Franceschini ha liquidato ogni dialogo

di -

La sinistra ha cessato di essere un’alternativa di governo. Veltroni aveva rappresentato l’idea di un partito di sinistra indipendente dalla sinistra antagonista ma non ha voluto uscire dal clima di guerra civile che si era instaurato in Italia dopo il successo della maggioranza di Berlusconi. Prima di lui aveva fallito la linea impostata da Romano Prodi e Arturo Parisi, il partito delle primarie e del superamento della militanza e della cittadinanza. Una linea singolare che puntava sul superamento dei partiti attraverso la loro nomenclatura.

La segreteria Franceschini significa la liquidazione della linea Veltroni del Partito democratico con limiti a sinistra che in teoria rappresentava il superamento della linea comunista di non avere nemici a sinistra. Franceschini non significa altro che la rinuncia della sinistra a essere alternativa di governo uscendo dalla tematica che fa oggi degli Stati e dei governi il centro di ristabilimento del rapporto dell’economia finanziaria con l’economia reale. Pensare a un salario minimo garantito per tutti coloro che perdono il posto di lavoro significa non comprendere che il problema economico oggi è la chiave di quello sociale e l’assistenza non può essere una variabile indipendente dall’economia.

Non c’è più l’utopia antagonistica di Bertinotti che vedeva in ciò che rimaneva nella classe operaia l’alternativa al capitalismo. Si tratta di comprendere che la crisi implica un ruolo della politica e degli Stati come condizione del funzionamento del sistema economico che è imploso su se stesso. Ed è significativo che la via assistenziale alla crisi di sistema sia impersonificata da un politico democristiano che nasce da una storia diversa della sinistra e che può vedere nell’assistenza il vero volto del sociale. È un limite del mondo cattolico il pensare la giustizia distributiva come forma principale della società senza mettere in primo piano il processo di formazione dell’economia nella sua forma capitalistica. Cioè il rilancio del sistema produttivo nei suoi rapporti con il credito e con il risparmio.

C’è qualcosa di premoderno in questa liquidazione semplice della crisi del sistema finanziario di pensare che si possa separare dal lavoro svolto il salario reale e mantenere i salari dove cadono i posti di lavoro. Ma rimane significativo il fatto che D’Alema non abbia mantenuto la candidatura di Pierluigi Bersani alla segreteria del Pd. Egli ha voluto incassare la sua decisiva vittoria nella guerra dei venti anni che lo contrappone a Veltroni senza offrire una soluzione che ricordasse in qualche modo la tradizione della sinistra comunista italiana. E la sua non riuscita trasformazione in socialdemocrazia.

Pensare che da una figura che viene dalla sinistra democristiana possa venire la guida unitaria alla sinistra italiana significa dimenticare che la sinistra democristiana ha avuto la sua identità proprio nel riconoscere il ruolo legittimante della tradizione comunista e postcomunista. Si può prevedere la frantumazione della sinistra in frammenti vari legati alle correnti e alle regioni, a un residuo ideologico o a un colore locale. Mentre oggi in tutta Europa esiste ancora una tradizione socialista, solo in Italia essa sparisce e sparisce proprio perché in Italia la tradizione riformista è stata assente e l’egemonia comunista non l’ha mai sostituita ma solamente occupata.

Dario Franceschini è un democristiano senza storia, non rappresenta la tradizione della sua stessa componente. Di lui si può dire soltanto che viene dall’area Zaccagnini, un’area di breve durata nella Dc che non costruì mai nulla nella complessa storia di quel partito. La realtà della politica italiana è che la maggioranza berlusconiana non ha alternative né può ottenere da una sinistra priva di identità quella collaborazione istituzionale che era stata pensata possibile con il Partito democratico nella linea di Veltroni. Ciò ricorda singolarmente la situazione degli anni della prima Repubblica in cui esisteva una minoranza che non poteva diventare alternativa di governo. Ma allora ciò era compensato da intese sistematiche tra i partiti, mentre oggi il vuoto a sinistra non offre quelle compensazioni che il bipolarismo avrebbe permesso di raggiungere.
bagetbozzo@ragionpolitica.it

Ingrandisci immagine

ANNUNCI GOOGLE

COMMENTI

17 commenti su  1  2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#17 Otaner (912) - lettore
il 03.03.09 alle ore 19:07 scrive:
Franceschini, ex democristiano senza storia, ha liquidato davvero ogni dialogo con la maggioranza come ha illustrato Gianni Baget Bozzo.
#16 alex smith 2469 (686) - lettore
il 03.03.09 alle ore 19:03 scrive:
i sinistrati hanno come segretario quello che si meritano, un presuntuoso che vuole fare il protagonista come il suo amico forcaiolo, non fanno mai una proposta decente per il paese ma solo critica arrogante non crescono mai, il cervello purtroppo per loro è fisso nell'antiBERLUSCONISMO poverini forse con il tempo cresceranno..............ALEX SMITH 2469
#15 robertoguli (1032) - lettore
il 03.03.09 alle ore 18:08 scrive:
Grazie a Don Gianni per la sua lucida esposizione. Capire senza l'aiuto della sua analisi sarebbe molto difficile, anche per la miseria dei personaggi coinvolti. Roby
#14 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 03.03.09 alle ore 17:23 scrive:
Lucidissimo Baget Bozzo! Le sue analisi politico-economiche non fanno mai una piega. Ce ne fossero stati cosi', di cattolici preparati,colti, e pragmatici nella Dc. 84 anni di coerenza (si avvicino' al Psi di Craxi in totale disaccordo con il "compromesso storico" fra democristiani e comunisti).E' un uomo davvero in gamba.Il destino ce lo conservi.
#13 Davide (4919) - lettore
il 03.03.09 alle ore 16:35 scrive:
Ormai si sono così tanto incartati che nemmeno loro ci credono. Meglio così.
17 commenti su  1  2  3  4   pagine RSS commenti | Cosa sono?
Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
Scrivi al direttore

L'opinione

di Nicola Porro
Siciliotti è quel signore biondo, con i capelli quasi più ridicoli...
di Stefano Filippi
A che gioco gioca Silvio Berlusconi? Leggete l’intervista che...
di Marcello Foa
Gran bel colpo della Stampa, che stamane pubblica un’intervista...
di Alberto Taliani
 Mentre infuria la polemica sui mammoni e sull’illusione del posto...
di Paolo Giordano
Se poi te li ritrovi qui, tra i velluti di un cinque stelle con vista...
di Dan Segre
Perché la Cina segue la Russia nel bloccare le sanzioni contro la...
di Sum ergo Cogito
Per credere nell’infinito occorre accorgersi che il mondo é...
- correlati
+ correlati