Insomma, i maldipancia sgorgano senza sosta ma guai a chiedere una dichiarazione ufficiale: «Se esce una riga col mio nome non ti parlo più. Anzi, in queste ore tutti dovrebbero tapparsi la bocca». Nell’attesa si pesano le parole di Alfano, in un via vai di vertici a Palazzo Grazioli: «Noi abbiamo messo al centro, così come ha fatto il presidente Berlusconi con il proprio gesto, l’interesse dell’Italia». E ancora: «Nel Pdl ci sono opinioni differenti. Questo è un partito democratico nel quale ci si confronta e si discute». Quindi: «Il nostro comitato di presidenza aveva deciso che dopo il governo Berlusconi si sarebbe dovuti andare al voto, ma non sovrapponiamo la nostra voce a quella del presidente della Repubblica».
La realtà è quasi la totalità degli ex azzurri condividono le posizioni degli ex An, fatte proprie anche dai big Matteoli, Romani, Sacconi, Brunetta. Ossia: voto. Più che guardarsi in cagnesco, tra ex ci si capisce e si condivide la mancanza di alternativa. «Siamo con le spalle al muro. D’altronde che si fa? Si va a elezioni subito? Quì c’è il rischio che il risultato finale sia un’altra situazione di instabilità e tra due mesi saremmo nella stessa situazione di oggi. Uguale identica. Con la necessità di fare un governo di larghe intese. E intanto avremmo fatto la fine della Grecia». Un deputato salta su: «Ma che ca..o dici? Ma quale Grecia, ma quale default! Il nostro è un Paese solido, so-li-do». Un altro deputato sorride e lancia un paradosso che svela una grande verità: «Amici, sapete qual è la soluzione ideale? Andiamo alle elezioni anticipate con la speranza di perdere. Se lo faccia la sinistra un bel governo che tartassa gli italiani. E noi facciamo una bella opposizione sventolando assieme la Lega la bandiera non dell’anti Europa, ma dell’anti Eurolandia: questa Europa-patacca fatta di burocrati e schiava di Francia e Germania».
Al riferimento Francia e Germania parte l’accusa: «È tutta una manovra per scipparci l’argenteria. Vogliono mettere le mani sulle nostre ricchezze: Enel, Eni, Finmeccanica. Questo vogliono fare: portarci via tutto a zero lire. E noi non dobbiamo permetterlo». «E invece questa battaglia se la intesterà la Lega. E vedrete che impennata avrà il Carroccio...». Già, il Carroccio. «Se noi appoggiamo Monti e la Lega no poi come la ricuciamo l’alleanza con loro?». Si scuote la testa in attesa di input chiari dal partito con lo spettro di una scissione ma non soltanto in due tronconi, bensì in mille pezzi.
Si attendono le decisioni del partito che in ogni caso dovrà riunire i propri organismi e decidere in modo democratico. «Bip bip»: sul cellulare di un deputato arriva la dichiarazione di Alfano: «Riuniremo sabato l’ufficio di presidenza, per valutare le scelte definitive». Commento di un deputato: «Secondo me l’accordo è già stato fatto... Queste ore serviranno per farci digerire Monti». Battuta sarcastica di un altro: «Dopo che abbiamo ingoiato Tremonti adesso ne manderemo giù uno solo».
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