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giovedì 14 gennaio 2010, 12:25

Giudice sì a fecondazione assistita

Il tribunale di Salerno concede a una coppia fecondazione assistita e diagnosi pre-impianto: "Portatori di una grave malattia"

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I paletti della legge 40 sulla fecondazione artificiale vengono sistematicamente abbattuti nei tribunali. Prima, la Consulta ne aveva dichiarato la parziale illegittimità. Ora, i giudici civili concedono di diritto di accedere alla provetta anche a chi non è sterile. Ieri è stata la volta del tribunale di Salerno. Che ha autorizzato una coppia fertile ma portatrice di una malattia genetica, ad utilizzare la selezione embrionale per far nascere un figlio sano. La decisione è stata presa dal giudice Antonio Scarpa dopo che la coppia si era rivolta a lui per avere la possibilità di accedere alle pratiche di procreazione assistita ammesse dalla legge 40 del 2004 solo alle coppie non fertili. I due potenziali genitori sono infatti portatori di una grave malattia ereditaria, l'Atrofia Muscolare Spinale di tipo 1 che causa la paralisi di tutta la muscolatura scheletrica. Mettere al mondo un figlio sarebbe stato un percorso troppo doloroso. Da qui il ricorso della coppia accolto dal giudice. Con queste motivazioni. «Il diritto a procreare verrebbe leso da un'interpretazione delle norme che impedissero il ricorso alle tecniche di procreazione assistita da parte di coppie, pur non infertili o sterili, che rischiano concretamente di procreare figli affetti da gravi malattie, a causa di patologie geneticamente trasmissibili; solo la diagnosi preimpianto, e quindi l'impianto solo degli embrioni sani, consentono di scongiurare tale simile rischio».
La coppia, dunque, ha il via libera di utilizzare la diagnosi pre impianto per selezionare un embrione sano e mettere al mondo un figlio che non abbia le loro stesse malformazioni genetiche. Ma il loro caso non è isolato. Già nel luglio scorso c’è stato un precedente. Una coppia fiorentina aveva ottenuto dal tribunale di Bologna la possibilità di selezionare l’embrione sano dopo aver avuto un primo figlio colpito da distrofia di Duchenne, trasmessa dalla madre. Anche in quell’occasione, per i giudici «il divieto di diagnosi pre-impianto pare irragionevole».

«È una vittoria della donna», esclama Gianni Monni, primario dell’ospedale Microcitemico di Cagliari e presidente dei ginecologi ospedalieri italiani. «Ora tutte le coppie talassemiche e quelle portatrici di altre malattie genetiche potranno far nascere dei bambini sani ed evitare inutili e dolorosi aborti quando conoscono il destino dei feti ammalati». Ma Francesco Fiorentino, genetista e precursore della diagnosi pre-impianto, avverte. «Questi ricorsi valgono ad personam: sarebbe opportuno che la normativa si adeguasse alle linee guida della Corte costituzionale. Ora, chi vuole ottenere l’accesso alla provetta deve passare da un giudice». In Italia il 4% della popolazione è portatore di fibrosi cistica e in alcune regioni come Sardegna e Sicilia la metà delle coppie è portatrice sana di talassemia.

14 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#14 rokko (1324) - lettore
il 15.01.10 alle ore 14:24 scrive:
#1 curatola: mi perdoni, ma lei ha scritto un mucchio di sciocchezze. Primo, adottare o avere un figlio naturale sono due percorsi assolutamente distinti, che non si escludono a vicenda nè sono correlati: il desiderio dell'adozione può interessare indipendentemente chi ha già dei figli e chi non ne ha, così come il non voler adottare. Secondo, non vedo perchè lo Stato, per colpa di qualche idiota cui hanno dato la licenza di legiferare anziché internarlo da qualche parte, debba stabilire che chi potrebbe avere un figlio ricorrendo a tecniche evolute debba invece metterci una pietra sopra e rassegnarsi. Terzo, non vedo perché in presenza di gravi malattie ereditarie uno non possa ricorrere alla selezione dei geni allo scopo di non trasmettere le malattie stesse. E' lo stesso discorso per il quale, ad esempio, si impedisse di fare accertamenti con la TAC o con la RM e fosse consentito solo l'uso dello stetoscopio. Non facciamo i puri sulla pelle degli altri, please.
#13 EsterRefatto (71) - lettore
il 14.01.10 alle ore 17:56 scrive:
E poi ci si chiede perchè i cittadini non hanno più fiducia nella magistratura... Fintanto che in Italia ci saranno questi giudici e queste corporazioni avvilenti come l'ANM, l'anomalia Berlusconi comanderà sempre in Italia!
#12 eloi (763) - lettore
il 14.01.10 alle ore 15:46 scrive:
Ho gli occhi azzurri, i capelli biondi, sono alto m.1,88, peso forma 79 Kg, non palestrato, non fumatore, amante del lavoro, possiedo un attico con vista sul Canal Grande, un 24 metri. E chi non approfitterebbe.
#11 afrikakorps (59) - lettore
il 14.01.10 alle ore 12:35 scrive:
La legge 40 del 2004 approvata dal Governo Berlusconi se ha fatto contente le gerarchie cattoliche a di fatto causato un sacco guai; 1) centri di eccellenza in Italia hanno di fatto smantellato i reparti relativi a patologie della procreazione 2) diagnosi pre-impianto non significa selezione della razza. Un es: coppia portatrice del gene della talassemia; potrebbero mettere al mondo un figlio destinato a morte sicura. Bello vero. Selezionando un embrione sano si scontenta il Vaticano ma si vive felici; 3) in mezza europa, Svizzera ,Spagna, etc avevano cliniche di procreazione assistita con centraliniste che parlavano italiano. La suddetta legge ha solo costretto i ricchi ad andare all'estero ed i poveracci a rimanere gabbati e senza la gioia di un figlio. Inoltre che senso ha impiantare piu' embrioni quando poi molti ricorrono successivamente ad aborto terapeutico per portare a termine solo 1 max 2 embrioni?
#10 iwata (151) - lettore
il 14.01.10 alle ore 12:20 scrive:
Il giudice ha avuto un gesto di umanità. Caratteristica sconosciuta a molti commentatori e a chi ha coniato questa legge disumana e criminale.
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