"Dio esiste": il vescovo sfida la scienziata

Faccia a faccia tra Margherita Hack e monsignor Zenti che attacca: "Il vero ateo è l'egoista". L'astrofisica ribatte: "I cristiani dovrebbero essere più cristiani". Ma alla fine né vincitori né vinti

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Il vescovo e la scienziata atea, un uomo in tonaca e una donna in pantaloni. Un faccia a faccia davanti a un’intera città, un migliaio di persone stipate in un auditorium, 400 all’aperto e chissà quante davanti alle tv che hanno trasmesso il dibattito via satellite. Un confronto cercato e voluto dal monsignore, ansioso di sfidare lo spauracchio che aveva paragonato Dio a Babbo Natale. Un tema, «Dialogo su fede e scienza», che fino a qualche anno fa non avrebbe suscitato tutto questo interesse.

Il vescovo è quello di Verona, Giuseppe Zenti. La scienziata è Margherita Hack. Monsignore non ha particolari incarichi nella Cei; la studiosa invece è conosciutissima, astronoma, astrofisica, accademica dei Lincei, eccetera. E soprattutto atea di ferro, presidente onorario dell’Uaar, l’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, quelli dello sbattezzo e delle scritte sugli autobus di Genova («La cattiva notizia è che Dio non esiste, quella buona è che non ne hai bisogno»). Un incontro ad alto rischio fortissimamente voluto dal presule, uno che ama le grandi sfide: quand’era vescovo di Vittorio Veneto scrisse due lettere a Romano Prodi perorando la causa delle famiglie tartassate e dei precari. Zenti e la Hack si sono fronteggiati a viso aperto, lealmente, menando fendenti ma senza colpi bassi. Dovevano essere tenuti sotto controllo come nei duelli televisivi americani, tipo Obama e McCain: venti minuti a testa per sintetizzare le proprie idee, quattro domande di esperti (un industriale biomedico, un docente universitario, un preside, un prete-giornalista), infine un dialogo diretto. Brevi intermezzi musicali. E niente applausi fino alla fine.

Invece sono state subito scintille appena il vescovo ha chiuso il suo primo intervento dicendo che «il vero ateo è l’egoista». La Hack è saltata su: «I cristiani dovrebbero essere più cristiani». «Quando entrambi ci ritroveremo in paradiso continueremo a discorrere». «No monsignore, il suo è stato un bel discorso ma privo di razionalità». «Io sono credente, non credulone». «Lei porta suggestioni, non ragioni». «La mia ragione sta nell’esperienza quotidiana, dove Dio è presente anche se non lo vedo». «Comunque io in paradiso non ci andrò, le mie molecole svolazzeranno libere nell’aria senza un perché». «Cara signora, come fa a esserne così convinta? Anche questo è un atto di fede». La tesi della Hack è che scienza e fede convivono perché non si parlano, lavorano su piani diversi. «Dio è la più comoda delle risposte per spiegare il mistero che ci circonda. È l’invenzione con cui l’uomo spiega quello che la scienza non chiarisce. Siccome dispiace morire, fa piacere credere in un aldilà. Nell’antichità non si conosceva nulla dell’universo e lo si popolava di dei. Ora che la scienza ha scoperto grandissime verità, lo spazio di Dio si restringe. Com’è possibile che una zuppa di particelle elementari si sviluppi fino a diventare un organo come il cervello umano, più complesso di qualsiasi galassia? Non lo so, ne resto meravigliata ma non voglio spiegarmelo con la scorciatoia di un dio. Io non credo perché non ne ho ragioni scientifiche. Mi sembra un’idea assurda».

Zenti invece ha portato esperienze personali. Ha detto che le domande profonde sul senso della vita sono la prova della grandezza dell'animo umano. «La fede è uno strumento per conoscere. C’entra profondamente con la scienza. A occhio nudo vedo certe cose; ma se uso strumenti come il microscopio o il telescopio vedo più in profondità: la fede opera nello stesso modo, mi fa entrare nel profondo delle cose e perciò è pienamente razionale. Dio c’è perché lo vivo, è la ragione d’essere di tutto l'universo. Mi ha svelato perché sono al mondo, perché vivo e dove approderò da morto. Toglietemi Dio e diventerò una larva».

Si parla di amore e dolore, di vita e morte, del mistero e del destino. La Hack batte sempre gli stessi tasti: «Voi spiegate la complessità della materia con l’azione di un dio, io credo che la materia si sviluppa da se stessa. Sono posizioni equivalenti, entrambe plausibili e indimostrabili. Quella di Dio però mi sembra una soluzione infantile». «Non è una bella incensata», replica il vescovo. E perché Dio non si manifesta di più?, domanda il moderatore, il giornalista Michele Brambilla. «Perché rispetta la nostra libertà, altrimenti sarebbe un marionettista». E la Hack, preferirebbe sapere che esiste un aldilà o il nulla dopo la morte? «Mah, sarebbe bello ritrovarsi con tutte le persone cui ho voluto bene, anche con i miei animali, sarebbe una bella favola. Ma alle favole non credo». È finita senza né vincitori né vinti: come ha riconosciuto la Hack, «ognuno è rimasto della sua idea».

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COMMENTI

58 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#58 vivaitaly (603) - lettore
il 23.01.10 alle ore 23:01 scrive:
Si Dio esiste, ma voi cattolici state facendo perdere la fede perche' non seguite le leggi di Dio, ma le leggi ideate dalle mente dell'uomo. Chi vuole conoscere la verita' deve leggere le Sacre Scritture e poi vi renderete conto chi e' Dio e gli errori della chiesa. Per quanto riguarda gli Atei, questi vivono in un altro mondo, insegnano la loro reglione come se fosse scienza, mentre e' solo una loro teoria e nulla di vero. Einstein disse che se osservi l'univero come tutto cammina perfetto, vi deve essere per forza un Dio che ci ha creati, Nulla si e' formato da solo o per mezzo di un big bang.
#57 CAMILLO ROTA (393) - lettore
il 22.01.10 alle ore 9:37 scrive:
A 51 gorse61. Ho tanto rispetto per la sua ammissione di non essere credente,però le chiedo la cortesia di almeno andare a studiare cosa vuol dire la parola Dio.Dio non è creato altrimenti non è Dio.Dio è essere perfetto che non ha alcun limite della condizione umana.Noi esseri umani dobbiamo solo avere l'umiltà di prendere atto dei nostri limiti naturali ed avere occhi per vedere ed orecchie per udire i chiari,meravigliosi,stupendi messaggi che provengono dal creato e dalle sue creature.Anche solamente facendo questo con disincanto si può arrivare a Dio Creatore e Padre.Le consiglio di studiare un poco l'universo,rimarrà stupido da questa immensità in continua espansione.In realtà,senza preconcetti e false teorie,è facile arrivare a credere ad un essere unico creatore di tutte le cose perchè è Amore e l'Amore non può che dare Amore,così come l'universo si espande.
#56 bobe (5) - lettore
il 22.01.10 alle ore 8:52 scrive:
vorrei fare io una domanda, se posso, ai non credenti... chi vi ha detto che Dio deve essere per forza fatto della stessa materia di cui è fatto l'universo, e che abbia mai avuto bisogno che qualcun'altro Lo "inventasse"? "fede" vuol dire "avere fiducia", e questo significa credere anche se non si riescono a capire tutte le cose o se non si riesce a dare una spiegazione razionale a tutto. ci si fida senza sapere, e qui sta il nocciolo della questione. d'altra parte, se sapessimo tutto, saremmo noi stessi Dio.
#55 unoqualunque (866) - lettore
il 22.01.10 alle ore 1:34 scrive:
La religione credo che siano discorsi profondi e di convinzione interiore,la scienza sono risposte concrete e necessarie per poter stabilre,che il fuoco é nato per caso e tenuto in vita dall'uomo o la sua prima forma,tutto questo fà parte di noi delle nostre culture,come fanno parte dell'uomo anche le altre religioni che a loro modo credono che il loro venerato sia il solo e l'unico,fonte di sapienza e bontà. La scienza é lo stato concreto alle risposte dell'uomo,delle imperfezioni e dei vari perché, sicuramente molto ci sarà da fare e da scoprire,la nostra terra non é altro che un granello nell'infinità della materia,solamente le menti libere da idee religiose e religiosità,potranno dare con razionalità quelle forme di risposte domande che gravitano intorno a noi e al nostro universo,una strada lunga che aimé non sarò in grado purtroppo di vedere,che come per chi é credente é una certezza,che da la forza di sostenere l'interesse della continua ricerca della risposta certa e del sapere
#54 giogog (7) - lettore
il 21.01.10 alle ore 19:31 scrive:
Sono sinceramente convinto che Dio esiste....sennò come verrebbero puniti CERTI giornalisti Bugiardi??
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