Modena - L'Esselunga di Bernardo Caprotti, come aveva annunciato due giorni fa, sferra un nuovo attacco contro le Coop (già nel mirino con il libro 'Falce e carrello' edito nel settembre 2007 da Marsilio) con due pagine a pagamento su diversi quotidiani nazionali. Al centro c'é un presunto 'patto occulto' tra Coop Estense e Comune di Modena per impedire la costruzione di un supermercato della catena milanese a Modena, in via Canaletto, su un terreno acquistato da Esselunga ma mai edificato per mancanza di permessi dall'amministrazione comunale. Accuse già smentite venerdì dal sindaco Giorgio Pighi e dal presidente di Coop Estense, Mario Zucchelli, che hanno annunciato ricorsi all'autorità giudiziaria.
"Concorrenza e libertà" titola Esselunga le due pagine sui quotidiani, che riportano le dichiarazioni rese al Resto del Carlino il 6 luglio dall'assessore Pd all'Urbanistica Daniele Sitta, secondo cui "Coop ed Esselunga per tanti anni non sono riuscite a trovare una soluzione condivisa", e dopo l'estate il Comune disporrà un cambio di destinazione d'uso per quel terreno, che sarà disponibile solo per residenze e terziario.
Esselunga spiega, con foto dell'area, che "nel marzo 2000 acquistò per 24 miliardi di lire il lotto 'A' (44.820 mq pagati 540.000 lire al mq) del comparto, facendo affidamento sul Programma di riqualificazione urbana (Pru) approvato dal Comune di Modena il 12 aprile '99 e sulla scheda di Piano regolatore. Il successivo progetto di Piano particolareggiato di iniziativa privata allora in corso di approvazione prevedeva, fra l'altro, un supermercato con il fronte su via Canaletto, proprio sull'area di proprietà Esselunga. All'asta giudiziale del febbraio 2001, Coop Estense - aggiudicandosi per 23 miliardi di lire il lotto 'B' (8.834 mq pagati 2.600.000 al mq) - divenne partecipe del comparto e poté così opporsi all'attuazione di quanto già programmato".
Il 24 novembre 2008 - prosegue Esselunga - l'assessore proponeva ancora una volta ai rappresentanti di Caprotti di insediarsi in un altro luogo e di cedere a Coop Estense il proprio lotto in via Canaletto. "In mancanza di ciò, o di un accordo fra Esselunga e Coop Estense per realizzare qualcosa, il Comune - dichiarò Sitta - avrebbe cambiato le 'destinazioni d'usò, cancellando 'l'uso commercialé. Esselunga rispose seduta stante che non avrebbe rinunciato al suo supermercato, che non si sarebbe ritirata, che prima o poi anche a Modena sarebbe arrivato il libero mercato". Il 4 maggio 2009 Pighi (Pd) ribadiva pubblicamente che, in mancanza di un accordo tra Coop Estense ed esselunga, il Comune avrebbe annullato il 'commerciale'". "Questa decisione può sembrare equanime, imparziale: tra i due litiganti nessuno fa niente", afferma Esselunga, che sottolinea: "Non è così. Il lotto 'A' ha tutti i requisiti per il commerciale, la dimensione, l'affaccio sulla via e le previsioni di Piano del Comune. Nel lotto 'B', piccolo, irregolare e 'messo la' dietrò, come chiunque può ben capire, é impensabile piazzare un supermercato che funzioni. Pertanto l'esborso di 23 miliardi da parte di Coop Estense nel febbraio 2001, per assicurarsi un pezzo di terra affacciato sulla ferrovia ove l'insediamento di un supermercato non era neppure immaginabile, evidenzia chiarissimamente il suo intendimento originario. Nei fatti: l'eliminazione del commerciale da via Canaletto da parte del Comune significa l'eliminazione dell' unico supermercato possibile, quello di Esselunga. L'altro non c'é, non ci sta. Noi non accetteremo questa condotta senza farne un caso nazionale. Lealmente già abbiamo espresso, e qui confermiamo, questa nostra determinazione".
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