martedì 09 febbraio 2010
Aggiornato oggi alle 11:24
 INTERNI
venerdì 18 aprile 2008, 09:03

Di Pietro preferisce gli euro a Veltroni


L’ex pm ha fatto i conti: se non entrerà nel Pd alle Camere farà incetta di rimborsi e finanziamenti. E nel Loft c’è già chi si pente della coalizione. Il leader Idv: "I nostri 43 parlamentari non saranno annessi"

  Strumenti utili
 Carattere
caricamento in corso...
caricamento...
 Invia a un amico
 Stampa
 Rss
Condividi su Facebook
Roma - C’è chi aveva avvertito per tempo del pericolo-Tonino, e adesso non può che prendere atto che le sue fosche previsioni si sono avverate. All’ultimo vertice del Pd prima dell’accordo con Italia dei valori, Arturo Parisi implorò: «Io Di Pietro lo ho avuto in casa, nell’Asinello, e so cosa vuol dire. Consiglierei caldamente di evitare».
Non si evitò, e ora, a tre giorni dal voto, il solenne patto tra alleati è già saltato per aria. Il gruppo unico Pd-Idv non si farà. «Quarantatré parlamentari non possono essere semplicemente annessi», tuona Di Pietro. Che è stato lesto a farsi due conti: con i suoi eletti a Camera (29) e Senato (14), oltre ai 20 milioni di finanziamento pubblico che affluiranno in cinque anni nelle sue casse, ne arriveranno altri cinque (uno all’anno) se costituirà gruppi autonomi, cui vanno aggiunti i contributi per il personale, almeno una ventina di persone; un segretario di presidenza (con relative prebende, staff pagato e benefit, a cominciare dai 4mila euro di indennità in più per il fortunato); più un proprio capogruppo e un rappresentante in ogni commissione. Oltre alla richiesta, già sul piatto, di ottenere la presidenza di almeno uno degli organismi di controllo che verranno assegnati all’opposizione, magari il Copaco, che Di Pietro e Leoluca Orlando hanno un debole per i servizi segreti.
Per Walter Veltroni, che dell’intesa con Di Pietro si era fatto garante, non è un colpo da poco. E i primi a sottolinearlo, nei corridoi e a mezza bocca, sono da un lato i prodiani (che non dimenticano quanti guai l’ex pm ha causato al governo) e dall’altro i dalemiani. Tanto che i più sospettosi, nel Loft veltroniano, arrivano a insinuare che Di Pietro (che con D’Alema, ricordano, dai tempi del Mugello ha avuto spesso buoni rapporti) possa aver trovato una sponda alla sua ricerca di «autonomia» anche dentro il Pd. Con l’obiettivo di minare la leadership veltroniana e di disarticolare la sua strategia unitaria.
Si tratta ovviamente di umori e voci, magari fantapolitiche, ma servono a dare un’idea del clima teso che regna in casa democrat dopo il verdetto delle urne. Cui se ne aggiungono molte altre: c’è ad esempio chi sostiene che una telefonata (non un incontro) tra Veltroni e Berlusconi ci sia stata, e che uno degli oggetti principali sia stata la candidatura di D’Alema a sostituire Frattini nella Commissione Ue. Cosa che avrebbe fatto infuriare il ministro degli Esteri, che non ha alcuna intenzione di farsi esiliare a Bruxelles. E poi ci sono i boatos sui futuri organigrammi. A chi andranno le due postazioni chiave della prossima legislatura, le presidenze dei gruppi di Camera e Senato? In pista per la prima c’è Bersani, col sostegno di D’Alema, ma anche Fassino, che potrebbe avere il sostegno di Veltroni in funzione anti-Bersani. Giorgio Tonini, buon amico di Walter, ipotizza Morando per il Senato, nel qual caso la Camera andrebbe alla Margherita. Ma gli aspiranti sono ancora molti: Zanda, Treu e Chiti al Senato, Letta e Fioroni alla Camera. E la presidenza del Pd? A Marini, dicono dal Loft.
Intanto Di Pietro non ha perso tempo per mettere sul banco degli imputati il leader Pd, reclamando «un incontro immediato» per chiarire i termini dell’alleanza, e accusandolo di scarsa lealtà: «Ho appreso dai giornali che voleva fare il governo ombra», lamenta; e ancora: «Ha già incontrato Casini: se incontrava me, che sono alleato, era meglio». E poi giù una serie di condizioni sulla linea politica: «Quali sono le priorità sulla giustizia? E sul conflitto di interessi come intende battersi il Pd?». Pretesti, perché in realtà la decisione è già presa e Di Pietro farà i propri gruppi, tenendosi le mani libere (e i cinque milioni di contributi).
Pagina  12  | Successiva 
72 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#72 hellstrike (455) - lettore
il 18.04.08 alle ore 21:29 scrive:
Certo che Di Pietro si fa notare ancora una volta per le sue qualità di "difensore" del cittadino ! Eccome no ! Veltroni e di pietro sbandierano per tutta la campagna elettorale di Partito Unico, e guarda te: Tre giorni, dico TRE GIORNI, dopo la grande batosta li trovi li a smentire tutto. E mentre un bentivoglio qualsiasi sputa bile (e ben gli sta), ho la mezza idea che una buona parte di chi ha votato il PD (credendo davvero nelle sante ed integerrime parole di Walter e Tonino), ora si ritrova li peggio di prima: Oltre ad aver perso le elezioni, sono stati presi per i fondelli dai propri beniamini ! WOW ! E questo doveva essere il nuovo "che avanza" ? Nemmeno hanno la decenza di fare le cose con un attimino di rispetto per il proprio elettorato. Mentre repubblica e i soliti giornaletti si sbracciano nel cercare ipotetici guai nel PdL, i nostri companeros del PD già litigano per i poltrone VIP del loro governo (all')ombra ... Mamma mia che classe (politica) che abbiamo a sinistra ! Cambiano i nomi (di partito) ma la sostanza resta: E io dico. VA BENE COSI ! Vorrà dire che di questo passo governeremo per i prossimi trent'anni. Dico io .. ad un certo punto anche la gente di sinistra sarà stufa di esser presa per i fondelli ! (E pensare che doveva essere Prodi quello che ha toccato il fondo .. ma si sa .. all'OMBRA il fondo non si vede mai)
#71 Maria Rosa (337) - lettore
il 18.04.08 alle ore 20:42 scrive:
Signor Bentivoglio, prima di dare definizioni tipo "ignoranti" aspetti il responso del test psico-attitudinale che dovremmo fare noi tutti italioti.
#70 sagittario47 (146) - lettore
il 18.04.08 alle ore 18:59 scrive:
Un commento su che c'azzecca. Una persona meschina e avida di danaro e di potere. PERICOLOSO.
#69 sagittario47 (146) - lettore
il 18.04.08 alle ore 18:56 scrive:
X bentivoglio, se non ci voti più," nun ce ne po' frega de meno". Capita l'antifona?
#68 paoladigenova (1463) - lettore
il 18.04.08 alle ore 18:06 scrive:
Giusto, puro, onesto Di Pietro.... Veltroni lo ha voluto, ora se lo goda! :-)
72 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine
caricamento in corso...
caricamento in corso...

Pubblicità

I nostri servizi