche in una trasmissione,del suo degno compare santoro,********* il "suicidio" del Maresciallo dei Carabinieri Lombardo, scelto da Gaetano Badalamenti, per essere interrogato ,in U.S.A. come teste che ribaltavano le accuse che faceva tommaso buscetta ad Andreotti, nel processo che si celebrava a Palermo. Il Maresciallo la sera prima di partire, per New York , si "uccise" nel piazzale della Caserma, dopo aver sentito la trasmissione.-Ormai è finita pewr voi, dovete inghiottire, per cinque anni, la vostra bile- con il Lodo Schifani- a Berlusconi, che lavorerà con più serenità e vigore,gli potete fare un p....ino alla stregua del linguaggio di *********-I moderati non si scandalizzino perchè Berlusconi pensa-segue
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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