Il pesce d'aprile E non manca nemmeno la curiosità. L'audio-messaggio del Cavaliere arriva il primo di aprile e sul web esplode una santabarbara di sospetti. "Berlusconi su Facebook? Ma figuriamoci, è un pesce d'aprile". E serpeggia l'idea che l'inconfondibile voce del premier sia l'esercizio di un imitatore che si è divertito a gabbare la redazione del Giornale. I primi a sventolare la pagina del calendario come una pistola fumante sono quelli di Giornalettismo. Ma poi fanno onesta autocritica: "I maligni (tra cui noi), avevano pensato...". Ma il dubbio si infila sotto le porte come il fumo e su internet diventa anche virale, come la pubblicità. E i curiosi fanno capolino sul profilo del Giornale per verificare il presunto pesce.
Più di mille i commenti Tanti, tantissimi commenti sulla pagina del Giornale. C'è tutto il campionario del berlusconismo e dell'antiberlusconismo, a partire dal celeberrimo Meno male che Silvio c'è. "Grazie di cuore signor Presidente!! Sempre al Suo fianco!!!", scrive Francesca e le fanno eco decine di internauti. Qualcuno fa gli auguri di buona Pasqua, qualcuno commenta il risultato elettorale: "Egregio Presidente, è stata davvero una grande e significativa vittoria, nonostante giorni passati nel tentativo di annebbiare e confondere le menti del popolo italiano. Non ci abbiamo creduto e glielo abbiamo dimostrato. L'Italia sta cambiando grazie al Suo coraggio, alla tenacia delle persone che l'affiancano nel Suo programma politico. Ci sono ancora alcuni "fortini" , ma siamo tutti pronti con Lei a cambiare la nostra storia. Grazie Presidente e Buon lavoro!", scrive Monica. Moltissime le attestazioni di stima e molti i commenti critici. In breve il forum diventa agorà e i commentatori, divisi tra bastone e carota, dicono la loro. E' internet, bellezza...
Berlusconi conquista Facebook C'è sempre una prima volta. Silvio Berlusconi non aveva mai utilizzato Facebook per raggiungere i cittadini e il primo aprile è una data che rimarrà segnata a lungo nel calendario della comunicazione. Una scelta di campo. Il social network più popoloso del mondo è una piazza sterminata a cui parlare e anche un pozzo profondissimo da cui attingere informazioni. Un social media, un mezzo di comunicazione diretto ed efficace, che permette di parlare ma anche di ascoltare. Ed è proprio questo il senso della scelta del premier e del Giornale. "Per ottenere questi risultati utilizzeremo internet e naturalmente anche Facebook, prestando a voi, amici del Giornale, la massima attenzione", ha dichiarato il Cavaliere riguardo alle riforme. Il dialogo è aperto, e c'è da prenderlo sul serio.
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