Quegli uomini non erano degli sconosciuti per la vittima. Li aveva già visti altre volte tra le tende sorte come funghi nella pineta delle Acque Rosse, sul litorale romano, dove abitava anche il suo fidanzato e dove qualche volta lei, che solitamente viveva in un appartamento a Ostia con il fratello, si fermava a dormire. Intorno alla mezzanotte di martedì la giovane aveva un appuntamento proprio lì davanti con il fidanzato, ma era arrivata in anticipo e così si era intrattenuta con un amico, un suo coetaneo, originario della Repubblica Ceca. Insieme i due si sono spostati nei pressi della baracca dei romeni, fermandosi a parlare con loro. Ma il gruppetto di stranieri aveva bevuto qualche bicchiere di troppo e presto le loro intenzioni sono diventate evidenti.
Appena l'amico della donna si è reso conto che i tre stavano programmando lo stupro ha cercato di metterla in salvo, trascinandola fuori, ma è stato preso a pugni in faccia a gettato in un vicino fossato. A quel punto la giovane polacca non ha avuto scampo: due dei tre romeni l'hanno picchiata, colpendo anche lei al volto, e l'hanno violentata a turno nella baracca mentre il terzo uomo aspettava, probabilmente per fare da palo.
Nel frattempo l'amico della vittima è riuscito a raggiungere la strada e a chiedere aiuto. Nel giro di pochi minuti è arrivata la polizia, che stava pattugliando la zona con tre volanti. I romeni sono stati sorpresi mentre erano ancora addosso alla poveretta e sono stati arrestati con l'accusa di violenza sessuale di gruppo. Il terzo connazionale, che non ha preso parte allo stupro, se l'è cavata con una denuncia a piede libero. I tre avevano precedenti penali per rissa, lesioni, furto, resistenza a pubblico ufficiale e aggressione. La donna è stata accompagnata in ospedale, dove è stata accertata la violenza, e dimessa con alcuni giorni di prognosi. Il vicesindaco di Roma Sveva Belviso ha condannato il gravissimo episodio: «Auspico che ci sia un processo veloce e una pena adeguata al fatto commesso da questi animali che hanno scelto una modalità brutale e di gruppo».
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