Ecco quello che Cossiga pensava di Napolitano

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Diplomazia, etichetta, formalismi in stile prima Repubblica? Macch´, Francesco Cossiga non ha mai smesso di stupire, figuriamoci se poteva risparmiare il «piccone» proprio nei confronti dell'attuale presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ecco alcuni brani tratti dagli ultimi interventi del senatore a vita, pubblicati dal quotidiano «Libero» dal maggio 2007 al febbraio 2009.

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COMMENTI

6 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#6 MARINA58 (866) - lettore
il 19.08.10 alle ore 20:05 scrive:
Carissimo trisnonnoditigrino: Isuoi commenti, mi lascano sempre, senza parole! Volevo,semplicemente dirle, che io non sono certo una maleducata, e che mi esaspera, chi lancia la pietra e nasconde la mano, questo è vile.Mi sono formata, dai nove anni sino ai ventuno, in un colleggio del vaticano del Cardinale Alfredo Ottaviani, a Frascati.Quel Cardinale, mi ha dato tanto, e mi ha voluto un modo di bene. Cantavo nel coro di voci bianche, anche come prima voce solista, diretto dal maestro Pablo Colino, che amava la mia voce.Non so perchè le dico tutto questo, forse perchè mi sento triste e lei, mi da affidamento e protezione.Io, sono forte, ma anche fragile. Un abbraccio di cuore.Marina
#5 ric.bruno (46) - lettore
il 19.08.10 alle ore 15:34 scrive:
non trovo i giudizi di Cossiga ! Dove sono finiti ? Censura ?
#4 iltrisnonnoditigrino (1358) - lettore
il 19.08.10 alle ore 12:05 scrive:
L’abisso che si sprofonda fra i feroci ricordi di Calò, le argomentate e pacate polemiche di Angelo, persino l’appassionata difesa a spada tratta di Fini (ahimè, quanto mal riposta la sua fiducia!) da parte di Giovanni e lo sconclusionato latrato di resegone è la miglior illustrazione della mia vecchia mania a proposito della differenza fra meridionali e terroni. Povera caccavella con la pelle ammosciata ed il bastone fesso, resegone mi costringe a riesumare l’abusato sfottò dedicato a lui e ad i suoi conterronei più refrattari ad adeguarsi al lavoro ed alla convivenza civile: merindios. Disgraziatamente però, a differenza dai selvaggi amazzonici, quelli nostrali sono ben lungi dal correre il rischio di estinguersi, anzi. Possono tutt’al più rischiar di confondere la propria attitudine ad una vita di parassitismo e rapina con quella simile delle loro consanguinee tribù di predoni beduini. La sortita della “misogEnia” invece trova spiegazione soltanto nella sua già labile mente, vieppiù squinternata dal frustrato rancore dell’impotente.
#3 iltrisnonnoditigrino (1358) - lettore
il 19.08.10 alle ore 11:20 scrive:
Inutile chiedersi dove il povero resegone trovi nei miei commenti sull’argomento dei compianti ipocriti un qualsiasi cenno negativo (volendo ne avrei pure ma li tengo per me) su Francesco Cossiga: no, è un rancore a lungo covato per le ripassate prese firmandosi con altro nome (vero maestrucolo?) che lo fa sragionare ancor più del solito. La bavosa bestiolina non ha in realtà un preciso movente per scagliare i suoi inconsulti anatemi contro di me, era semplicemente in attesa di un’occasione per poter abbaiare una patetica serqua di pleonasmi e sgrammaticature: il suo messaggio è lì a testimoniarlo e a dar prova della miseria intellettuale che nega qualsiasi motivazione ad ingiurie ripetitive quanto vacue. Doversi ingurgitare tutti i giorni l’evidenza della propria inferiorità umana, culturale, sociale ha brutte conseguenze su una psiche così labile come quella di resegone, con gli effetti semicomici reperibili nel suo post.
#2 iltrisnonnoditigrino (1358) - lettore
il 19.08.10 alle ore 11:19 scrive:
Resegone, siccome ho sottolineato come quella fetida arca di falsità e nequizia di Scalfàro voglia spacciarsi per novarese d.o.c. - ricordo un’intervista ad un periodico per gourmets e gourmands in cui il vecchio bugiardo affettava persino una sua predilezione per la paniscia - invece che cogliere il ribrezzo per la menzogna si infiamma per il mio “solito razzismo”. Non sono solo l’abituale stupidità ed il rancore per le pettinature di corna ricevute sotto le sue vecchie spoglie a far sragionare il povero maestrucolo ignorante (la “misogEnia” è una perla rara), è anche la sua monumentale coda di paglia che gli ricade davanti al grugno e lo acceca. Sì, il meschino soffre ancora per l’inguaribile trauma del suo trapianto in…. vista del suo nuovo nick, pena ancora per la soma di asinina inadeguatezza che grava sulle sue spalle terrone, sente la quotidiana repulsione dell’habitat estraneo per la sua essenza caprina e io lo tormento ricordandogli un gap che non supererà mai. Auguri invece alla sua incolpevole discendenza.
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