E ora Ligabue alla Scala

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Sono appassionato di musica classica e ne ho scritto per anni, ma credo che a questo punto smetterò di aspettarmi ancora qualcosa dal mio Paese e dalle mie istituzioni. Il discorso è lungo, ma pietra tombale ne sarà il concerto di Natale che si terrà domani in Senato con tanto di diretta televisiva: perché protagonista, ebbene sì, ne sarà il pianista Giovanni Allevi. Ora: chi sa ha già capito. Chi non sa, e lo dico moderandomi, dovrebbe sapere che Allevi sta alla musica classica come Adriano Celentano sta alla filosofia teoretica.

Qualsiasi residuale competente, ciò che forse è estinto dalle parti del Senato, sa che stiamo parlando della versione italiana di un genere di musica minimale, facilona, da aeroporto o da ascensore, priva di elaborazione e sviluppo, qualcosa di amatissimo dagli ascoltatori da aperitivo che alla quarta nota trovano una musica già troppo difficile. Senza cattiveria: è musica pop, easy listening, una costruzione di marketing che dovrebbe ingannare i gonzi (anche se i gusti son gusti, bla bla) e però dovrebbe andare a Sanremo, non dissacrare un luogo dove hanno diretto Lorin Maazel e Riccardo Muti. A proposito: Allevi in Senato dirigerà un’orchestra. Dettaglio: ha imparato quest’anno, ma ha detto che ha studiato i grandi maestri su Youtube. Non è una battuta. Buon ascolto.

COMMENTI

30 commenti su 1  2  3  4   5  6   pagine dal più vecchio | dal più recente
#10 Enrico Maria (747) - lettore
il 20.12.08 alle ore 20:05 scrive:
E'una crisi di profonda tristezza quella che mi assale leggendo questo articolo. Certo tutti i gusti sono gusti, la musica è tutta musica, come sostenere che la Fiat Uno è uguale alla Rolls Royce. Hanno entrambe le ruote, il volante, i sedili, ecc., ergo sono uguali. Mi si consenta un amaro ricordo. Nel 1952, Arturo Toscanini diresse un concerto di musica classica alla Scala. Ricordo che la RAI si collegò in diretta ,durante le prove. Fu interessantissimo. A un certo punto il grandissimo, mitico direttore partì: "Cos'ha il primo oboe, COS'HA IL PRIMO OBOEEEEE CHE MI FA STONARE TUTTI!!!!! Altri tempi, cari, carissimi Toscanini, De Sabata, Serafin, Von Karajan, Giulini. Di fronte a queste notizie, mi chiedo a cosa sia servito il vostro sacrificio . Sarebbe bello che, in quel concerto ,il Maestro Allevi dirigesse "Non ci resta che piangere".
#9 sukran (731) - lettore
il 20.12.08 alle ore 16:51 scrive:
Pur non avendo nulla contro Allevi, concordo con Facci, l'idea che la musica è comunque musica, che bisogna aprire le porte al grande pubblico, attrarre con nuove proposte, etc. mi sembra possa risultare al massimo in un insipido minestrone. Il paragone col molleggiato ci fa capire che Celentano deve essersi in qualche modo ispirato alla "dotta ignoranza" di Cusano...
#8 Gianor (3) - lettore
il 20.12.08 alle ore 16:41 scrive:
Oramai tutti i luoghi sacri della musica classica(sinfonica e operistica),vengono presi d'assolto da questi pseudo-musicisti,che senza nessuna preparaziome musical-culturale imperversano sul nuovo tempio mass mediale di YouTube.Concordo con il suo articolo.Finalmente qualcuno scrive senza peli sulla lingua.
#7 Gustàve Le Donner (92) - lettore
il 20.12.08 alle ore 16:17 scrive:
e' vero Facci, l'Allevi sarà pure tecnicamente bravo, ma francamente non trasmette assolutamente nulla e manca di stile. come direbbe un mio anziano maestro di pianoforte, ormai arrivato, Allevi è un raccomandato e Morricone un po' traditore..." Abbiamo fior di pianisti e di maestri, ma certamente ai meriti si preferiscono il marketing e le marchette.
#6 mab (1084) - lettore
il 20.12.08 alle ore 15:59 scrive:
@*cristianomorelli*(#3): Non si tratta di “arroganza” o di “boria”, ma di chiarezza espositiva delle proprie idee. Nel caso specifico (mi limito deliberatamente a questo caso, per non ingenerare un tormentone polemico e comparatistico) la musica classica ha determinate forme e una sua intrinseca complessità anche nelle sue espressioni più semplici. Facci qui non sta propugnando Berg o Nono “contro” De Andrè o Paolo Conte, o “contro” gli Who o i Van der Graaf Generators: egli ne fa piuttosto una questione di “sostanza” musicale, non di “genere”: se ho ben capito, ciò che a lui ripugna, come a me, è che si voglia far passare la musica di Allevi per “classica”, quando nessuno che conosca la musica classica potrebbe ritenerla tale. È un po’ come dire che uno è un ingegnere perché sa montare il plastico del trenino…
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