Fini, la compagna, il cognato e la strana casa a Montecarlo

L'alloggio lasciato in eredità ad An dalla vedova Colleoni, va a una finanziaria estera. Ora ci abitano alcuni familiari del presidente della Camera

di -

nostro inviato a Montecarlo

Il fantasma della vedova Anna Maria Colleoni, fascista convinta e poi generosa benefattrice del patrimonio di An, si aggira spaesato fra i tornanti di Montecarlo. È confuso, lo spettro. Non capisce. Perché quando la nobildonna abbandonò per sempre questo mondo, ormai più di dieci anni fa, nel testamento fece inserire un lascito da due miliardi e mezzo di lire al partito dell' allora segretario Gianfranco Fini: un bel terreno a Monterotondo, case a Roma e a Ostia, un appartamento di 70 metri quadrati più terrazzo in un'elegante palazzina del Principato di Monaco. Tutta roba messa a bilancio e utilizzata dal partito, nel 2001, per andare in attivo.

Per sette-otto anni l'immobile monegasco è rimasto sfitto, abbandonato, frequentato solo dai topi nonostante piovessero offerte mirabolanti dai condomini che allora arrivarono a proporre 10- 15 mila euro al metro quadrato (le agenzie immobiliari della zona parlano di un valore attuale stimabile intorno ai 25-30mila a metro quadrato).

Due anni fa, improvvisamente, il palazzo ha preso atto che il locale disabitato aveva cambiato proprietario. Non più Alleanza nazionale, che attraverso i suoi emissari-parlamentari La Morte e Pontone aveva eseguito personalmente i sopralluoghi nel palazzo Milton respingendo puntualmente tutte le richieste d'acquisto del vicinato, bensì una Ltd, una misteriosa società off shore con sede in chissà quale angolo del pianeta, che a sua volta s'era rivolta a una sottoimpresa del colosso di costruzioni Engeco per svolgere lavori di ristrutturazione dell'appartamento con abbattimento di muri interni e rifacimenti del pavimento.

Il committente dei lavori si chiama Giancarlo Tulliani. Per sapere se questo nome corrisponde al fratello della signora Elisabetta, compagna del presidente della Camera, siamo andati direttamente a Montecarlo. E per capire l'esatta trafila che aveva fatto l'immobile, donato dalla discendente del condottiero Colleoni al partito, ceduto a una società off shore, e poi finito nella disponibilità del (presunto) cognato dell'ex presidente di quello stesso partito a cui l'immobile era stato regalato, ci siamo premurati di chiedere ai diretti interessati.

Al partito, contattati La Morte e Pontone, nessuno ha saputo dare chiarimenti su a quanto era stato venduto l'appartamento, a chi era stato alienato e se fosse vero che Fini e la signora Tulliani - come ci raccontano i vicini - hanno visionato quell'appartamento tempo addietro. Poi abbiamo chiesto a monsieur Tullianì, che di nome fa effettivamente Giancarlo e che corrisponde, due gocce d'acqua, al fratello di Elisabetta Tulliani, l'ex compagna di Gaucci, oggi consorte del cofondatore del Pdl. Siamo andati al 14 di rue Princess Charlotte, proprio accanto all'elegante Novotel, abbiamo varcato l'uscio d'ingresso col nome «Tulliani» impresso sul citofono e a soli tre metri dal portone, di buon mattino, abbiamo suonato al campanello dell'appartamento con su scritto, anche qui, «Tulliani ».

L'occupante ha prontamente risposto. Prima di aprire ha preteso di sapere chi fossimo. Ci siamo educatamente presentati: nome, cognome, professione, giornale di riferimento, motivo del disturbo. Da quel momento, però, l'inquilino non ha più parlato e si è ben guardato dall'aprire a un cronista del Giornale . Preso atto del silenzio assordante, siamo andati via. Poi è arrivata la polizia, chiamata da quel monsieur Tulliani che anziché rispondere a un paio di domande del Giornale ha preferito denunciarci alla Sureté Publique. Quando sono piombate le volanti Giancarlo Tulliani ha parlato di (inesistente) violazione della privacy e del domicilio. Così siamo finiti per due volte sotto interrogatorio, invitati a lasciare il Principato, addirittura foto- segnalati al commissariato. Tanta solerzia, perché? (1. Continua)

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COMMENTI

228 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#228 parossista (898) - lettore
il 29.07.10 alle ore 11:45 scrive:
#216 gallinacciegallinelle: Ma dai, quello che mi fa ridere di notte è il fatto che usando tu non più di mille parole nei tuoi commenti, diventa estremamente facile azzeccarti la password. Mi auguro che con il nuovo nick tu non abbia usato il nome di qualche dittatorello comunista, se no ricominciamo daccapo. PS, pirlotto, non sono stato io.
#227 bussirino (523) - lettore
il 29.07.10 alle ore 8:17 scrive:
Ma che strana casa!!!!!!!!! Un giorno il paperon dei paperoni della vecchia “famiglia” era convinto di essere il capo della “nuova famiglia e si permetteva di invocare legalità ai suoi fratelli di merenda ma si dimenticava di chiudere il proprio armadio. Scoperti gli scheletri lo chiamavano "il furbino" e misero in vetrina le sue malfatte. Ora, ora il subdisordinato, cerca di far marcia indietro per salvare la sua faccia e annuncia di non aver mai pensato di uscire dalla casa protetta e di non aver mai pensato di defenestrare dal partito suoi fratelli da lui, prima, considerati antimoralisti. La paura fa fare passi da giganti anche di mordersi la lingua pur di recuperare la propria reputazione perduta. Per la casa, ora ritornerà al sociale per giusta causa del partito ora del Pdl e Fini rientrerà mogio mogio a fare il Presidente della Camera in modalità partisan senza più mettere il naso dove non deve. bussirino
#226 Lukman (112) - lettore
il 29.07.10 alle ore 6:54 scrive:
Tutto sto casino per qualche appartamento a Montecarlo ?
#225 b.bruno (3976) - lettore
il 29.07.10 alle ore 0:15 scrive:
il grande Colleoni, finito miseramente nella disponibilità di quel comico condottiero che si chiama Fini : parabola dell' Italia, di ieri e di oggi....: guardatelo in faccia!
#224 pellini susanna (2467) - lettore
il 28.07.10 alle ore 23:29 scrive:
Beh francamente disarmante la sensazione di leggere commenti senza capo ne coda....cosa c'entrano i comunisti con l'appartamento di montecarlo passato dal patrimonio di AN o meglio dell'MSI al cognato di Fini?Del resto perchè non ipotizzare che sia stato regolarmente pagato dal quasi cognato di Fini che senza dubbio ha una dichiarazione dei redditi sufficente a giustificare l'acquisto e che senza dubbio lo avra denunciato al fisco italiano che con solerzia si sara' gia' mosso per i dovuti controlli,tanto sbandierati da Tremonti.Penso che a nessuno verra' in testa di urlare allo scandalo se tutto è in regola,oppure di accettare il fatto puro e semplice in attesa dei dovuti accertamenti.Certo che se non ci fossero i presupposti di cui sopra,non vedo perchè i supporter Finiani si indignino con frasi pesanti su chi critica il fatto,e non si indignino con chi ha fatto uno scippo bello e buono alle volonta testamentarie di una colleoni,che si rigirera' nella tomba dandosi della cretina.
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Alessandro Sallusti
Il Cav progetta la sua fondazione per rilanciare il Pdl  continua..
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