Documento Cei: "Italia senza classe dirigente"

La dura critica è contenuta nel documento base della prossima "Settimana sociale", promossa in ottobre dalla Conferenza episcopale italiana a Reggio Calabria. "Mancano persone che per ruolo imprenditoriale, politico e culturale sappiano offrire obiettivi condivisi e condivisibili"

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Roma -  Parole pesanti. Una critica durissima che sferza i politici, ma non solo. Un paese "senza classe dirigente". Così la Cei descrive l’Italia che, secondo l'analisi dei vescovi, vive un momento "drammatico". L’analisi è contenuta nel documento base della prossima "Settimana sociale" promossa in ottobre dalla Conferenza episcopale a Reggio Calabria. Nel documento di parla di "un paese senza classe dirigente, senza persone che per ruolo politico, imprenditoriale, di cultura, sappiano offrire alla nazione una visione e degli obiettivi condivisi e condivisibili".

Manca una visione del futuro "L’analisi che abbiamo fatto, lavorando al documento preparatorio - spiega in un'intervista a Radio Vaticana Edoardo Patriarca, segretario del comitato organizzatore della "Settimana sociale - è proprio della sensazione di un paese che sta vivendo un passaggio pesante, in cui però la politica non svolge la funzione che le dovrebbe competere, cioè tentare di dare una visione con obiettivi di medio e lungo termine". "Quando parlo di classe dirigente - ha detto Patriarca - parlo non solo della politica ma anche di tutti quei soggetti, imprenditori, associazionismo. Mancano cioè soggetti che abbiano la capacità di orientare, che si assumano la responsabilità di costruire percorsi nuovi di speranza. Il cardinale Bagnasco ha parlato spesso di questo bisogno di riprendere a crescere, economicamente ma anche moralmente da un punto di vista educativo".

La responsabilità del laicato cattolico Da qui l’esortazione "alla responsabilità per il laicato cattolico". "Noi crediamo - ha detto Patriarca - che questa responsabilità ce la dobbiamo assumere, altrimenti rischiamo davvero non tanto di essere irrilevanti ma di compiere un peccato di omissione verso il bene comune". Il comitato promotore che sta preparando il documento base dell’assemblea che si terrà dal 14 al 17 ottobre, è presieduto da monsignor Arrigo Miglio, presidente della commissione della Cei per i problemi sociali e del lavoro. 

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COMMENTI

61 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#61 Dario40 (5824) - lettore
il 01.08.10 alle ore 9:34 scrive:
alle Cei o hanno le fette di salame sugli occhi e i tappi nelle orecchie, oppure sono incavolati con il Governo perchè hanno visto annullarsi le entrate della Caritas con lo stop all'immigrazione clandestina. Questo Governo Berlusconi ha dimostrato e dimostra di saper muoversi prontamente per fronteggiare le emergenze ( vedasi Napoli,L'Aquila etc), la crisi internazionale (salvaguardando al meglio il Paese),ma anche di programmare il futuro ( Riforma della Scuola,dell'Università,del Codice della strada, della burocrazia per nuove attività, del Codice Civile, etc.) E questo è possibile proprio perchè è un Governo costituito da uomini e donne preparati e capaci, non dai soliti cialtroni politicanti della politica. Quanto alla parte produttiva del Paese,mi sembra che il livello dell'imprenditorialità si sia elevato,basta vedere Fiat,Enel, etc. Invece di interessarsi dei problemi politici del Governo, facciano il piacere di guardare cosa succede in casa loro e si limitino a questo. Amen
#60 sarko (7) - lettore
il 01.08.10 alle ore 9:30 scrive:
Io come Cristiano credente e praticante sono purtroppo d'accordo con la CEI, La classe dirigente politica è impregnata di corruzione ed egoismo, Berlusconi non ha saputo in 15 anni creare una classe dirigente "pulita", anzi... si è circondato di personaggi diciamo non "trasparenti": Dell'Utri, Previti e adesso Scaiola, Verdini ecc.... Che poi lo stesso Berlusconi abbia dato prova di "contegno cristiano" in certe suoi modi di vivere......lo sappiamo bene tutti E si cari amici, la CEI ha ragione, dobbiamo costruire una nuova classe dirigente veramente vicina ai valori cattolici e sostituire questa classe affaristica ed egoista che nulla ha oggi da spartire con noi
#59 Sauron51it (193) - lettore
il 01.08.10 alle ore 9:20 scrive:
Ma i preti non possono farsi i fatti propri (che sono tanti e gravi)?
#58 tantoquanto (152) - lettore
il 01.08.10 alle ore 8:49 scrive:
""aNDATE IN TUTTO IL MONDO A PREDICARE IL VANGELO, CHIUNQUE CREDERà SARà SALVATO E CHI NON CREDERà NON SARà SALVATO"" Povera umanità, tra preti pedofili e preti gay, Gesù viene ben predicato. Poi, se ci mettiamo i preti politici, siamo a cavallo. De che? Della scopa
#57 Tobi (453) - lettore
il 01.08.10 alle ore 8:17 scrive:
mi pare la CEI che la CEI abbia pienamente ragione. E certo non vuol esser un attacco alla destra, perché "Italia senza classe dirigente" è riferito sia a destra e sia a sinistra (e centro incluso). L'attuale governo sembra che stia facendo molto meglio di tanti precedenti governi, tuttavia non possiamo dire che l'aver rincitrullito gli italiani con grande fratello e con le trasmissioni della Maria De Filippi, con i loro beceri modelli di vita, possa essere considerato un merito per Berlusconi. Quindi è vero che l'Italia manca di una classe dirigente.
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Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
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