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domenica 20 settembre 2009, 09:42

Funerali Sanaa, la madre: "Colpa del fidanzato"


Massimo De Biasio, il 31enne che aveva una relazione con la giovane uccisa dal padre, presente alle esequie. Ma la madre: "Non voglio parlare con lui, ha rovinato la mia vita e la mia famiglia". Lo ritiene responsabile della tragedia. Il giovane: "Lei è più dura del padre"

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Pordenone - "Non voglio parlare con il fidanzato di mia figlia. Con il suo comportamento ha rovinato la mia vita e la mia famiglia". Queste le parole di Dafna Charuk, madre di Sanaa, la ragazza marocchina uccisa dal padre martedì sera. La donna ha parlato prima di partecipare al rito funebre di lavaggio della salma della figlia. Dafna ha fatto sapere di ritenere Massimo De Biasio responsabile di quanto successo. La ragazza, infatti, era andata a vivere con lui, cosa che avrebbe scatenato la furia omicida del padre. In segno di distensione, invece, l’imam di Pordenone, Mohammed Ouatik, ha dato il permesso "a quanti lo vogliano" di vedere la salma di Sanaa dopo il rito della purificazione, "a patto che nessuno la tocchi". L’inumazione si terrà invece in Marocco dove sarà trasportata la salma. Davanti alla camera mortuaria di Pordenone erano presenti la madre, lo zio della vittima e il fidanzato di Sanaa.

Il fidanzato Un commosso abbraccio alla sorellina di Sanaa, Wafaa, e la ferma volontà a non perdonare il padre-assassino: così De Biasio, il fidanzato di Sanaa, all’uscita della sala mortuaria dell’ospedale di Pordenone, dove oggi si sono svolti i funerali con rito islamico della ragazza, ha voluto sottolineare i suoi sentimenti. L’abbraccio con Wafaa è stato molto intenso e commovente. Entrambi sono scoppiati in lacrime. Poi de Biasio ha detto "di non voler perdonare Dafani e suo fratello. Sapevano che stava male e non sono intervenuti. La famiglia non hanno fermato il massacro". De Biasio ha poi confermato che "Sanaa e io eravamo pronti a sposarci. Lo avevamo concordato lunedì sera in una cena a Lignano Sabbiadoro - ha detto il ragazzo - e avevamo anche deciso di dichiararci alla famiglia. Poi martedì il dramma".

"Volemo sposarci" "Volevamo presentarci ai suoi genitori. Magari solo alla madre, quando il padre era fuori per lavoro. Ma lei era ancora più dura" ha raccontato De Biasio in un breve incontro con l’imam di Pordenone, Mohammed Ouatik. Il loro è stato un incontro molto breve, prima del rito islamico della "purificazione". "Dovevate parlarci - ha detto l’imam - perché noi questi tipi di problemi li possiamo risolvere". "Io e Sanaa volevamo sposarci - ha ribattuto De Biasio - e volevamo presentarci alla famiglia. Avevamo pensato di andare solo dalla madre, ma lei era ancora più dura del padre".

Nessun simbolo "Sul posto dell’omicidio voglio porre un simbolo di Sanaa. Di sicuro non sarà un simbolo cattolico. Voglio rispettare la sua religione" ha detto ancora De Biasio, all’uscita della cella mortuaria dell’ospedale di Pordenone. "Io conservo molti simboli di Sanaa - ha aggiunto De Biasio - e penso a uno di questi. Lo metterò sul luogo del massacro. Sulla via che dovrò fare per tutta la vita".

102 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#102 giancabr (67) - lettore
il 21.09.09 alle ore 11:53 scrive:
Molti di noi, italiani benpensanti, illusi e buonisti vorrebbero l’integrazione, ma “loro” neanche si sognano di integrarsi. Visto cosa oggi accade, vi pare che a queste condizioni, il futuro non possa che riservarci ben peggiori sorprese da parte di questa gente? Basta con le ipocrisie, è doveroso prendere atto di questa realtà, difendendoci dal ritorno del medioevo in casa nostra.
#101 octavio (14) - lettore
il 20.09.09 alle ore 18:21 scrive:
Troppi gli interventi che si rivolgono contro il fidanzato di Sanaa. Tutto questo ha un senso, cioè un significato e una direzione. Sarebbe superficiale definirli vergognosi, evidentemente c'è qualcosa di più profondo. Credo che sia la mancanza di una cultura liberaldemocratica che afferma il comunitarismo, cioè il diritto della comunità sul diritto dell'individuo. Si continua a accusare la Sinistra e non ci si accorge che strutture culturali comuni legano parte del popolo di Destra e di Sinistra. Quindi non è solo un dato antropologico, la logica dello stupratore, ma proprio qualcosa di più profondo: i ma e i distinguo rispetto al caso di Sanaa dimostrano proprio per il loro numero in un giornale come questo che lontano dalla Sinistra c'è troppa gente incapace di vedere dove e come deve avvenire il cambiamento. D'altra parte il fascismo e il nazismo (con le dovute differenze) si sono ispirati al socialismo e al comunismo. Ecco spiegati anche i limiti della nostra classe dirigente.
#100 Frankie6274 (2) - lettore
il 20.09.09 alle ore 17:22 scrive:
Penso che se la natura ha messo tra noi e altri popoli Km di distanza ci sia un motivo preciso; nessuno è inferiore o superiore: ogni popolo ha il suo pensiero e il suo modo di vivere e resta impossibile mescolare l'olio con l'acqua. Bisogna fare attenzione che chi viene a vivere con noi sia pronto ad accettare di vivere come noi o quanto meno a rispettare le usanze di chi lo ospita. Per finire il nulla esiste solo quando se ne parla (Astore forse cerca solo il modo di non essere 'nulla').
#99 antares (26) - lettore
il 20.09.09 alle ore 15:49 scrive:
Certa gente non si può integrare, fanno vivere le figlie in occidente ma pretendono il mantenimento integrale della loro cultura medioevale e per noi inaccettabile, però gli consentiamo abbigliamento da spauracchio, madrasse camuffate, pseudo moschee in cui si predica l'odio. Le anime belle, per la loro integrazione ? ci impongono cibi etnici a scuola, abolizione delle nostre più sentite feste religiose (niente presepi, niente Natale, niente Crocefissi, ecc.) l'accettazione di reati di tutti i generi per non essere accusati di razzismo e il risultato è sotto gli occhi di tutti! Ognuno a casa sua faccia quello che vuole, ma a casa sua.
#98 isideo (199) - lettore
il 20.09.09 alle ore 15:33 scrive:
MANDATELA VIA... E CHE NON SI FACCIA PIu' VEDERE... isideo
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