GLI ELETTORI DELUSI HANNO RAGIONE

Tra i lettori monta la rabbia per provvedimenti vissuti come ingiusti. Il governo farebbe bene a valutare l’alternativa: colpire gli sprechi. Leggi le lettere dei lettori

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Caro Direttore, la manovra colpisce gli italiani e non i privilegi. La benzina è alle stelle, gli Enti inutili sono sempre lì, come gli stipendi milionari e le pensioni facili. Silvio non si lasci incantare e adotti quelle riforme che ha sempre sbandierato e poche volte adottato.
Giuseppe Stirparo

Quando un governo, un qualsiasi governo di un qualsiasi Paese, inasprisce le tasse per motivi più o meno validi, la protesta dei cittadini scatta automaticamente. Quindi il mugugno dei lettori, che hanno sommerso la redazione del Giornale , con una valanga di fax e altro genere di missive, non ci stupisce affatto. È normale. Direi giusto. Perché la sensazione diffusa è che, stavolta, per recuperare il denaro indispensabile a mandare avanti la scassata macchina dello Stato, si siano infilate le mani nelle tasche degli italiani, soprattutto in quelle in cui ci sono pochi spiccioli e dove ogni prelievo fa male, molto male. Il che è in contrasto con il dogma del premier: il fisco non torturi i cittadini. Se il direttore, Alessandro Sallusti, ha deciso di pubblicare le lamentele esemplari di vari lettori è per comunicare all'esecutivo un concetto condiviso da tutti: la manovra finanziaria, per quanto utile alle finalità che si propone, non gode di consenso. Al contrario: suscita solo reazioni indispettite.

Colpire le pensioni medie (1.500-2.000 euro mensili), e le rendite di chi ha investito i propri piccoli risparmi, non risolve i problemi di liquidità aggravati dalla crisi; acuisce quelli dei cittadini non poverissimi, ma che rischiano di diventarlo. Basta leggere le lettere selezionate in base alla loro rappresentatività per farsi un'idea del malumore generato da certi provvedimenti. Non è per spirito polemico che rivolgiamo qualche domanda a chi li ha varati. Ci limitiamo a interpretare sentimenti che accomunano vari strati sociali. Anziché congelare, totalmente o in parte, gli importi degli assegni di quiescenza, non sarebbe stato più vantaggioso (per i conti della Previdenza) accrescere l'età pensionabile, adeguandola subito, e non fra anni e anni, ai parametri europei? Ogni due per tre, maggioranza e opposizione guardano alla Germania come un modello da imitare. Bene.

E allora perché non imitarla cominciando a collocare a riposo i lavoratori a 67 anni, come essa fa da quando il nostro e altri continenti sono stati azzoppati dalla famigerata «bolla»? Conosciamo l'obiezione. In questo modo passerebbe molto tempo per avvertire effetti positivi sul disavanzo. Già. Ma se non si esce dallo statu quo, il bilancio dell'Inps sarà sempre, domani quanto oggi, disastrato. Altro interrogativo meritevole di risposta. Perché gli eccessivi costi delle amministrazioni pubbliche, cioè della politica, non sono stati limati prima delle pensioni? E dire che si sprecano notoriamente miliardi per mantenere le sanguisughe attaccate agli scranni di consigliere, assessore, deputato, senatore. Sanguisughe circondate da stuoli di impiegati, funzionari, segretarie, autisti. Una folla stipendiata degnamente, ma che non produce nulla, almeno a giudicare dalla situazione in cui ci ha fatto precipitare. Ottima la scelta di semplificare le leggi, ma forse sarebbe opportuno semplificare anche la burocrazia i cui addetti lavorano non gratis per complicarci la vita. I soliti discorsi? Per forza, se le grane sono le stesse da decenni, la predica non può essere diversa.

Ci sarebbe infine da intervenire per abolire gli enti parassitari e dichiarati inutili quasi mezzo secolo fa, ai quali si sono aggiunte numerose Province, dopo l'istituzione delle Regioni. A proposito di Regioni, a cosa servono oltre che per pagare le spese sanitarie che assorbono il 70-75 per cento delle risorse a loro disposizione? Sarebbe interessante, infine, avere la possibilità di dare un'occhiata alla contabilità dello Stato e verificare se non nasconda un monte di sperperi. Forse non sarà sfuggito che Il Giornale ha avviato ieri una poderosa inchiesta sui quattrini dei contribuenti gettati dalla finestra. Ecco. Invitiamo il governo a prenderne atto. Scoprirà che per raggranellare soldi è sufficiente mettere le grinfie dove ce ne sono anziché nelle tasche dei cittadini. Se non ci darà retta, come supponiamo, si dovrà rassegnare a beccarsi le critiche dei lettori. La più tenera: quelli che abbiamo votato sono uguali ai campioni della Prima Repubblica i quali, quando erano in bolletta, aumentavano il prezzo della benzina, dei bolli, delle sigarette, eccetera. A governare così sono capaci tutti, anche il ragionier Rossi, che magari è più attento dei professoroni.  

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COMMENTI

195 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#195 shakyamuni073 (26) - lettore
il 07.07.11 alle ore 9:34 scrive:
“Bisogna fare come la Germania”, ha detto sicuro l’editorialista de Il Giornale. “Tutti sanno che in Germania si va in pensione a 67 anni”, ha spiegato Feltri, “mentre noi ci ostiniamo ad andarci a 58, 59, 60”. Tutto vero, come no. Anzi, a volte capita perfino che qualcuno riesca a raggiungere l’agognata pensione anche prima, molto prima. Feltri per esempio ce l’ha fatta a soli 53 anni, nel 1997. Una pensione d’oro: ben 347 milioni di lire all’anno, circa circa 179 mila euro, a carico dell’Inpgi, l’Istituto previdenziale dei giornalisti. Da allora Feltri ha continuato a scrivere e a dirigere giornali, ricevendo ricchi e meritati compensi e spiegando al mondo intero che è meglio per tutti se si va in pensione a 67 anni.
#194 ALDO.BARBARO (66) - lettore
il 07.07.11 alle ore 8:02 scrive:
Egregio Direttore,siamo alle solite: pagano sempre gli stessi! Questa Manovra Colpisce Solo Chi Ha Gia' Poco Cioe' Pensionati E Statali. Non hanno avuto il coraggio di fare veri tagli agli sprechi della politica! Hanno promesso di eliminare le regioni e ciò non è avvenuti.Gli enti parassiti sono rimasti,non hanno avuto il coraggio di aumentare da subito l'età pensionabile.Perchè non imitano la Germania? Siamo delusi ma pare di essere tornati alla prima repubblica: aumento tasse automobilistiche,aumento del costo dei carburanti,aumento dei costi dei servizi.Ma che cosa ci danno in cambio? Sembra un paradosso,visto il personaggio,ma solo Di Pietro ha proposto qualcosa di sensato: eliminare le province e con esse il mondo parassita dei politicanti che s'impingua sulle nostre spalle!
#193 bazzan (5) - lettore
il 07.07.11 alle ore 7:42 scrive:
I 170 miliardi di costo degli statali sono sottostimati , perche non contano le spese correlate , palazzi , strutture accessorie , etc , che la raddoppiano. E possibile tagliare del 40% pre- pensionando (non licenziando , come sarebbe onesto) il 40%che e inutile e dannoso , perche genera burocrazia bizantina e corruzione. Prepensionando il 40% si taglierebbe la spesa del 18%SUBITO e del 40% progressivamente , nel giro di 20 anni. Questo , e una seria razionalizzazione del lavoro che rimarrebbe !,,,,!,, Rsolve tutto il problema di bilancio , e per sempre , genererebbe una esplosione di imprenditorialita meridionale e cambierebbe nei fondamentali il rapporto dei cittadini con lo stato , che non potenti piu maramaldeggiare , sarebbe costretto a fare solo le cose importanti , secondo inprincipi di sussidiarietà. Perche non si fa ?? Impreparazione , ignoranza , o corruzione ??
#192 micuomo (1037) - lettore
il 07.07.11 alle ore 7:03 scrive:
Abolire le PROVINCIE........questo sarebbe stato condiviso da tutti......meno che dai politici!micuomo
#191 micuomo (1037) - lettore
il 07.07.11 alle ore 6:59 scrive:
Pensionato a 52 anni dal capo locale della sanità perchè FASTIDIOSO!Ecco il pubblico denaro ben utilizzato...micuomo
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