martedì 09 febbraio 2010
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 INTERNI
martedì 03 febbraio 2009, 07:00

Dietro al vescovo negazionista un complotto contro il Papa

In Vaticano gira un dossier sul caso del vescovo lefebvriano Williamson: l’intervista in cui mette in dubbio la Shoah sarebbe stata strumentalizzata da ambienti anti Ratzinger. Lo strano ruolo di due giornaliste francesi vicine ai massoni

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 Il blog di Andrea Tornielli
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Roma - È un dossier ufficioso, di poche pagine, dedicato alla genesi del caso Williamson, molto letto in questi giorni nei sacri palazzi. Un dossier che ha raggiunto le scrivanie che contano oltretevere e che mette insieme date e circostanze, lasciando intendere che quanto avvenuto nei giorni scorsi non sia solo frutto di una serie di coincidenze. La realizzazione e poi la messa in onda dell’intervista del prelato che negava le camere a gas e la realtà dei milioni di ebrei morti nella Shoah, alla vigilia della revoca della scomunica ai vescovi lefebvriani - secondo il dossier - sarebbe stata in qualche modo «pilotata» da ambienti che volevano mettere in difficoltà Benedetto XVI. Ambienti che sarebbero stati aiutati da qualche oppositore interno, contrario alla riconciliazione con la Fraternità San Pio X.

Nel rapporto non si minimizzano le assurde parole pronunciate da Williamson, né l’ulteriore gravità della coincidenza temporale con il Giorno della Memoria, che ha particolarmente ferito la sensibilità del mondo ebraico, ma si lascia intravedere la possibilità che vi siano stati interventi mirati a creare il caso. Williamson, si legge nel dossier, viene intervistato il 1° novembre 2008 «presso il seminario bavarese della Fraternità San Pio X». Il vescovo si trova a Ratisbona, dov’è giunto per ordinare prete un pastore protestante svedese. Il vescovo viene raggiunto dal giornalista Ali Fegan, della trasmissione televisiva «Uppgrad Gransking» («Missione Ricerca»). Parlano un’ora. A un certo punto, Fegan richiama alla memoria di Williamson certe dichiarazioni negazioniste sulle camere a gas, rilasciate molti anni prima in Canada. Il vescovo risponde dicendo le enormità che sappiamo, sapendo che le sue parole, in quel Paese, rappresentano un reato: «Per le cose che dico potreste portarmi in carcere visto che siamo in Germania...».

L’intervista va in onda il 21 gennaio, lo stesso giorno della firma del decreto di revoca della scomunica. Gli autori del programma assicurano che si è trattato di una coincidenza, mentre il «dossier Williamson» non esclude la possibilità che la notizia della revoca della scomunica sia stata fatta in qualche modo arrivare alla televisione svedese. Nel corso della trasmissione viene intervistata anche la giornalista francese Fiammetta Venner, nota attivista del movimento omosessuale, impegnata in campagne «pro choice». Insieme alla compagna Caroline Fourest – con la quale condivide molte battaglie anticlericali nonché la vicinanza al Grande Oriente di Francia – nel settembre scorso, alla vigilia della visita di Benedetto XVI a Parigi e Lourdes, aveva dato alle stampe un volume intitolato Les Nouveaux Soldats du pape. Légion du Christ, Opus Dei, traditionalistes, durissimo contro Papa Ratzinger e contro i lefebvriani, accusati di connessioni con l’ambiente politico dell’estrema destra francese. Il dossier insiste sulla genesi francese del caso e sul ruolo avuto da Venner e Fourest nell’intera vicenda. Il 20 gennaio, alla vigilia della messa in onda, il settimanale tedesco Der Spiegel anticipa i contenuti dell’intervista. E arriverà pure a scrivere che «il Consiglio Centrale degli ebrei in Germania» fosse «stato informato» in precedenza delle dichiarazioni negazioniste del vescovo.

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#3 Emanuele (1901) - lettore
il 03.02.09 alle ore 15:29 scrive:
Macchè complotto. Si vuole nascondere quanto ha dichiarato il Papa. La scioahh... paragonata alla Croce di Cristo. Inaudita apostasia.
#2 Enzo Salvetti (190) - lettore
il 03.02.09 alle ore 12:41 scrive:
Conoscendo come vanno le cose, non mi stupirei che fose tutto vero.... Ratzinger non è mai piaciuto a molti. Personalemnte ho la propensione a valutarlo più come uomo che come rappresentante dell'onnipotente sulla terra e in quest'ottica lo considero un intellettuale di altissimo livello, raffinato pensatore e uomo di grandissima cultura. Si può essere o non essere daccordo con i suoi ragionamenti ma se lo si vuol contestare, lo si contesti con la stessa onestà intellettuale e non con le frasi fatte e gli slogan.. Ha il diritto di dire ciò che vuole dire, siamo umini liberi, i nostri comportamenti sono frutto di scelte personali, i condizionamenti posson influire, ma sta in noi oppore idee ad idee
#1 Pietro Valdo (103) - lettore
il 03.02.09 alle ore 10:39 scrive:
Un complotto? Speriamo che sua Santità sia informato di questo fatto gravissimo! Come potrà dire la Sua in merito? Mi auguro vivamente che Benedetto XVI possa avere l'opportunità di difendersi e che qualcuno gli dia voce perchè sarebbe terribile non sapere come la pensa, non sapere come reagirà. Basta con il silenzio sul Vaticano. In Italia nessuno è in condizione di conoscere le posizioni della Santa Romana Chiesa perchè è in atto una censura al riguardo che è ormai insostenibile per ogni buon Cattolico. Facciamo sentire forte il nostro sostegno a questa Chiesa, che mai interferisce nei fatti e negli atti di questa nostra triste repubblica ormai atea, relativistica e che non concede mai spazio alle posizioni del Vaticano.....
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