Ecco perché dire «scrofa» è reato, «porco» no
Ogni giorno nei tribunali italiani sono centinaia le cause per ingiuria con offese a sfondo «animalesco». Ma, a parità di epiteti «bestiali», alcuni giudici condannano, mentre altri assolvono. Un esempio? Un insegnante che aveva dato dell'«asino» a un alunno è stato assolto, un altro che aveva usato il termine «ciuccio» è stato condannato a mille euro di risarcimento.