Fermate Di Pietro prima che sovverta tutte le istituzioni

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Se diciamo che il senatore Stefano Pedica dell’Italia dei Valori andava sollevato di peso e sbattuto fuori da Palazzo Madama, ieri, il galateo non c’entra, il galateo semmai è quelloche impedisce di spiegargli che uso poteva fare della maglietta «Giorgio non firmare» che indossava tra i banchi. Parliamo dello straccetto da cesso che lui e altri replicanti dipietreschi avevano esibito anche durante una manifestazione davanti al Quirinale. No, lo squallido Pedica non è come il leghista Francesco Speroni che nel 1992 si presentò in Parlamento con una cravatta di cuoio alla texana: Pedica è uno dei tanti roditori che il pifferaio molisano ha incaricato perché rosicchiassero giorno dopo giorno ogni nostro baluardo di riferimento, ciò che resta di uno Stato e del rispetto che ancora ne abbiamo.

La domanda perciò diventa questa: quanto ancora dovremo sopportare, signori parlamentari che fate spallucce? Che prezzo pagheremo se persino il Quirinale e la Corte costituzionale, veleno dopo veleno, maglietta dopo maglietta, piazza dopo piazza, diventassero degli indifferenziati zimbelli a disposizione di qualsiasi dipietrino, grillino, cretino? La domanda vale anche per quei giornalisti ed entomologi della politica che trattano Di Pietro come un souvenir d’Italie e che preferiscono passare le giornate a registrare ogni più sterile sommovimento tra Bersani e la Serracchiani, analisti che per il resto guardano la famosa «antipolitica» come un divertente carnevale tanto per distrarsi e vendere mezza copia in più.

Ci si è abituati a tutto, ormai, e tutto può essere detto. L’Italia è una dittatura, non c’è democrazia, questo e quel ministro sono delegittimati, la Consulta è pure corrotta, torneranno le Br, la mafia era d’accordo con lo Stato, il Quirinale dorme e nondoveva firmare questo, non doveva firmare quest’altro, e neppure quest’altro ancora, e poi manifestazioni, parlamentari con la maglietta, e che seguirà? Le bandiere? Gli striscioni? I fumogeni? Le risse del resto le abbiamo già viste. Intanto abbiamo un ex sbirro che piega ogni regola esattamente come faceva con il Codice penale: e lo fa di nascosto, un pezzetto alla volta come sempre ha fatto.

Ha intestato il finanziamento pubblico del suo partito non al partito, ma a un’associazione privata di stampo familiare; a percepire milioni di euro in rimborsi elettorali non è appunto un partito politico - come la legge indica - bensì un’associazione che un’ordinanza del Tribunale Civile di Roma, nel luglio 2008, ha stabilito essere soggetto diverso dal Partito stesso: la Camera dei Deputati ha nienteda dire? Di Pietro ha comprato degli appartamenti e se li staripagando con un canoned’affitto che lo stesso partito gli versa (cioè Di Pietro versa a se stesso) e che vanno a coprirgli la rata mensile del mutuo: in altre parole un leader di partito si sta comprando casa con il denaro pubblico. In quale Paese del mondo non scoppierebbe un putiferio?

L’avevano già beccato e aveva detto che non l’avrebbe fatto più, ma dopo aver smesso di farlo in via Principe Eugenio, a Roma, continua imperterrito a farlo con altri due appartamenti in via Felice Casati a Milano e in via Antonio Locatelli a Bergamo. La corte dei Conti ha niente da dire? I grillini ne sono al corrente? Santoro, Travaglio, servitori pubblici vari: potreste per caso occuparvene? No? No.E allora che cosa dobbiamo fare, scrivere sui muri «Idv fuorilegge» come facevano con il Msi negli anni Settanta?

Probabilmente è questo a cui mira Di Pietro, è questo l’incidente che va cercando nella sua palese corsa a inasprire ogni conflitto istituzionale, è questo che vorrebbe che gli fosse detto a margine della sua indecente campagna movimentista contro la prima carica dello Stato. Bene: approfittando della pax estiva - che Di Pietro passerà a cogitare, perché lui è uno di quelli che le vacanze le odia - viene da chiedersi quanto la pubblica ignavia continuerà a permettere che questo impunito faccia l’eversivo coi soldi nostri. Noi la nostra parte la facciamo: scriviamo e documentiamo. Ma c’èqualcuno là fuori?

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COMMENTI

44 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9   pagine dal più vecchio | dal più recente
#44 renome (53) - lettore
il 08.08.09 alle ore 2:11 scrive:
Raccolgo sistematicamente gli articoli di FACCI sulla vita di Dipietro Quando potremo leggere un libro che riporti tutte le notizie raccolte e commentate dal titolo "L' INTOCCABILE l'uomo venuto dal nulla" ? renome
#43 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 04.08.09 alle ore 12:06 scrive:
*#10 cgf * - Mi scusi se la correggo, ma troppi si son fatti infinocchiare, gia' ai tempi di Mani pulite, da chi per rendere strumentalmente piu' autorevole la figura di Di Pietro lo definiva "giudice". Di Pietro era semplicemente un PM, ovvero il rappresentante dell'accusa. Le sue parole valevano tanto quanto quelle della difesa, perche' chi aveva il ruolo e la legittimita' di giudicare erano altri. Ma le sue accuse, tutte da provare e da confermare o rifiutare dal giudice preposto a farlo, son state gabellare per giudizi. Non cada anche lei nella trappola,la prego.
#42 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 04.08.09 alle ore 11:49 scrive:
Allegria! Facci, vada a fare il dipendente di Repubblica o dell'Unita', li' si' che le imporrebbero di scrivere in modo non orribile e di attaccare solo quelli che interessa loro affossare. Mica le "piccolezze" riguardanti i loro amici. E lei, Napolitano,signor Presidente di questa Repubblica di regime, la finisca di firmare leggi anticostituzionali del Governo che ha la maggoranza in Parlamento ma che dovrebbe perdere il tempo di tutti gli italiani a discutere inutilmente con l'opposzione,nonostante il risultato sarebbe solo quello di rimandare, rimandare, rimandare.Ecchediamine!
#41 EternoInfinito (248) - lettore
il 03.08.09 alle ore 11:27 scrive:
Facci, il tuo modo di scrivere è orribile, volgare e irrispettoso ("Cesso", "Ex-birro" etc) Impara a fare il vero giornalista Chi colpevolizzi stanno 100 gradini più in alto di te, in fatto di dignità e rispettabilità Continuamente cercate di sminuire gli altri appigliandovi sulle piccolezze e arrampicandovi sugli specchi, ma bada bene, anche ove Travaglio, Di Pietro o chicchessia abbiano sbagliato, l'uomo per il quale "lavori" ed il suo Governo avranno fatto sempre e comunque 1.000 volte peggio! Dimettiti da dipendente, e fai vero giornalismo per conto di te stesso e di nessun altro, e sarai più credibile!
#40 cantastorie (5360) - lettore
il 03.08.09 alle ore 7:52 scrive:
Pericoloso più del fondamentalismo islamico....
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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