Ecco le dieci verità che non racconta

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  • È falso che Boffo sia un "noto" omessusale e protagonista di una relazione con un uomo sposato segnalata in atti del tribunale di Terni.
    Il Giornale non ha mai avanzato nessuna ipotesi circa gli orientamenti sessuali di Dino Boffo e tantomeno ha sostenuto che ciò fosse parte degli atti processuali, peraltro in gran parte ancora inspiegabilmente segretati. Tale ipotesi è contenuta questo sì, nella nota informativa venuta in possesso de Il Giornale e già recapitata a molti vescovi italiani. In tutti questi giorni, il direttore di Avvenire peraltro non ha mai fatto riferimenti, cosa assolutamente legittima, alla propria sfera sessuale.
  • È falso che Boffo fosse attenzionato dalla Polizia di Stato per le sue frequentazioni.
    La tesi è contenuta nella nota informativa spedita ai vescovi italiani
  • Non è vero che Boffo è stato querelato da una signora di Terni, la quale fece un esposto contro ignoti.
    Gli inquirenti hanno subito individuato l'anonimo in Dino Boffo, tanto che lo hanno processato e condannato.
  • Non è vero che ci sono intercettazioni che accusano Boffo.
    Negli atti resi pubblici, che sono solo una parte del fascicolo processuale, ci sono i tabulati telefonici dai quali risulta in maniera inequivocabile che le telefonate moleste sono partite dal cellulare di Dino Boffo. Secondo quanto scritto nella nota spedita ai vescovi, ci sarebbero state anche delle registrazioni.
  • È falso che Boffo ha dichiarato di non aver mai conosciuto la donna di Terni colpita da molestie telefoniche.
    Non sappiamo che cosa Boffo abbia dichiarato all'epoca dei fatti, che tipo di conoscenza ci fosse tra lui e la donna molestata. Il fatto è del tutto irrilevante visto che la sentenza ha stabilito che le telefonate sono state fatte dallo stesso Boffo.
  • È falso che Boffo si è difeso indicando un'altra persona come coinvolta in una storia a sfondo omessuale.
    Davanti ai giudici, Boffo ai tempi si era difeso sostenendo che le telefonate erano state fatte da un giovane dipendente di Sat 2000, la televisione dei vescovi italiani. Tale persona è poi morta per overdose.
  • È falso che nelle telefonate attribuite a Boffo ci sarebbero state intimidazioni e molestie a sfondo sessuale, anzi omosessuale.
    Nei pochi atti del processo resi pubblici si legge che le molestie avevano per oggetto allusioni a rapporti sessuali.
  • È falso che Boffo ammise di essere colpevole e diede incarico ai suoi legali di patteggiare.
    Boffo ha accettato la condanna senza opporre alcun appello.
  • È falso che Boffo ha reso pubbliche «ricostruzioni» della vicenda.
    Boffo ha fornito sul giornale e in altre sedi molte spiegazioni, incomplete ed evasive, senza mai entrare nel merito della questione. Dal povero ragazzo che avrebbe usato il suo telefonino alla signora matta che lo avrebbe schiaffeggiato in pubblico.
  • È falso che la nota informativa rispecchi il contenuto del decreto penale relativo di Terni.
    Boffo avrebbe avuto un modo chiaro e definitivo per provare ciò: esibire tutte le carte del processo o autorizzare il Gip a farlo. E invece così non è stato, tanto che il Gip ha dichiarato che non fornisce tutte che le carte perché contengono elementi suscettibili a una interpretazione ambigua.

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COMMENTI

68 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#68 Giuseppe Spotti (3488) - lettore
il 05.09.09 alle ore 11:01 scrive:
#63 giustiziaelibertà: Il documento pubblicato dal Giornale in fotocopia coa è? Prego mi erudisca. Poi vergogna di cosa, e vergogna chi? sia preciso.
#67 equilibrista (81) - lettore
il 04.09.09 alle ore 23:14 scrive:
Così quel povero ragazzo morto di overdose si prende colpe altrui sena se e senza ma. E' vergognoso .
#66 salrandazzo (710) - lettore
il 04.09.09 alle ore 21:59 scrive:
Il documento ufficiale parla solo di decreto penale del GIP per Molestia alle persone, dispositivo ammenda 516eu. Tutto qui. Tutto il resto viene dalla famosa nota informativa anonima e pataccosa. L'omosessualità che ha fatto sbavare i cani di Pavlov, Boffo che era innamorato dell'uomo e che per questo bersagliava di telefonate la donna per non si sa bene quale motivo, tutto questo è un delirio indimostrato che viene da un documento fatto da non si sa chi, di cui il grande giornalista pataccaro niente ci dice, se non il fatto che "non conta da dove viene, non conta se è pieno di errori". Rivelando in questo modo il fatto che per lui non importa che l'informazione sia corretta. Importa che gli schizzi di fango vadano a segno, e che affondino l'avversario. A' la guerre comme à la guerre. Senza risparmio di colpi. Colpire ed affondare. A questo serve l'informazione. non ad informare. Grottesco.
#65 Waddok (107) - lettore
il 04.09.09 alle ore 21:47 scrive:
ora dobbiamo,per rendere vera giustizia a Boffo,farlo "santo ante mortem":prima ha sacrificato la propria onorabilità ,accettando una ignobile condanna per salvare un giovane collaboratore ed ora sacrifica anni di onorata carriera dimettendosi dalla direzione di "L'Avvenire" ,per salvare Feltri,avendo la possibilità di denunciarlo per le indegne calunnie mosse a mezzo stampa,impedendogli così di arrecare rovina a " famiglie" e carriere.
#64 pinogeo84 (1221) - lettore
il 04.09.09 alle ore 20:52 scrive:
Nota spedita, lettera anonima, non andiamo diluendo il fatto in corollari. Boffo e' satao condannato o no? O per caso il tribunale stava facendo un esercizio di giudizi virtuali? Mi pare che slittiamo verso la china di Di Pietro alimentando le contestazioni fatte dai quei Bastian contrari che s'incavolano a fare buchi nell'acqua.
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
Scrivi al direttore

L'opinione

di Nicola Porro
Siciliotti è quel signore biondo, con i capelli quasi più ridicoli...
di Stefano Filippi
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