martedì 09 febbraio 2010
 
 INTERNI
martedì 22 luglio 2008, 09:56

Fini a Bossi: "Rispetti i simboli nazionali" Il Senatur replica: "Faceva meglio a star zitto"

Dopo le polemiche per le parole di ieri sull'inno di Mameli, è botta e risposta in Transatlantico tra il presidente della Camera e il leader leghista. Schifani: "I simboli della patria sono sacri". Veltroni: "Intervenga Berlusconi". Il premier: alleanza solida

  Strumenti utili
 Carattere
caricamento in corso...
caricamento...
 Invia a un amico
 Stampa
 Rss
Condividi su Facebook

Roma - Il "gestaccio" del ministro delle Riforme, Umberto Bossi, contro l’inno nazionale e il duro attacco agli insegnanti del Sud obbligano la maggioranza a ridimensionare l'uscita del Senatur e a contenere le polemiche. Mentre il centrosinistra si dice pronto a presentare la sfiducia al ministro del Carroccio, il presidente della Camera invita Bossi a "rispettare le istituzioni": "L’unità nazionale, i suoi simboli e il rispetto che a essi è dovuto sono condizioni indispensabili per qualsiasi politica di autentica riforma". Ma non basta. Tant'è che lo stesso Boss, presente in Transatlantico, zittisce il presidente Fini: "Poteva non intervenire, era meglio".

L'affondo di Veltroni Il leader del Pd, Walter Veltroni, chiede al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di prendere le distanze in modo chiaro: "Mi aspetto una chiarissima, netta e non scherzosa presa di distanze da parte del presidente del Consiglio". E poi si rivolge ai presidenti delle Camere: "Mi aspetto che i presidenti Fini e Schifani, oggi, aprano le sedute di Camera e Senato con parole di condanna netta sul fatto che un simbolo di unità nazionale sia stato fatto oggetto di un gesto simile".

Idv e Pd chiedono le dimissioni L’Italia dei Valori sta valutando la possibilità di una mozione di sfiducia. Secondo il presidente dei senatori dell’Idv, Felice Belisario, il leader del Carroccio "deve dimettersi, non può fare il ministro chi insulta prima la bandiera e poi l’inno". Bossi, prosegue Belisario, è "inadeguato" e "deve andare a casa"; per questo "stiamo pensando a tutti gli strumenti parlamentari e valutiamo tutte le opportunità, anche la mozione di sfiducia". Secondo Antonio Di Pietro, in realtà l’obiettivo del Senatur è di "cancellare dall’informazione il suo appoggio alle leggi ad personam per Silvio Berlusconi". La Lega, prosegue Di Pietro, "deve alzare i toni per evitare che il suo elettorato capisca che il federalismo è una pistola scarica e che le promesse di una maggiore sicurezza sono state sacrificate alla sicurezza di non finire in carcere di Berlusconi". Sulla stessa linea anche Furio Colombo che ha chiesto "formalmente le dimissioni di Bossi da ministro".

La replica di Bossi "A me l’Inno di Mameli non è mai piaciuto, fin dai tempi della scuola, preferisco la canzone del Piave", ha replicato il ministro Bossi intonando: "Il Piave mormorava calmo e placido...". "Quella è una canzone di popolo, è più vicina alla Marsigliese", ha continuato Bossi accusando i media di "saltar su una cosa così, detta davanti ad una platea come quella veneta che è calda, nella concitazione del momento". "Certamente e me l’inno di Mameli non piace - ha poi spiegato il leader leghista - il poeta usò questa frase, 'schiava di Roma', che non ho mai sopportato. Il problema è sul contenuto, non sull’inno in quanto inno d’Italia. Proprio non mi piacciono le parole dell’inno e l’ho sempre detto". "Quella parola, 'schiava' - ha aggiunto Bossi - non la sopporto. Noi siamo per abolirla la schiavitù in ogni sua accezione. E così ho anche detto che il nord, la Lombardia, il Veneto mica possono essere schiavi di qualcuno...E allora perchè non usare come inno quella canzone del Piave che mi ha sempre commosso? Quella è popolare, trascinante, somiglia, come intonazione e come senso patriottico, alla Marsigliese".

Pagina  123  | Successiva 
121 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#121 markymark4president (575) - lettore
il 24.07.08 alle ore 14:21 scrive:
brava ferdinanada
#120 ferdinanda (157) - lettore
il 23.07.08 alle ore 11:14 scrive:
grazia55: mi dispiace per te, ma con la tua fedina penale non potrai mai aspirare a posti di responsabilità nella nostra società.
#119 grazia55 (1) - lettore
il 23.07.08 alle ore 7:15 scrive:
a proposito di immunità, e la legge è uguale per tutti. io per accedere al ruolo di collaboratrice scolastica, ho dovuto presentare il certificato penale, e se solo avessi avuto una qualsiasi pendenza giudiziaria, non avrei avuto nessun diritto al posto di lavoro. evidentemente le regole funzionano a rovescio più si puna in alto........
#118 ferdinanda (157) - lettore
il 23.07.08 alle ore 1:31 scrive:
Inno di Mameli a parte, questa sparata di Bossi è assolutamente imbarazzante, tanto è ridicola. Concetto della frase "al nord gli insegnanti del nord": se tu nasci (per dire) in Toscana, se vuoi fare l'insegnante lo puoi fare solo in Toscana. Poiché non si capisce perché un domani il concetto non dovrebbe essere applicato per l'architetto, il geometra, l'imprenditore o qualsiasi altro lavoro, si deduce che secondo Bossi un italiano potrebbe scegliere di lavorare dovunque nel mondo, anche in Cina o Tailandia o Sud Africa, ma se resta in Italia è confinato nella regione in cui nasce. Ma di quali colpe ci siamo macchiati per meritarci questi politici ? Perché non ci ridate una legge elettorale che ci permetta di scegliere CHI ci deve rappresentare ? Poi vi sistemiamo noi.
#117 paoladigenova (1463) - lettore
il 22.07.08 alle ore 22:33 scrive:
Bossi è un politico intelligente, ma purtroppo non sa comportarsi da uomo delle istituzioni: possibile che nessuno gli faccia entrare in testa il concetto semplice e basilare che un Ministro del Governo in carica non può permettersi certi triviali e rozzi comportamenti? Ha delle responsabilità di fronte a tutti gli Italiani che non tollerano certe intemperanze e cadute di stile indegne di chi ricopre una carica di Stato e non deve assolutamente permettersi di sbeffeggiare e irridere le istituzioni che dovrebbe difendere e rispettare. Temo che questa prodezza gli costerà cara. Rifletta, ascolti chi lo consiglia a moderarsi e si ricordi che anche i padani sono innanzitutto Italiani. In quanto agli insegnanti, come in ogni categoria, ce ne sono di validissimi e mediocri, indipendentemente dalle regioni d'origine e personalmente aggiungo che sarebbe forse meglio se anzichè spostarli potessero esercitare la loro professione nelle località d'origine, se non per specifiche esigenze.
121 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine
caricamento in corso...
caricamento in corso...

Pubblicità

I nostri servizi