Firme in Lombardia: le prove della vergogna

Un dossier certifica la disparità di trattamento: gli stessi cavilli costati l’annullamento al centrodestra sono stati ignorati con il Pd. Timbri mancanti, refusi e abbreviazioni presenti nei certificati. Ma i controlli sono stati fatti a senso unico. Perché?

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Milano - Ore e giorni passati a spulciare le liste elettorali, come fossero mandarini dell’impero cinese. La teoria dei «due pesi e due misure» - denunciata dai colonnelli del Pdl dopo l’esclusione del centrodestra dalle prossime regionali decisa dalla Corte d’Appello - diventa un dossier di 50 pagine consegnato ai candidati e agli esponenti del partito. Un documento interno alla coalizione acquisito come vademecum pre-elettorale, e con cui il Popolo della libertà ribadisce l’ipotesi di un disegno ordito da «diversi soggetti» - così li aveva chiamati Roberto Formigoni nei giorni scorsi - che avrebbero cercato di fare fuori il listino del governatore, favorendo il democratico Filippo Penati nella corsa verso le urne.

Il documento - datato 8 marzo - è firmato dal coordinatore regionale e presidente della Provincia Guido Podestà, e dal deputato del Pdl Massimo Corsaro. Il leit motiv non cambia: la Corte d’Appello, a parità di irregolarità formali, avrebbe annullato solo quelle del Pdl, salvando invece quelle del Pd. A pagina 10 del dossier, le «prove». Una accanto all’altra, le sottoscrizioni contestate. Cancellati i nomi dei firmatari per garantirne la privacy, si procede in parallelo. Da un lato quelle del centrodestra, annullate. Di fianco, quelle del centrosinistra. Valide. E allora, 25 firme annullate alla lista «Per la Lombardia» perché l’autentica è priva del timbro tondo. Stesso problema, ma 23 firme di «Penati Presidente» vengono prese per buone. Avanti, 23 sottoscrizioni del centrodestra cancellate perché prive della qualifica dell’autenticante, e 23 del Pd accettate.

Ancora, 25 adesioni pro-Formigoni in cui non compare il luogo dell’autentica si perdono per strada, mentre 9 del Partito democratico ugualmente «difettose» passano indenni la verifica dell’ufficio regionale della Corte d’Appello.

Mancano sottoscrittori nel certificato d’iscrizione cumulativo alle liste elettorali? Noi - denunciano ancora Corsaro e Podestà - perdiamo tre firme, mentre il Pd ne conserva 5 viziate dallo stesso «cavillo». A Venegono - come già raccontato nei giorni scorsi dal Giornale - si dimenticano di specificare «Inferiore», e a Mariano Comense siglano Mariano «C.se»? Firme perse. Cambio lato, e 24 sottoscrizioni del centrosinistra vengono accettate nonostante il luogo di iscrizione alle liste elettorali sia «P.B.». Peschiera Borromeo, pare.

Così, una data di nascita difforme rispetto al certificato di iscrizione costa una firma a Formigoni, ma non a Penati. Perché il signor Giancarlo, nato nel Monzese il 14 maggio del 1928, sul modello depositato in tribunale diventa Gianpaolo, e ringiovanisce pure di un mese (14/06/1928). Però Gianpaolo vale. Fino al caso di Francesco Prina, consigliere regionale del Pd, che ha autenticato 7 firme senza essere abilitato a farlo. E ancora: timbri sbagliati, documenti mancanti, dati illeggibili e - si legge nel documento - «diverse correzioni e integrazioni di dati» nelle liste del centrosinistra che avrebbero dovuto essere invalidate. Ma, insiste il Pdl, così non è stato.

Dalle denunce ai quesiti. Pagina 8, otto domande al capitolo «Fatti e stranezze». Uno. «Come si spiega - si chiedono Podestà e Corsaro - l’incredibile celerità con cui la richiesta di accesso agli atti formulata dai Radicali è stata concessa, e per di più per via telefonica e senza alcuna documentazione di merito?». Due. «Perché è stato autorizzato l’accesso, in difformità dal comportamento della grandissima maggioranza degli Uffici elettorali che in Italia hanno ricevuto analoga richiesta, e in difformità anche dal comportamento dell’ufficio elettorale circoscrizionale di Milano?». Tre, punto sul quale i legali del centrodestra hanno insistito fin dall’inizio. «Perché l’Ufficio elettorale ha consentito al Partito radicale di presentare ricorso non sulla propria esclusione, ma sulla regolarità della documentazione di un’altra lista?». Quindi, quattro. «Quale articolo della legge elettorale consente tale procedura, dal momento che l’articolo 8 della stessa legge dichiara che la funzione dell’Ufficio in questa fase termina con la dichiarazione di ammissione, già emessa in data 28 febbraio?». Cinque. «Come e da chi è stato fatto un lavoro così approssimativo di verifica delle liste?». Sei. «Non si è violata la privacy» dei firmatari, consentendo ai Radicali di fotocopiare gli atti? Sette.

«Perché la verifica delle liste concorrenti è stata autorizzata al Pdl solo in presenza dei rappresentanti di tali liste, mentre la verifica della lista Pdl è stata consentita ai Radicali senza la presenza dei testimoni?». E, soprattutto, otto. «Come mai non è stata fatta sulle liste Penati la stessa revisione che ha portato all’esclusione di Formigoni?».

Otto domande, e una risposta. Quella che arriverà oggi dal Tar. Dentro o fuori, con un occhio al Consiglio di Stato. Mica detto, infatti, che la battaglia dei ricorsi incrociati sia finita. Gli uffici legali restano in trincea. Tanto per allungare ancora un po’ il brodo di una campagna elettorale fatta più nei tribunali che nelle piazze.

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COMMENTI

178 commenti su 1  2  3  4   5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#158 sgt.slaughter (548) - lettore
il 09.03.10 alle ore 18:17 scrive:
Marrazzo va a coca/trans , un esponente del PD è uno strupatore, Fassino si porta a casa una banca, coloro (pochi) che osano indagare sul caso UNIPOL (Mag. Forleo e Gen. Speciale) vengono rimossi dall'incarico, Di Pietro prendeva i soldi (e non solo) dagli indagati (Gorrini in primis) ora fa affari con il finanziamento pubblico, il figlioccio intrallazza a livello locale, Bersani con il primo decreto del governodell'inutile Prodi fa un bel regalo alle COOP rosse con la distribuzione dei carburanti e dei farmaci da banco, la magistratura rossa tira fuori gli Spatuzza i Ciancimono, trasforma gli avvocato inglesi in "pubblici ufficiali", dello scandalo sanità Puglia non si sa più nulla. Ed ora vogliono impedirci di votare....per il centrodestra naturalmente. Hanno capito che l'unico modo per vincere è quello di portarci ai mitici tempi bolscevici del "partito unico". Beh, anche questa volta sbagliano di grosso e si dimostrano davvero allo sbando!
#157 mutuo (134) - lettore
il 09.03.10 alle ore 18:13 scrive:
L'unico modo per vincere è ormai solo quello di non far partecipare l'avversario. La sinistra l'ha capito già da tempo. Il Pdl imposti la campagna elettorale su questo argomento e stravincerà. I democratici, si fa per dire, volevano gareggiare senza avversari, non si accontentano più di avere gli arbitri a favore, sanno perfettamente che non bastano a farli vincere. t
#156 saròfranco (165) - lettore
il 09.03.10 alle ore 18:08 scrive:
Ma no, dai, ammettetelo! è tutta una invenzione! una delle tante bugie del Giornale e del PDL. Vi prego, ditemi che ho ragione! ditemelo, magari a bassa voce, scrivetemi in privato, fate come volete, ma fatemi dormire tranquillo questa notte. Non toglietemi l'illusione di vivere in un paese democratico, che è ancora la "culla del diritto", come è stato definito tanto tempo fa!
#155 carpigjan (15) - lettore
il 09.03.10 alle ore 17:55 scrive:
Mi sembrava ovvio che dietro ci fosse una situazione di questo tipo. Nelle candidature le firme sono sempre state non dico una formalita ma quasi.. Poi all'improvviso dopo tante elezioni sembra che una parte politica non riesca più improvvisamente a fare le liste. Però occorreva accorgersi prima di questi imbogli nella validazione delle liste e denunciarli prima di fare il decreto legge etc. Stiamo vivendo da anni sotto un golpe silenzioso da parte del potere della magistratura e bisogna stare con gli occhi aperti.
#154 Gio47 (1359) - lettore
il 09.03.10 alle ore 17:53 scrive:
x 146 utordone, te lo dico io di cosa campa, di comunismo come primo, di comunismo come secondo e frutta, quella come ronofri è gente che non lavora, stà tuta il giorno nelle varie sedi delle sezioni dei partiti sinistri e cattocomunisti e hanno il compito solo di stare in rete per cercare accoliti per la loro brutta compagnia, e per scrivere baggianate come stanno facendo sù questo sito, dimenticavo di dirti che hanno un'età variabile dai 16/17 anni fino ai 30 e di letture hanno solo libri di sinistra con insegnanti sinistri ecc..., ogni tanto ne trovo in giro.
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