Da notare poi la raffinatezza della frase «fedele a una disciplina quasi militare»; dietro quel «quasi» c'è la summa filosofica di Schettino, uno al cui confronto anche Capitan Findus fa la figura del comandante Jack Aubrey nel film Master and Commander. Va però detto che Schettino l'anima dell'attore ce l'ha davvero: in passato ha registrato perfino un video promozionale per decantare «bellezza, comfort e sicurezza» delle navi Costa. Filmato in cui Schettino appare come una delle tante «attrazioni» della crociera all inclusive: una star con la faccia da cantante neomelodico valorizzata da un'impeccabile divisa modello Merrill Stubing, il capitano di Love Boat. Ma il film preferito da Schettino resta sempre lui, Titanic: «Una pellicola cult che ha fatto arrivare molta gente a bordo dei colossali transatlantici».
Francesco Schettino si era sfogato nel 2010 dalle pagine di Dnes: «Non vorrei mai essere nel ruolo del comandante del Titanic, obbligato a navigare nell'oceano tra gli icebergs». Vuoi mettere con una bella navigata tra gli scogli del Giglio? E poi: «Penso però, che grazie alla preparazione si possa governare qualsiasi situazione e prevenire qualsiasi problema». Parole beffarde. «Estrema professionalità o super io?» si chiede il Corriere online. Esclusa categoricamente la risposta numero uno, non resta che la busta due. Fin troppo ottimista quel buontempone di Schettino: «Oggi tutto è più sicuro grazie a una navigazione più facile e attrezzature sofisticate. Se qualcuno commette un errore, non sarà più fatale perch´ siamo meglio preparati ad affrontare le possibili complicazioni». Altri passaggi dell'intervista dinanzi alla quale non è possibile trattenere un sorriso amaro (molto amaro, considerati il dramma di venerdì scorso): «La sicurezza dei passeggeri prima di tutto». Peccato che invece, «prima di tutto», Schettino abbia messo la sua di «salvezza». Lui avanti e la Guardia Costiera di Livorno dietro a urlargli: «Comandante, torni a bordo!». Invano. Del resto Schettino è convinto che «la gente dimentica presto le tragedie». Ma, purtroppo, solo quelle degli altri.
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