Friuli, parla in napoletano con gli alunni in classe Licenziato un supplente

Un 40enne di origini napoletane nominato supplente in due classi delle elementari di Pordenone. Le proteste dei genitori: "Riprende i nostri figli in dialetto". Poi l'ispezione e la perdita del posto

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Pordenone - Riprendeva gli alunni in dialetto napoletano. Per questo ha perso il posto di lavoro. Un maestro supplente di una scuola elementare di Pordenone è stato licenziato per avere utilizzato, durante le lezioni, espressioni dialettali che avrebbero creato difficoltà di comprensione e sconcerto negli alunni. La vicenda è stata riferita oggi dal quotidiano Messaggero Veneto, che cita fonti anonime. Al docente, che ha 40 anni, erano state affidate in settembre due classi dello stesso istituto, ma i genitori, ascoltando i racconti dei figli, hanno protestato con la dirigente scolastica.

Ispezione e licenziamento Ne è scaturita un’ispezione al termine della quale le autorità scolastiche hanno deciso di non proseguire nel contratto di lavoro. Il responsabile centro servizi amministrativi di Pordenone, Stefano Caravelli, ha detto che il contratto di lavoro a tempo determinato dell’insegnante non è stato rinnovato alla scadenza "per manifesta incapacità didattica in un docente non abilitato" e ha escluso che esistano collegamenti fra questa incapacità ed eventuali lacune linguistiche dell’insegnante.

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COMMENTI

63 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#63 unoqualunque (826) - lettore
il 12.03.10 alle ore 22:47 scrive:
Probabilmente suoi conterranei ,non si spiega altrimenti,una persona comune non reagirebbe come un ariete,sicuramente presi in fallo quelli come lei risentono più di altri l'evidenza dei fatti.Non é colpa di nessuno se le inflessioni restano radicate,sono prerogative tipiche di chi mastica a fatica la lingua madre é ovvio,ma non sarebbe meglio che un insegnante o una qualsiasi persona a contatto con altri,mettesse a disposizione un briciolo di volontà per superare diciamo questo gradino?,anche perché credo che sia un'offesa a tutte quelle persone che lei ha citato, se non altro nella letteratura leggera sapevano farsi capire.La discriminante é l'inflessione non il ragionamento mentale.
#62 depil (1175) - lettore
il 12.03.10 alle ore 7:49 scrive:
ma in FVG quanti sono quelli che parlano e capiscono l'italiano???
#61 SR71 (2713) - lettore
il 12.03.10 alle ore 7:25 scrive:
Mi chiedo se l'idoneità valga anche per "attori" che, giornalmente, ci assillano con il loro romanesco di borgata,con personaggi che fanno di un errore macroscopico, il loro cavallo di battaglia (a me mi).Evidentemente, l'Italia è una confederazione tipo Svizzera dove, ogni Cantone, ha la propria lingua.Il fatto che un insegnante del sud sia preferito in quanto proveniente da un'area depressa, da questi frutti.
#60 voce nel deserto (11790) - lettore
il 12.03.10 alle ore 6:39 scrive:
Non si può non essere dalla parte dell'insegnante napoletano .In Friuli VG se si facesse il censimento dei meridionali e discendenti avrenmmo delle vere sorprese ed i friulani di pura razza celtica rischierebbero di essere minoranza padrona. Ma già nuovi gruppi etnici premono da quello rumeno a quello cinese agli africani.
#59 voce nel deserto (11790) - lettore
il 12.03.10 alle ore 6:40 scrive:
Ha avuto coraggio.In Friuli oramai ognuno parla come gli pare.Anche il prete sull'altare al posto del latino,lingua universale di una volta,parla in lingua friulana,che interessa 500.000 persone (ma molti friulani non lo parlano o lo parlano male malgrado gli sforzi della filologica friulana). Se un sardo,un umbro o un napoletano entra in chiesa è facile che senta,secondo gli orari,il "padre nostro" in lingue aliene quali il friulano,lo sloveno,il tedesco.L'italiano era famiiliare per tutti,il latino aveva una sua valenza universale che faceva sentire tutti appartenenti alla stessa chiesa di Cristo.
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Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
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