lunedì 17 agosto 2009, 07:00
«Gli aiuti umanitari sono un business Ma solo per le Ong»
Quindi alla fine gli aiuti «aiutano» spesso i criminali?
«La solidarietà è un business anche per le parti coinvolte in una guerra civile. Sono un ingrediente fisso nelle strategie di guerra, ognuna delle parti in causa cerca di aggiudicarsi la fetta più grande di aiuti e di fare in modo che i nemici ne abbiano il meno possibile».
Ecco quello che lei chiama «il dilemma del lager nazista»...
«Immaginiamo di essere nel 1943 e di guidare unorganizzazione umanitaria. Ci chiamano per portare degli aiuti nei campi di concentramento nazisti, ma la condizione è che chi sta alla direzione di quei campi stabilisca quanta parte andrà ai prigionieri e quanta invece andrà al personale nazista».
E il dilemma come si risolve?
«Le organizzazioni umanitarie, per come agiscono nella prassi, non avrebbero dubbi: porterebbero gli aiuti ai nazisti».