Se la
memoria collettiva ha permesso
questi passi in avanti -
ricorda Fini - è stato grazie a
due presidenti della Repubblica:
Cossiga e Ciampi.
Una vena di pessimismo attraversa
la relazione di Fini
quando si afferma che «la nostra
libertà corre pericoli ed
è davvero minacciata». E la
minaccia è rappresentata
«non certo dalle ideologie
del secolo scorso, ormai sepolte
dal Novecento che le ha
generate. L’insidia maggiore
- osserva - viene dal diffuso e
crescente relativismo culturale,
dall’errata convinzione
che libertà significhi assoluta
pienezza di diritti e pressoché
assenza di doveri e finanche
di regole». Per Fini, sventare
questi rischi è compito
della Politica. Così come per
la famiglia e la scuola è obbligo
difendere un altro valore
a rischio: la perdita di autorevolezza
dello Stato, che genera
insicurezza nei cittadini.
Da qui, il ringraziamento a
magistratura, forze di Polizia
e Forze armate. Ed un augurio
di buon lavoro a tutti i
deputati «soprattutto a chi è
entrato per la prima volta in
quest’aula».
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