Il sangue versato in chiesa una dichiarazione di guerra

Talebani neri a caccia di cristiani: in Nigeria massacrati cento fedeli. Colpire una folla di innocenti che prega è solo l'ultimo atto della campagna islamica per distruggere l'Occidente. Se l'Africa è diventata il nuovo Afghanistan

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La verità è che non lo vogliamo sapere, che per noi la guerra è stata cancellata dalla storia dai nostri pentimenti: la mente occidentale respinge con orrore particolare la guerra di religione, quella che mette in crisi il principio stesso della libertà di opinione. E non ne vuole sentire parlare anche quando la dichiarazione di guerra è patente, è larga come il globo terracqueo e sventola senza pudore lo stendardo della strage degli innocenti, del terrorismo contro gli oranti, una delle peggiori forme di violenza. Perché quando l'uomo prega è sacro nella tradizione universale, perché le case di Dio sono nella letteratura, nella storia il rifugio ultimo della creatura inerme. Delle guerre di religione l'Occidente ha remoto ricordo, quello ormai esecrato delle crociate medievali. Più avanti, travestiti da guerre di religione, troviamo scontri di potere fra reami e dinastie, razzismi esecrabili, avidità di ricchezza e territorio, ma né i cristiani né gli ebrei possono ammettere che al giorno d'oggi, proprio questo Natale, qualcuno si organizzi per fare più di cento morti in chiese come quelladi Santa Teresa a Madalia nel Niger, a 45 chilometri dalla capitale Abuja, e a Jos capoluogo di Plateau, e nei giorni precedenti un po' in tutto il Paese.

Attacchi analoghi, quasi in tutto il mondo, sono cronaca corrente, quotidiana (Etiopia, Egitto, Indonesia, Turchia, Palestina, Iran, Irak, Kashmir, Algeria, Kenya, Afghanistan...) Insieme con la cronaca nigeriana, ecco ieri quella di una strage afghana a un funerale a Taloqan dove, fra i venti uccisi, l'obiettivo principale era Mutalin Bik, un comandante della polizia anti Talibano, e quindi anti estremismo religioso. Ma la cronaca degli ultimi anni ci conduce sulle tracce di una guerra frontale, contro la quale la Chiesa non osa protestare con determinazione, perché ciò risulta lesivo dei rapporti con l'Islam: quando un micidiale attacco contro i Copti che in Egitto fece decine di morti durante il Natale 2010, il Papa si fece avanti per difendere pacatamente la comunità cristiana, e l'Università di Al Azhar ruppe ogni rapporto col Vaticano definendole «un insulto», mentre i politici le giudicarono un'indebita intromissione. Le accuse di islamofobia fioccano ogni volta che si osa denunciare la pura cronaca: è la parte propagandistica della guerra che impone il silenzio sulle notizie che impacciano le operazioni. Ma è ormai sotto gli occhi di tutti che una sfida mortale è in atto fra l'Islam estremo e le altre religioni. In Nigeria si chiama Boko Haram, che vuol dire in lingua Hausa «l' educazione occidentale è peccaminosa ».

Ma tanti altri sono i gruppi che vogliono battere cristianità ed ebraismo per istituire il califfato universale di sette secoli or sono, e poi, di nuovo, ai loro occhi, vivo fino alla fine della prima guerra mondiale con l'Impero Ottomano. L'uso della violenza è considerato una indispensabile necessità, la jihad non esita a usarla contro gli infedeli, contro i convertiti, contro le donne che non adottano la sharia, «contro i crociati e gli ebrei».

Questa formula la usò come manifesto politico Osama Bin Laden per la prima volta nel '98 dichiarando loro guerra. Allora sembrò una definizione infantile, mentre le sue profondità hanno afferrato l'anima sia sunnita (cui Bin Laden apparteneva) che Shiita (basta pensare ai continui richiami alla inimicizia intrinseca con l'occidente di Ahmadinejad): essa sparge sangue a fiumi fino ad oggi, non si placherà, non ascolterà né proposte né adulazioni.

Il dettato è radicato nelle scritture e nei discorsi degli imam estremisti, cui si oppongono talora coraggiosi moderati: «I cristiani sono infedeli, nemici di Allah...», «Fai loro la guerra finché non esisterà più l'idolatria e la religione di Allah regnerà suprema», «Allah umilierà i non credenti», «Quando si concluderanno i mesi sacri, uccidi gli idolatri ovunque li troverai. Arrestali, assediali, tendi loro agguati ovunque potrai».

Ci sono parecchi comandamenti assai peggiori, li lasciamo da parte. Essi sono quelli che hanno spinto Laskar Jihad a chiamare «maiali » i diecimila cristiani uccisi in Indonesia fra il 2000 e il 2002, quelli che conducono Hamas a scrivere nel loro statuto che ogni albero e masso chiamerà il credente per uccidere l'ebreo che si nasconde dietro di loro.

È un grande esercito, che ha fatto fuggire dal Medio Oriente quasi tutti i cristiani, che rende un inferno persino il Natale dei cristiani in tutto il mondo, che dichiara guerra.

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COMMENTI

43 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9   pagine dal più vecchio | dal più recente
#43 TRIDENTINA AVANTI (2001) - lettore
il 28.12.11 alle ore 1:20 scrive:
Coninuo sempre a sognare un mondo "DEMUSSULMANIZZATO"
#42 epesce098 (457) - lettore
il 27.12.11 alle ore 17:52 scrive:
Cosa aspettiamo a fare una settimana di CHIUSURA PER LUTTO per tutti questi poveri morti appartenenti ad una comunità cristiana? No, questo si fa solo se a morire sono islamici.
#41 maxaureli (767) - lettore
il 27.12.11 alle ore 17:40 scrive:
Bravo QuoVadis! Ed e' esattamente quello che pensano dalla parte opposta!
#40 Fracescodel (553) - lettore
il 27.12.11 alle ore 17:37 scrive:
@#32 voce nel deserto sono d'accordo su tutto, eccetto a "Sia proclamata la religione cattolica come religione di Stato". Lo Stato e la societa' devono rimanere secolari, in quanto nessuna religione e' conclusiva e comprovata, e soprattutto quasi mai le istituzioni religiose portano benefici alla societa'. Le istituzioni religiose ambiscono al potere, sempre tentando di avvicendarsi allo Stato. Diciamo piuttosto che e' inacettabile che si voglia invogliare con la creazione di luoghi di culto islamici una cultura che in questo momento e' devastante e ci insidia. Non si puo' e non si deve essere buonisti o filosofi in questo momento delicato...a chi mi da uno schiaffo su una guancia, oggi rispondo con un calcio nei co..ni. Porga l'altra guancia chi non ha una famiglia da difendere e accetta di poter essere annientato.
#39 Fracescodel (553) - lettore
il 27.12.11 alle ore 17:22 scrive:
@#27 makkivi il problema non e' l'Islam contro un occidente Cristiano e tantomeno Giudaico, ma il radicalismo delle religioni..tutte! Oggi l'islam e' stata sequestrata da guide spirituali che non fanno di tale religione una ragione di culto e intima riflessione, ma di contrapposizione a chi non credente e imposizione sul sociale...ma questo puo' valere anche con il Cristianesimo e il Giuidaismo. La cosa incredibile e' che i politici, i governi, I NOSTRI GOVERNI, invece di riparare e tutelarci, contribuiscono alle radicalizzazioni. Le guerre in Iraq, Afghanistan, Lybia, le incursioni in Pachistan, Yemen, le ingerenze in tutti i paesi arabi sono colpa nostra...dopo il 9-11 si doveva usare diplomazia invece di colpire alla ceca tutti i paesi arabi, senza sapere chi fosse colpevole veramente. Comunque, ragione di piu' per chiudere le frontiere e richiedere integrazione totale e fedelta' alla nostra cultura e patria!!! Altro che Pisapia con i centri culturali islamici.
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