E ora Ligabue alla Scala

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Sono appassionato di musica classica e ne ho scritto per anni, ma credo che a questo punto smetterò di aspettarmi ancora qualcosa dal mio Paese e dalle mie istituzioni. Il discorso è lungo, ma pietra tombale ne sarà il concerto di Natale che si terrà domani in Senato con tanto di diretta televisiva: perché protagonista, ebbene sì, ne sarà il pianista Giovanni Allevi. Ora: chi sa ha già capito. Chi non sa, e lo dico moderandomi, dovrebbe sapere che Allevi sta alla musica classica come Adriano Celentano sta alla filosofia teoretica.

Qualsiasi residuale competente, ciò che forse è estinto dalle parti del Senato, sa che stiamo parlando della versione italiana di un genere di musica minimale, facilona, da aeroporto o da ascensore, priva di elaborazione e sviluppo, qualcosa di amatissimo dagli ascoltatori da aperitivo che alla quarta nota trovano una musica già troppo difficile. Senza cattiveria: è musica pop, easy listening, una costruzione di marketing che dovrebbe ingannare i gonzi (anche se i gusti son gusti, bla bla) e però dovrebbe andare a Sanremo, non dissacrare un luogo dove hanno diretto Lorin Maazel e Riccardo Muti. A proposito: Allevi in Senato dirigerà un’orchestra. Dettaglio: ha imparato quest’anno, ma ha detto che ha studiato i grandi maestri su Youtube. Non è una battuta. Buon ascolto.

COMMENTI

30 commenti su 1  2  3  4  5   6   pagine dal più vecchio | dal più recente
#5 mab (1084) - lettore
il 20.12.08 alle ore 15:39 scrive:
@*2novembre*(#1): 1) Non credo che i nostri senatori siano tutti delle tali capre musicali. 2) Posso capire certe faziosità da e tra melomani, ma Muti dirige pur sempre musica classica, anche se si può discutere sulle sue interpretazioni, al pari di quella di Gould delle sonate di Mozart.
#4 mab (1084) - lettore
il 20.12.08 alle ore 15:24 scrive:
Articolo doveroso, caro Facci, e doverosamente scandalizzato. Non sono contrario alla “elevator music” – purché, beninteso, a bassissimo volume – appunto negli ascensori, nelle hall degli hotel, in certi ristoranti e bar, precisamente perché non chiede attenzione e lascia spazio al dialogo: è frustrante dover scendere al piano mentre la K310 continua a suonare, e imbarazzante e controproducente chiedere al conversatore di tacere perché dagli altoparlanti fuoriescono le note dei Tableaux d’une exposition… Vorrei proprio sapere CHI e perché ha fatto questa scelta! Spero soltanto che l’infausta scelta sia stata almeno “bipartisan”, sennò, dopo aver perso la tanto decantata e pretestuosa “superiorità morale”, la sinistra potrà comunque rinfacciarci la “superiorità musicale”... Ci faccia sapere, la prego!
#3 cristianomorelli (232) - lettore
il 20.12.08 alle ore 15:13 scrive:
Facci, ma perché per una volta non evita di fare l'arrogante**** e dice semplicemente che Allievi non le piace? Questi suoi giudizi sempre piani di boria, calati dall'alto come verita' assolute, sono sempre molto offensivi. Lo so che come l solito non mi pubblicherà: ma di cosa ha paura?
#2 daniel-san (42) - lettore
il 20.12.08 alle ore 14:57 scrive:
Caro Filippo: quando scrivi di Travaglio sei prevedibile. Quando scrivi di altro sei noioso. *YAWN*
#1 2novembre (189) - lettore
il 20.12.08 alle ore 14:31 scrive:
Tutto condivisibile ,mi siano permesse,però, due considerazioni: 1)per il "pubblico musicale" del senato italiano, Giovanni Allevi è fin troppo. 2)il fatto che Riccardo Muti , (amato secondo me, dai parvenues), abbia diretto in un luogo deputato alla musica non lo rivaluta; anzi.
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