Gentilini: "Il mio comizio vietato sul burqa e sulle croci"

Il Giornale offre una tribuna contro la censura al prosindaco di Treviso, condannato a non fare discorsi in raduni politici per tre anni. Ecco cosa avrebbe detto se i magistrati non l’avessero "imbavagliato"

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di Giancarlo Gentilini*

Lo sapete perché mi hanno condannato a non fare comizi? Perché tutto quello che avevo detto negli anni passati era la pura verità, purtroppo confermata dalla cronaca e dai provvedimenti politici adottati a livello nazionale.
Volete un esempio? Semplice, la legge ispirata dal ministro Maroni sui clandestini. Dunque, facevano tanto rumore, mostravano scandalo perché io invitavo a rispedire a casa loro i delinquenti, perché chiedevo la blindatura delle frontiere nei confronti degli indesiderati. Bene, e per questo forse sarei razzista? Non mi pare, visto che a distanza di pochi anni questa Repubblica ha una legge che, di fatto, introduce il reato di clandestinità.
Eccolo qua il razzista. Chiamatemi piuttosto lungimirante. Vi ricordate quando vietavo il burqa? Anche lì, un pandemonio. Io sarei stato quello che discriminava gli stranieri, che adottava provvedimenti degni di Hitler. Meno male che non mi hanno mai paragonato a Stalin. Sciocchezze, tremende sciocchezze. Io ho fatto il sindaco e so come si governa una città nell’interesse dei cittadini che ci abitano, stranieri compresi. Sì, stranieri compresi, perché se andate a chiedere agli immigrati che vivono e lavorano regolarmente a Treviso vi diranno che ci stanno a meraviglia. E che quello che viene passato per un tiranno ha solo ed esclusivamente chiesto, e ottenuto, che chi arrivava da fuori rispettasse le leggi e le tradizioni di questo territorio.
Io i comizi, in ogni caso, li tengo come e dove voglio. Anche perché ho presentato ricorso contro il provvedimento di una magistratura che tende sempre al rosso. Questa è la loro risposta democratica, chiudere la bocca a chi esprime concetti condivisi da tutti. Chiedetelo ai trevigiani, chiedete quanti di loro sono favorevoli alle donne che girano mascherate col burqa. Ma per favore, io ho scritto al Presidente della Repubblica perché venga dato un riconoscimento ufficiale all’usciere del museo di Ca’ Rezzonico che ha impedito l’ingresso a un essere totalmente coperto da un velo inaccettabile. Basta questo per dire che sono razzista? Se bastasse, allora non dovrei essere certo l’unico a cui togliere la parola.
No, non passeranno queste tesi fino a quando nel Veneto ci saranno persone che non mollano. Dico, vi siete mai chiesti come mai la Lega continua a guadagnare voti? Provate a fare un fischio a quei burocrati che stanno all’Unione europea e che hanno il tempo di riempire cartacce di oscenità. Sì, perché non è un’oscenità il divieto di crocifisso emesso nei confronti della nostra storia? Allora, noi dovremmo destinare soldi pubblici per aiutare gli islamici a costruire le loro moschee e nel contempo togliere i crocifissi dalle nostre scuole, dai nostri municipi, dalle nostre istituzioni. Fosse per certi preti nostrani, del resto, dovremmo togliere il crocifisso pure dalle nostre chiese, visto che qualcuno ha pensato bene di dare ai musulmani dei locali cristiani perché li potessero trasformare in moschee. Bravi, davvero, questi preti rosa, rosati, rossi, fate voi, che si lasciano sfilare il crocifisso in virtù di una resa spacciata per tolleranza.
Nossignori, sul crocifisso non si passa. È la nostra cultura, la nostra storia, la nostra tradizione, vogliamo buttare tutto nel cesso? Vogliamo lasciar fare ai burocrati di Bruxelles? Un popolo che molla sulla sua storia è un popolo che non ha futuro. E non mi vengano a dire che sono razzista perché parlo male delle moschee, perché mi oppongo alla costruzione di questi presunti luoghi di culto. Dietro il paravento del Corano, nelle moschee si ritrovano anche i terroristi. Avete visto quel che è successo a Milano? Dico, a Milano, mica in Afghanistan o in Pakistan, a Milano, grande città del nord Italia: un tipo che frequenta la moschea ha rischiato di compiere una strage. Ci sono segnali che personaggi del genere siano in costante aumento nel nostro Paese.
Di fronte a questi fatti, non posso neanche prendere in considerazione l’ipotesi di autorizzare la costruzione di una moschea. Pensate: l’Europa ci chiede di togliere il crocifisso perché potremmo mancare di rispetto agli islamici e in più noi dovremmo metterci a costruire moschee per permettere loro di sentirsi a casa.
È una vergogna. E poi dicono che io sono razzista. Magari perché non tollero che nei campi nomadi ai bambini venga insegnata l’arte del furto, dopo mille maltrattamenti. A Treviso la Lega ha sempre ottenuto un mare di voti perché il popolo la pensa esattamente come me. Perché io difenderò fino alla morte il crocifisso sulla parete della scuola, anche se non condivido affatto uno dei precetti cristiani che mi insegnavano al catechismo: se ti danno una sberla, tu porgi l’altra guancia. Mi dispiace, io sono fiero di sapere che la mia cultura ha il crocifisso nelle sue radici, ma io l’altra guancia non la porgo. Io, a questi qui che continuano a fare i delinquenti a casa mia, rifilo un cazzotto. Anzi, due, così imparano a comportarsi bene, a rispettare le città che li hanno accolti.
Questi qui sono i motivi per cui un magistrato mi ha condannato, in primo grado, a tener chiusa la bocca in pubblico. E questi qui sono anche i motivi per cui la Lega nord continua ad aumentare il consenso. Per avere il coraggio di dire e fare quello che la maggior parte del popolo pensa.
A furia di tollerare i clandestini, a furia di tollerare le moschee frequentate da terroristi, a furia di tollerare gente che gira coperta per le strade, finisce che siamo noi gli stranieri a casa nostra. Nessuna sentenza mi può impedire di denunciare questa deriva. E col prossimo governatore leghista, state pur certi che il Veneto a questa deriva non si rassegnerà mai.
*pro sindaco di Treviso
(testo raccolto da Marimo Smiderle)

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COMMENTI

46 commenti su 1  2  3  4  5  6  7   8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#11 silverio cerroni (973) - lettore
il 15.11.09 alle ore 13:06 scrive:
...il vietare di fare comizi non equivale forse ad impedire di esprimere le proprie opinioni, a pubblicare un articolo sulla stampa, a parlare ad una radio o tv, a pubblicare un libro ecc.ecc!...Silcer
#10 cristianomorelli (232) - lettore
il 15.11.09 alle ore 12:56 scrive:
Certo che questi magistrati sono veramente dei cattivoni. Varare un provvedimento che evita a questo intellettuale leghista di aizzare le folle con le sue perle di saggezza e' veramente una vergogna.
#9 Pirro Pirrone (110) - lettore
il 15.11.09 alle ore 12:10 scrive:
Ma perchè non facciamo mille fotocopie di GENTILINI, lo scrivo maiuscolo per rispetto, e li mettiamo a governare quest'Italia in cui ormai regno lo schifo e l'anarchia???
#8 Ermanno Brini (96) - lettore
il 15.11.09 alle ore 11:36 scrive:
io non sono leghista ma approvo in toto tutto quanto detto dal sindaco di treviso, io continuo a dire che gli stanieri son ben venuti nella nostra patria, ma devono rispettare le nostre leggi e culture, se qualcuno mi invita a pranzo a casa suo e mi dice che in casa sua non posso fumare, io ho due alternative, o non vado e se vado so che non devo fumare, sta a me la scelta, non posso pretendere di fare i comodi miei a casa d'altri.
#7 Tommaso Berretta (567) - lettore
il 15.11.09 alle ore 11:34 scrive:
Mi trovo perfettamente in sintonia col Sindaco Gentilini. E in proposito voglio informare i lettori che in uno sperduto comune della Sicilia, Chiaramonte Gulfi in provincia di Ragusa, è stata presentata dalla consigliere comunale Tina Ansaldi una mozione con la quale si chiede una manifestazione di 'forte disapprovazione' avverso la sentenza di Strasburgo che vieta l'uso del Crocefisso nella aule scolastiche: avere rispetto per le altre religioni non nvuol dire doversio vergognare della propria.
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