Il Palagiustizia è stato trasformato per l'occasione: transenne per delimitare percorsi guidati, c’erano polizia e carabinieri, uomini della protezione civile con un presidio medico mobile. L’appello appare infinito: circa 6mila aventi diritto. I primi ad arrivare sono stati 27 emiliani. Hanno affittato un pullman per raggiungere Torino. Sono ex operai, figli e nipoti di lavoratori morti dopo aver lavorato nello stabilimento Eternit di Rubiera. «Mio padre - sottolinea Franca Casciani - è morto per un tumore ai polmoni il 4 agosto 1996». E mentre confluivano le parti, la Cgil faceva un presidio di fronte al tribunale. Con loro anche gli operai della Thyssenkrupp insieme al comitato rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro. Sette gli autobus arrivati da Casale Monferrato. Duemila in tutto le vittime, di cui mille e 500 sono ex operai o parenti, gli altri 500 sono cittadini che in Eternit non hanno mai lavorato. «Vorrei che quell’uomo, Schmidheiny, conoscesse la mia disperazione - ha detto Romana Pavesi Blasotti, presidente dell’Associazione familiari delle vittime -. Che conoscesse quella delle famiglie di tutto il mondo e offrisse lui, personalmente, l’assistenza a chi sta morendo per colpa dell’amianto. Io ho assistito, fino alla morte, prima mio marito, poi mia sorella e mia figlia». Intorno alle dieci ha fatto capolino un piccolo gruppo di francese dell’Associazione Ardeva Midi Pyrenees: sono arrivati dal paese di Alby, dove c’è un’amiantifera. Anche loro si sono uniti al presidio sottolineando di avere avuto anche una trentina di vittime tra lavoratori e residenti nella zona.
La prima Sezione dell’udienza è stata dedicata solo all’appello delle aspiranti parti civili dalla «A» alla «L», domani è in programma il resto. «Sarà un processo giusto per tutti, per le vittime e per gli imputati», ha detto il pubblico ministro Raffaele Guariniello prima di entrare in una delle due maxiaule. Alle tre e mezza l’udienza è stata aggiornata, fino a quel momento si erano iscritte per la costituzione di parte civile 500 delle seimila aventi diritto. Presenti per la costituzione di parte civile anche la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, e il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta. Una presenza che non è passata inosservata in questo periodo di campagna elettorale. E c'è stato poi anche chi ha tentato di usare il caso Eternit per l'ennesima accusa al governo, accusa di essere in ritardo sulle bonifiche dei territorio. Un comportamento spiacevole, come ha sottolineato il senatore Pdl Enzo Ghigo che parla di «strumentalizzazioni fuori luogo».
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