Giù le tasse, vediamo chi ci sta

Berlusconi annuncia per il 2010 le riforme di fisco e giustizia. Adesso servono un’opposizione seria e una maggioranza compatta. Fini decida con chi stare, ma il governo deve andare avanti comunque

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Il 2010 inizia con una novità. La politica parla di cose che interessano ai cittadini e non di se stessa, di intrighi di palazzo, di escort e mafiosi da elogiare in chiave anti Cavaliere. «Tasse» è la parolina magica pronunciata ieri dallo stesso Berlusconi che ha annunciato l’avvio di una riforma fiscale, oltre a quelle della giustizia e della scuola. È un passaggio che questo Paese attende da sempre, che il centrodestra promette dal giorno della nascita di Forza Italia e della Lega. Non si sta parlando di uno sconticino elettorale o di una elemosina a qualche categoria ben supportata dalla lobby di turno. No, qui si tratta di avviare una rivoluzione che porti nei tempi più ragionevoli e possibili a una giustizia fiscale in grado di cambiare la prospettiva degli imprenditori e delle famiglie. Ci vuole coraggio a intraprendere questa strada, stretti tra vincoli europei, crisi internazionali e debito pubblico. Ma non c’è alternativa. Questo, insieme alla riforma della giustizia, è ciò su cui deve puntare un governo liberale e moderno.

Per fare queste riforme serve una maggioranza forte, compatta, autorevole. E una opposizione responsabile e lungimirante. Su Bersani e Di Pietro c’è poco da fare affidamento. Il primo appare debole e confuso (tanto da affidare la conquista della Regione Lazio alla leader dei radicali, Emma Bonino), il secondo ormai è a capo del partito dell’odio. La scelta se avviare o no una nuova stagione resta quindi solo nelle mani del Pdl e dei suoi alleati. E per questo, dopo il tempo degli sgambetti e delle mediazioni infinite, sarebbe ora che nel centrodestra si andasse al chiarimento finale. In particolare Fini, ancora ieri sera tentato di rilanciare il suo progetto di scissione, dovrebbe decidere se dare il suo importante contributo alle riforme per la gente o insistere nella politica dei veti e delle vendette personali contro giornali e persone per presunti sgarri che esistono solo nella sua testa. Ieri, il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, ci ha accusato di procurare, con i nostri articoli, danni e tensioni dentro la coalizione di governo. Capiamo la difficoltà in cui si trova ma se così fosse vorrebbe dire che il Pdl è in mano a una esigua minoranza. Noi crediamo che la stragrande maggioranza degli eletti e dei votanti voglia la riforma del fisco e della giustizia senza se e senza ma, e che a guidare le riforme sia Silvio Berlusconi e non Fabio Granata. E lo scriviamo. Tutto qui.

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COMMENTI

10 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#10 comunistidim (146) - lettore
il 07.01.10 alle ore 20:03 scrive:
Le tasse vanno pagate ... tutti !!!
#9 utordone (2261) - lettore
il 07.01.10 alle ore 17:35 scrive:
Soltanto quelli che hanno seri problemi di bolscevismo come l'amico "woofer" fanno finta di non sapere quale è il vero enorme problema che sta alla base del debito pubblico che impedisce drastici tagli di tasse: Il sottoscritto ha lavorato per quasi 25 anni in una Amministrazione pubblica ed in questi lunghi anni ha visto come la macchina dello Stato può BENISSIMO funzionare con la metà esatta dei suoi dipendenti. E' tutto qui il problema del debito pubblico unitamente allo sperpero di denaro pubblico che si perpreta da mezzo secolo presso TUTTI gli Enti pubblici del sud. Tutto il rsto è pura e semplice demagogia o logica politica demenziale. E' chiaro che in questo sgangherato carrozzone "mangiano" milioni di persone che non si spossono buttare in mezzo ad una strada in 4 e 4 - 8. Quello che è certo è che finchè la cultura del lavoro non tornerà ad occupare il posto che le compete nella scala dei valori oggi in auge ... nemmeno il cavaliere potrà cavarci "gli zampetti" in tempi brevi.
#8 muff@ (2255) - lettore
il 07.01.10 alle ore 14:19 scrive:
#3 miradoc : Chiede se per questo giornale sia importante "favorire l'instaurarsi di un clima di coesione nella maggioranza", condizione indispensabile per attuare il bene del Paese. Poichè concordo con quanto scrive sull'argomento il Giornale, miradoc, mi permetto di risponderti io. Non ti sembra che a peccare di narcisismo e non dimostrare alcun interesse per il bene collettivo, sempre seguendo le tue parole, sia l'ex amico Fini? Quello di "Adesso non glie ne faccio più passare una"? Quello del fuorionda a Pescara con Trifuoggi? Quello, da mesi ormai, impegnatissimo a esternare ogni possibile distinguo dalla linea del leader del partito? Perché accusi chi dà notizia dei malfatti e non chi li compie? Eddai, miradoc! Cordiali saluti.
#7 Woofer64 (1198) - lettore
il 07.01.10 alle ore 13:50 scrive:
Difficile parlare di riduzione delle tasse quando il fabbisogno pubblico continua a salire. Perché il miglior Presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni non è riuscito una volta, una volta almeno, a ridurre le spese nonostante tutti i proclami di rigore?
#6 NotimeNospace (326) - lettore
il 07.01.10 alle ore 13:40 scrive:
guarda sallustio che la priorita' e' la riforma della giustizia per il premier, quella della riduzione delle tasse per noi italiani, smentita infatti dal fido bonaiuti, e' solo fumo negli occhi. Mi domando che senso ha questo pezzo di grande giornalismo
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Alessandro Sallusti
Quando me­­no te lo aspetti ecco arrivare un vo­to segreto che introduce la responsabilità civile dei magistrati  continua..
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