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martedì 20 maggio 2008, 15:22

Gay Pride, la sinistra attacca il governo: "Destra omofoba"

Il ministro Carfagna nega il patrocinio alla sfilata. La lobby omosessuale si scatena con sparate e insulti insieme a Prc e Comunisti. Pd spaccato, la Franco attacca mentre Follini è cauto

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Roma - Il popolo omosessuale contro Mara Carfagna. Il neoministro per le Pari opportunità annuncia che non darà il patrocinio al Gay Pride nazionale, in programma a Bologna il 28 giugno, e contro di lei si scatena la moltitudine dei «diversamente orientati», più una nutrita rappresentanza dell’opposizione.

«L’omosessualità non è più un problema - dice la Carfagna al Corriere della Sera - oggi l’integrazione nella società esiste. I miei amici gay non mi descrivono una realtà così tetra nel nostro Paese, ma se l’unico obiettivo del Gay Pride è arrivare al riconoscimento ufficiale delle coppie omosessuali, non posso essere d’accordo. Sono pronta ad agire su casi concreti, però sono molti altri i problemi di pari opportunità: donne, disabili, anziani, bambini».

Una dichiarazione che dimostra, per il presidente nazionale di Arcigay, che il ministro vive «nel mondo delle favole». Aurelio Mancuso fa un mix di fiabe e paragona la Carfagna alla matrigna di Cenerentola, augurandosi «che un principe la baci e la svegli», come la Bella Addormentata. A questo punto, dice, Silvio Berlusconi deve chiarire la linea del governo. Le «battutacce da bar» del ministro, attacca il leader storico dell’Arcigay Franco Grillini, confermano «quanto la destra italiana sia omofoba e non ami la diversità». Manuela Palermi del Pdci accosta le discriminazioni del gay ai campi nomadi bruciati e ammonisce: «Il nazismo cominciò così». E Vladimir Luxuria, ex deputata indipendente del Prc, accusa la Carfagna di guidare «un ministero inutile che di fatto non ci rappresenta».

La titolare per le Pari opportunità reagisce, ribadendo al «signor Vladimiro Guadagno» che il suo ministero ha come priorità i problemi di chi «è veramente discriminato»: donne lavoratrici e madri, minori, anziani e portatori di handicap. E non si deve confondere «con l’ufficio stampa e propaganda del movimento lgbt». Dove la sigla sta per lesbiche, gay, bisex e transessuali. Luxuria non si arrende, e il botta e risposta prosegue: «Visto che sembra non vivere in questo mondo, la invito a scambiare innocenti effusioni sentimentali con un’altra donna in pubblico per rendersi conto che l’omosessualità continuerà a essere un problema finché è la società a crearci problemi». Barbara Pollastrini, che sedeva al posto della Carfagna nel governo Prodi, la avverte: «Contrapporre diritto a diritto, dovere a dovere è quanto di più miope e ingannevole possa fare la politica».

Non sarà che la formula della kermesse dell’orgoglio omosex è vecchia e inefficace? Se lo chiede Antonio Mazzocchi, presidente dei Cristiano Riformisti del Pdl, a 8 anni dal World Gay Pride fatto a Roma, tra mille polemiche, nell’anno del Giubileo. «Non mi risulta che grazie a questo discutibile strumento siano stati risolti i problemi delle discriminazioni omofobiche. Sarà il caso di dare un’inversione di rotta e finanziare iniziative che si occupino realmente di combattere quelle violenze che colpiscono soprattutto la comunità glbt?». La sigla torna, ormai è nel lessico comune. Il Gay Pride è «una iniziativa censurabile, che non merita il patrocinio del ministero delle Pari opportunità»: concorda con la Carfagna Isabella Bertolini del Pdl. Opposto il parere di Vittoria Franco, ministro-ombra per le Pari opportunità del Pd: «Il Gay Pride non è altro che una giornata di rivendicazione dei diritti delle persone omosessuali, la Carfagna farebbe bene a partecipare». Dicendo no, per Fabio Evangelisti dell’Idv, «in un sol colpo è riuscita a sconfessare il mandato del proprio ministero e i propositi della propria formazione politica». Ma anche nel Pd c’è chi, come Marco Follini, ha qualche dubbio: «Il Gay Pride è un diritto degli omosessuali ma il patrocinio non è un dovere del governo».

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85 commenti su 1  2   3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#75 markindel (813) - lettore
il 20.05.08 alle ore 14:49 scrive:
Complimenti sinceri per il ministro Mara Carfagna, finalmente una opinione chiara, sincera e da me assolutamente condivisa su cosa sono realmente queste vergognose e schifose manifestazioni chiamate Gay Pride. In Italia abbiamo ben altri problemi che sovvenzionare con denaro pubblico queste schifose manifestazioni.
#74 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 20.05.08 alle ore 14:48 scrive:
Vogliamo meno Stato e poi si pretendono finanziamenti alle manifestazioni inutili alla collettivita' ed anche ai "supportati"? I gay, come una gran quantita' di altri segmenti sociali, non hanno alcun bisogno del supporto dello Stato. Manifestino come e' diritto di chiunque,nei modi che la legge prevede,a spese proprie.
#73 the-new (70) - lettore
il 20.05.08 alle ore 14:41 scrive:
mopy a lavorare in miniera vacci tu
#72 atso2000 (83) - lettore
il 20.05.08 alle ore 14:32 scrive:
Cominciamo con il dire che la Carfagna ha fatto bene a negare il supporto economico a questa manifestazione. Vogliono manifestare, lo facessero a spese loro. La ministra dice no alle coppie di fatto? E' una sua idea, e puo' portarla avanti con convinzione. Non capiro’ mai la sinistra che grida “fascista” o “nazista” appena si dice qualcosa che e’ diverso da quello che pensano loro. Offese gratuite tipo “torna a sgambettare” e’ abbastanza semplice e di bassa lega. Il vecchio governo ha portato avanti discorsi sui DICO, sulle coppie di fatto, e nessuno si e’ permesso di offendere I ministri che portavano avanti questa lotta. Ora, il ministro Carfagna dice qualcosa che non piace alla sinistra e la tacciano di fascinazista. Chi e’ il vero antidemocratico?
#71 blackwarrior (21) - lettore
il 20.05.08 alle ore 14:32 scrive:
giusta decisione, che le loro pagliacciate avvengano lontano da chi non vuole vedere, salvaguardando i bambini e, soprattutto, a spese loro! la sinistra amava tanto queste esibizioni disgustose... bene hanno terminato il loro mandato!
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