Fini, ora anche la politica chiede le dimissioni

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Qui le firme continuano ad arrivare: trentacinquemila in due giorni. Non vogliono più Fini come presidente della Camera. Il giudizio è lapidario: deve dimettersi. I lettori spesso sono più severi dei giornalisti. Fini li ha delusi. Stop.

La «questione Fini» non è solo indignazione. Non è un processo. Non è una condanna. Questa storia ha a che fare con il sale della politica. La casa di Montecarlo, i favori al «cognato», le scorribande in Rai della ditta Tulliani, mettono in piazza quello che da tempo si sussurrava: Gianfranco ci guarda da miserabili, ma non è come la moglie di Cesare. L’idea poi che l’eredità di una vecchia signora di An sia finita, per qualche giro strano, in famiglia ha fatto il resto. Sotto le prediche sulla legalità hanno intravisto il cinismo. Una donna che credeva nelle tue idee ha lasciato la casa al partito e tu ci metti dentro il cognato? Quell’aria di perenne superiorità morale è andata in frantumi. Questo pensa la destra che chiede le dimissioni di Fini. E lo dice in tre parole: è un bluff. Non sarà il presidente della Camera, in doppio petto blu, jeans e chewingum, a gettare la prima pietra. Non è la rabbia dei cattivi contro i buoni. Non ci sono sensi di colpa. Nessuno ha mai considerato Fini, politico nato, un signore capitato per caso nel letamaio del mondo. La questione Fini è molto più semplice. Non c’è più il rapporto di fiducia. Il presidente della Camera a un certo punto ha deciso di strambare e cambiare vento, ribaltando la sua linea politica. Particolare importante: Fini non ha mai chiesto ai suoi uomini di seguirlo. Molti di loro si sono sentiti ripudiati. Bollati: non mi meritate.

È per questo che la politica quest’estate non è andata in ferie. Quello che sta accadendo non nasce dalla noia balneare di un quotidiano. Il Giornale ha solo fatto chiarezza. C’è, in questa stagione politica, un nodo che non si può ignorare. È lì, evidente, ed è grottesco continuare con questa ipocrisia. Fini e il Pdl navigano in due mari diversi. Non sono alleati. Anzi, si detestano. Questo giorno di mezz’agosto lo dimostra. Bocchino, Granata, Briguglio, Della Vedova chiedono alla maggioranza di sconfessare il Giornale (ma il Giornale non è un partito) e di imbavagliare il portavoce Capezzone. La risposta è un silenzio che non ha bisogno di interpreti. La maggioranza pensa che Fini sia stato eletto con i loro voti presidente della Camera. Tra quei voti e l’uomo che li ha ricevuti non c’è più un rapporto di fiducia. Il problema è che non si può tornare indietro. La Costituzione e la prassi parlamentare non lo prevedono. Ma l’ambiguità non fa bene a nessuno. Ci sono incroci nella vita in cui è bene lasciarsi da buoni avversari, magari restituendo la poltrona. Solo Fini può decidere se tenersi quei voti o rispedirli al mittente. Ma questa davvero non è politica. È una scelta di coscienza.

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COMMENTI

54 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#54 Giuseppe Spotti (3488) - lettore
il 12.08.10 alle ore 12:33 scrive:
#52 mozart: per chiedersi dov'è il problema bisogna essere dei poco di buono abituati al malaffare.
#53 #marcok@ (472) - lettore
il 12.08.10 alle ore 0:23 scrive:
Fini deve solo incolpare se stesso di quanto gli sta accadendo, ma è talmente borioso che non lo capisce, anzi a detta dei suoi lacchè e lui il povero incompreso e bisogna smetterla di prendersela ingiustamente con lui, < ridicoli>, se non ha rispetto per se stesso rispetti almeno gli elettori che lo hanno votato per assolvere degli impegni, se non è in grado, per dignità verso quest'ultimi si dimetta e sparisca dalla circolazione, ormai si è dimostrato per quello che è, opportunista, sleale e inaffidabile. Lui che dice e si riempie la bocca di onestà, trasparenza e coerenza, ha dimostrato con i fatti che non sa cosa vogliano significare queste parole. Ciao, ha meglio le elezioni subito e sia lui che Casini fargli fare la fine che si meritano e cioè farli sparire dalla politica.
#52 mozart (3) - lettore
il 12.08.10 alle ore 0:09 scrive:
poveri noi...anzi poveri voi...serve del capo....che non conoscono minimamente le istituzioni: il presidente della camera è eletto dal parlamento e non dal governo, poi mica è indagato: che ha fatto? il tesoriere di AN ha venduto una casa...embè?! l'inquilino attuale paga l'affitto? pare di sì e pure sostanzioso. quindi dove è il problema? ma tutti i berluscones non hanno chiesto mai le dimissioni del loro capo per tutti i capi di imputazione che pendono su di lui... e i raggiri che ha messo in atto con le sue leggi: vedi la depenalizzazione del falso in bilancio. Il Berlusca infatti per quel processo non è stato assolto perchè il fatto non sussisteva, ma perchè il fatto (falso in bilancio) non è più reato. e chi ha fatto la legge per depenalizzare il falso in bilancio? Ma pensa tè, proprio Silvio...ma mica l'ha fatta per lui...ma va! Erano i cittadini che gliela chiedevano, magari le migliaia di persone che avevano investito in Parmalat, che iniziò tutto falsificando i bilanci
#51 annasimonutti (94) - lettore
il 11.08.10 alle ore 23:51 scrive:
Fini se ne deve andare. non ha alcun diritto di occupare il posto che sta occupando. e con lui tutti i finiani voltagabbana e stolti.
#50 emigrante48 (477) - lettore
il 11.08.10 alle ore 20:27 scrive:
Nelle elucubrazioni di "Kreb" si intiusce che é ideogicamente talmente indottrinato che se il suo partito gli dicesse che la terra é quadrata lui sarebbe disposto a spergiurarlo. Voglio ricordare e questo pseudo camerata che alla presentazione del programma di cdx-lega prima delle elezioni si enunciavano provvedimenti e leggi per la riforma federale, lotta all immigrazione clandestina, nuovo sistema di redistribuzione delle risorse per lo sviluppo del mezzogiorno ( non piú finanziamenti senza controllo come é sempre successo da sessant´anni a questa parte), cose a cui il camerata fini ed il suo gruppetto di quaqquaraquá si é sempre opposto in forma concreta, tanto che il fini-to, per esempio é arrivato a sconfessare la legge sull´immigrazione da lui firmata. Pertanto egregio"kreb" nessuno della tua banda puó sproloquiare a vanvera, se ti sei fatto fare il lavaggio del cervello é ora che ti faccia curare!!!!
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Alessandro Sallusti
Fu il ministro a opporsi al decreto "salva Italia". E Berlusconi dovette dimettersi...  continua..
Scrivi al direttore

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