È Bocchino-follia: querela 36 giornalisti "Il Giornale fa stalking"

Il deputato del Fli querela mezzo Giornale inventandosi il reato di stalking di massa. Nella lista incriminata c’è persino un lettore. Intanto l'Anm ci denuncia per lo scoop sulle e-mail dei magistrati (leggile tutte). SONDAGGIO Come valuti la mossa di Bocchino? VOTA

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Non nominate quel nome invano. Ai poliziotti una cosa del genere non era mai capitata. Devono andare al Giornale e chiedere i dati anagrafici di trentasei giornalisti e un lettore che ha avuto la sventura di scrivere una lettera. Non accade spesso. Non accade in Italia, magari a Cuba sì, ma è un particolare. Quando ti chiedono dove abiti e quanti anni hai, domicilio e il nome dell’avvocato è perché c’è un procedimento in procura contro di te. Non ti dicono il peccato, quello lo notificheranno più tardi. Non sai neppure chi ti accusa. Tutta la storia è a sorpresa. Indovina chi ti chiama in procura? L’unica cosa certa è che c’è qualcuno che si è messo in testa di denunciare mezzo quotidiano. Quello che lega i giornalisti e il malcapitato lettore è un nome. Tutti hanno citato almeno una volta, per caso, per sbaglio, per lavoro o per sfiga,l’innominabile,uno che deve avere qualche parentela con Voldemort, il Colui-che-non-si-può-nominare della saga di Harry Potter. Ma siccome non bisogna avere pauradi certi anatemi quel nome va fatto: Italo Bocchino.

Non è una sorpresa. Questo in fondo è un giallo da quattro soldi. Bocchino il 12 febbraio aveva confessato di aver denunciato i giornalisti che turbavano il suo sonno, e quello della famiglia, per stalking (reclusione da sei mesi a quattro anni). Italo è diventato l’uomo dei teoremi. È convinto che ogni parola su di lui nasconda una trama oscura. Almeno questo è quello che ormai va chiacchierando in giro. Fatto sta che si è inventato questa storia dello stalking di massa. Il reato è nuovo, chissà a che serve, usiamolo. Forse la Carfagna, promotrice di una battaglia seria e drammatica, non gli ha spiegato bene la ratio della legge. La denuncia per stalking non è un manganello. Non si va in giro a randellare alla cieca. Colui-che-non-si-deve-nominare nella sua furia non ha risparmiato quasi nessuno.

Ha denunciato Sallusti e Feltri, vicedirettori vecchi e nuovi come De Manzoni, Porro e Tramontano, notisti politici incrociati a Montecitorio come Adalberto Signore e Laura Cesaretti, Chiocci e Malpica intravisti a Montecarlo, editorialisti di tutte le razze, cronisti di passaggio e, appunto, perfino un lettore. Se l’è presa anche con me, per aver scritto che mentre Fini s’inabissava con le bombole in vacanza, al povero Italo toccava la fatica di mandare avanti il Fli sotto il sole d’agosto. Non era stalking, ma pietas umana. E comunque non mi è mai passato in testa di turbare le sue notti, di seguirlo per strada o telefonargli all’ora di pranzo mentre narra pettegolezzi a Dagospia. È che nella vita tutti, a quanto pare, hanno il loro quarto d’ora di ce-lebrità e ti tocca, o ti capita, di scrivere di loro anche quando ne faresti volentieri a meno.

I fantasmi dell’innominabile sembrano uno scherzo di carnevale. Tutto potrebbe finire con una pacca sulla spalla: simpatico, ma come ti è venuta questa idea? Peccato che in questo clima c’è il rischio che qualche procura prenda tutto sul serio. C’è una congiura di giornalisti che turba i sogni di gloria dell’onorevole Bocchino. Non dorme più, ha finito i sonniferi, mangia a fatica e ha un sorriso nervoso sul volto. La colpa non è della politica, ma di chi la racconta. Il rischio è che la Bocchino’s list non sia solo una barzelletta. Ma un rogna. Allora per un attimo proviamo ad essere seri. Le denunce di massa contro chi esprime un’opinione, contro chi fa cronaca, contro chi analizza, spiega o racconta la politica, contro chi fa il tuo nome per caso, contro chi scrive una lettera al direttore puzzano di intimidazione e di vendetta.

Non sono un dispetto e non sono un gioco. Bocchino ha dichiarato alla Sette, davanti alla Gruber, che adesso si vedrà come funziona la macchina del fango. Ha puntato l’indice contro questo quotidiano e Dagospia. È il suo teorema. Bocchino fa capire che ha letto le intercettazioni di una procura. Lì ci sarebbero le prove. Allora guardiamoci negli occhi. Qui è in ballo la nostra libertà di stampa. La dignità di ognuno di noi. La macchina del fango è quella di Bocchino e i proiettili sono in toga. Di quali intercettazioni parla Bocchino? Chi gliele ha date? Come ha fatto a leggerle? Come sono state raccontate? Questa storia è sporca.L’onorevole Bocchino usa le carte segrete di qualche procura per minacciare trentasei giornalisti e un lettore. Signor Bocchino, non mi farò sputtanare da uno come lei, da uno che non si può nominare.

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COMMENTI

235 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#235 pierre alain (17) - lettore
il 11.03.11 alle ore 8:17 scrive:
ma che strano ANM che vi denuncia e subito il garante apre un inchiesta. ma se non sbaglio non esista nel cp iol reato di omissione in atti d' ufficio??come il dott palamaro non denuncia i suoi confraterni per tale reato visto che dalle procure di milano e napoli escono verbali e intercettazione prima ancora di essere reso pubbliche per via del loro deposito?? come il signor garante della privicy non na mai aperte inchieste contro la repubblica, il fatto, e l unita che mettono in piazza intercettazione inerente ai reati senza nessun timore delle violazione sulla privacy. come mai il vostro ordine infierisce su Feltri e chiude gli occhi su una certa stampa di sinistra che ineggia all odio?. come mai il CSM e il suo presidente e vice presidente non sono intervenuto dopo la pubblicazione delle mail dal vostro giornale. impedire alla stampa di sinistra la pubblicazione di fango diventa subito un attaco alla sua liberta, per voi invece e un dovere farlo: e semplicemente disgustoso.
#234 ramsey7 (58) - lettore
il 11.03.11 alle ore 8:12 scrive:
Con questo gesto bocchino non fa altro che marcare ulteriormente l'immagine del suo personaggio per ciņ che si č rivelata finora : semplicemente ridicola, oltre a tutto il resto.
#233 porfirio (12) - lettore
il 11.03.11 alle ore 7:50 scrive:
ignorando esseri inutili, sarei a chiedere di pubblicare i nomi degli europarlamentari italiani che hanno votato a favore di case ai rom ... inserirli nella pubblica amministrazione, e predisporre per loro insegnanti rom nelle scuole italiane. sicuramente interessante anche per i sinistri. grazie. pierpaolo fabbri.
#232 Tino (5) - lettore
il 11.03.11 alle ore 7:49 scrive:
Siamo qui, dite se avete bisogno di partecipazione e come fare. Sveglia per favore.
#231 carasant (1) - lettore
il 11.03.11 alle ore 7:43 scrive:
non sono assolutamente daccordo con Bocchino, penso che farebbe bene, invece, ad uscire definitivamente dalla scena politica, insieme, naturalmente, a Fini.
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