Di Pietro: referendum sulla legge che non c'è

Dalla scuola al fisco il leader dell'Italia dei valori annuncia consultazioni a getto continuo. Persino sul testamento biologico, ancora in discussione. In realtà le uniche firme raccolte sono quelle depositate contro il Lodo Alfano

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Roma - È un riflesso condizionato ormai, meglio dei cagnolini di Pavlov che scodinzolavano con l’acquolina in bocca non più alla vista dell’osso, ma al solo trillo di un campanello. Così Tonino Di Pietro, che ad ogni legge o leggina che il governo presenta o soltanto annuncia, reagisce immediatamente con la minaccia di un referendum abrogativo. S’è scoperto referendario, plebiscitario e antiparlamentare, il leader di Idv: la logica democratica, infatti, vorrebbe che le leggi siano modificate o anche stravolte in Parlamento, l’appello al popolo essendo evento eccezionale. Ma Tonino è politico di fiuto e di istinto, non va tanto per il sottile. Ruba lo spazio e la scena al Pd, figurarsi se si fa scrupolo di scippar la storia e la gloria anche ai radicali. Qualunque cosa faccia o dica, ormai, in piazza, in tv e in conferenza stampa, finisce sempre accusando Berlusconi di mire dittatoriali, gli alleati democrat di pavidità, e promettendo sempre nuovi referendum. A «grappoli».

L’ultimo «grappolo» lo ha annunciato mentre protestava contro il nuovo cda della Rai, referendum che verteranno «soprattutto sui temi dell’economia e in particolare ci occuperemo di federalismo fiscale, finanziamento pubblico ai partiti, testamento biologico e sicurezza». Anche a voi resta incomprensibile quanto ci azzecchi l’economia con la sicurezza e ancor più col testamento biologico? Provvedimento quest’ultimo ancora ben lontano dal traguardo: in Parlamento stan discutendo, nessuno ancora sa prevedere se e quale legge ne uscirà. Ma Di Pietro lancia il referendum a prescindere. E passi per il finanziamento pubblico ai partiti, per il quale la legge c’è già. Ma un referendum sul federalismo fiscale? Non lo sa Tonino, che la Costituzione vieta esplicitamente i referendum abrogativi in materia fiscale?

Sì che lo sa, ma tutto fa brodo e infiamma le piazze: i luoghi della politica che ormai Di Pietro predilige. Sfidando ogni principio di coerenza e di logica, perché occorre una dose massiccia di abbronzatura per accusare il governo di fascismo e peronismo, dire che «Berlusconi è come Saddam» dunque «Idv sta al fronte, combatte per la democrazia», e poi andare sotto la Rai additando al pubblico ludibrio le facce dei sette consiglieri appena nominati. Volti per lo più sconosciuti anche agli addetti ai lavori: era un bisogno «democratico» di Idv, esibirne le gigantografie come fossero ballerine o malfattori? Già che c’erano, potevano aggiungerne l’indirizzo di casa, a beneficio di più accesi giustizieri.

E va bene che Alessio Gorla è l’organizzatore della discesa in campo di Berlusconi, e che Giorgio Van Straten è il compagno d’ombrellone di Veltroni, ma chi li aveva mai visti in faccia? Pure Nino Rizzo Nervo, «veterano» confermato in quota postdemocristiana del Pd, giornalista siciliano amico di Sergio Mattarella e per questo fiduciario del Ppi in Rai, a chi interessa saperlo riconoscere? Forse era più civile proporre anche un referendum per abrogare la legge che regola le nomine del vertice Rai. Ma forse anche Di Pietro si rende conto che sta esagerando coi referendum.

Prima del «grappolo» di carnevale, infatti, s’era già sparato il «grappolo» dell’estate, il 22 giugno scorso, dove già compariva quello per abolire il finanziamento dei partiti, e in più l’abolizione del finanziamento ai giornali di partito; oltre al preveggente referendum sulla legge - che ancora è in gestazione - per la regolamentazione delle intercettazioni giudiziarie, quello contro la sospensione dei processi a carico delle più alte cariche dello Stato (il cosiddetto Lodo Alfano, o Schifani, o Maccanico), e quello per spedire Rete4 sul satellite. Arduo fare referendum per cancellare una legge che non c’è.

Perché allora non promuovere almeno quello sui rimborsi elettorali, che scorrono da lustri e che lui promette da otto mesi? Forse perché anche Idv non vive di sola aria: tant’è che ha già precisato come il referendum riguarderà soltanto la norma posteriore che consente il raddoppio dei rimborsi negli anni successivi all’eventuale scioglimento anticipato. Chissà come saranno felici Prc, Sinistra democratica, Verdi e Pdci, che Tonino corteggia e dei quali ha bisogno anche per raccogliere le firme referendarie. Per farsi perdonare però, ha già perso per strada il referendum che farebbe chiudere ai compagni giornali e giornaletti.

La realtà, e nonostante il gran parlare di referendum, è che sinora Di Pietro ne ha presentato uno soltanto: quello sul Lodo Alfano, consegnando «un milione di firme» dice, alla Cassazione il 7 gennaio scorso. Per tutti gli altri non ha ancora nemmeno formulato il quesito. Forse aspetta le prossime manifestazioni della Cgil - a proposito, che fine ha fatto il referendum contro la riforma Gelmini? - e delle formazioni comuniste. Per cannibalizzare - politicamente, s’intende - anche loro, come sta già facendo col Pd.

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COMMENTI

14 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#14 cicero08 (936) - lettore
il 26.02.09 alle ore 18:39 scrive:
Probabilmente Di Pietro scapperà pure in avanti. Ma guai a rimanere indietro come fa chi occulta le divisioni della maggioranza sul tema delle intercettazioni.
#13 alex smith 2469 (686) - lettore
il 26.02.09 alle ore 12:23 scrive:
ormai il forcaiolo con la sua arroganza e spavalderia vuole i referendum su leggi ancora di essere fatte. bisogna rinchiuderlo in clinica tanto è arrivato sia di cervello che di rispetto. il forcaiolo sproloquia su tutto però non ha mai spiegato come lo hanno assolto i suoi seguaci magistrati sui i 100 (CENTO) milioni dentro la scatola delle scarpe e della mercedes BUFF.......... ALEX SMITH 2469
#12 porthos (2332) - lettore
il 26.02.09 alle ore 12:00 scrive:
#4 danianto-- d'accordo con te, ma bisogna vietarlo ai RECETTORI o Percettori, se vuoi, delle stesse scatole, non tanto ai portatori, cui comunque eticamente andrebbe vietato lo stesso. Il "soggetto interessato", come si dice, era un PERCETTORE, ferreo sostenitore del riciclaggio ecologico del cartone dei contenitori e degli annessi cartacei di indefinibile valore. Speriamo, quanto prima, di poterne parlare, s'intende politicamente, come un "de cuius" di spiacevole e raccapricciante memoria !!! Saluti.
#11 Caterpillar (1247) - lettore
il 26.02.09 alle ore 11:39 scrive:
Caro #2 Giorgio Rubiu, sono passati 65 anni da Piazzale Loreto ma gli italiani ricordano ancora molto bene come ci si è arrivati. Solo la sinistra considera ancora gli italiani come “massa di manovra” senza un cervello, la sinistra e questo pericoloso traditore della democrazia che ritiene di aver ricevuto direttamente sul Monte Sinai le tavole della legge e il mandato di purificare il mondo. Concordo nel considerare che sono proprio visionari del genere ad aver causato guasti epocali e ferite inguaribili nel corso del 900, ma ho ancora fiducia nel nostro popolo e nella sua capacità di reagire al pericolo. E conto anche sull’arma davvero letale per qualsiasi aspirante dittatore: cadere nel ridicolo.
#10 Soccorsi (3444) - lettore
il 26.02.09 alle ore 11:14 scrive:
Ha definitivamente raggiunto lo stadio delirante come accadde al Veltroni poco prima della grande uscita dalla scena politica dell´opposizione. Concediamogli un momento di raccoglimento e pietà.
14 commenti su  1  2  3   pagine RSS commenti | Cosa sono?
Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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