Gli italiani che hanno portato i soldi alla Smi Bank di San Marino

Nella lista imprenditori, nobili, sportivi, personaggi dello spettacolo ma anche tanti cittadini comuni. Fra i nomi eccellenti gli imprenditori Berloni e Guzzini e il cantante Zucchero. I pm romani indagano tra i clienti dell'istituto alla ricerca degli evasori fiscali

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Gian Marco Chiocci e Massimo Malpica

Roma I furbetti di San Marino. Ecco la lista dei clienti della Smi Bank, l’ex banca del Titano, salvata dopo il clamoroso crac da 16 milioni di euro del 2007 proprio dalla San Marino Investment, la più importante, e vecchia, holding della piccola Repubblica, di proprietà del conte Enrico Maria Pasquini. La lista è frutto di una rogatoria con cui il pm romano Perla Lori a fine 2009 aveva chiesto alle autorità sammarinesi documenti relativi a quell’holding, ipotizzando un maxi-riciclaggio, roba da oltre un miliardo di euro. L’indagato principale è proprio il conte Pasquini, e con lui una cinquantina di persone, tutte a vario titolo accusate di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, appropriazione indebita aggravata e attività abusiva di intermediazione finanziaria.
Ma i nomi sull’elenco sono molti di più, quasi milleduecento. Imprenditori, cantanti, sportivi, ma anche impiegati, artigiani e gente comune. Tutti uniti da quei depositi all’estero. Su cui ora vogliono fare luce sia la Procura capitolina sia l’Agenzia delle entrate. C’è da capire quali di questi abbiano portato i loro soldi sul Titano regolarmente, quanti abbiano sanato la loro posizione denunciando i capitali all’estero con lo scudo fiscale, quanti siano invece evasori fiscali a tutto tondo.
Il materiale è stato acquisito nel corso di più perquisizioni nella sede della Smi: a inizio dicembre dello scorso anno forze dell’ordine e agenzia sammarinese di informazione finanziaria hanno setacciato gli uffici della San Marino investment di Pasquini, ex ambasciatore in Spagna per l’enclave del Titano, nonché proprietario delle ferrovie pugliesi Bari Nord, la Ferrotramviaria. A Roma sono arrivate così decine di faldoni di documentazione bancaria, e 26 pagine con oltre mille nominativi. Tra questi, oltre a Pasquini, quello di sua moglie Clara Nasi, imparentata con la famiglia Agnelli. Premesso che sull’elenco, come detto, gli inquirenti stanno ancora lavorando, sfogliando la black list saltano fuori diversi nomi eccellenti. C’è il musicista Adelmo Fornaciari, in arte Zucchero. C’è Antonio Berloni, presidente dell’omonimo gruppo, insieme al fratello Marcello. C’è Adolfo Guzzini, presidente e Ad della iGuzzini spa, e restando in famiglia c’è Mauro Guzzini, Ad della Teuco. C’è l’imprenditore marchigiano Giancarlo Morbidelli, fondatore dell’omonima casa motociclistica (poi convertita e ceduta) e padre dell’ex pilota di Formula 1 Gianni. C’è Sante Levoni, fondatore della Alcar Uno, re dei prosciutti, con tre dei suoi figli e con la responsabile amministrativa e finanziaria della società, Vanda Alessandria. Restando in tema, nell’elenco c’è anche Emer Borsari, contitolare di un prosciuttificio, e a capo dell’omonimo gruppo attivo nel trading di materie prime agricole e nella logistica. La lista continua con un grande immobiliarista romano, Valter Mainetti, che con la sua società Sorgente ha acquisito celebri grattacieli newyorkesi: prima il Chrysler (poi ceduto) e, recentemente, il Flatiron. Sempre tra i 1.170 nomi spunta quello di Matteo Melley, 50enne spezzino, avvocato civilista e presidente della fondazione Carispe. Nella black list ha un posto anche il presidente della Pessina costruzioni, Massimo Pessina, già presente nell’elenco, pubblicato nel 2008, dei conti «italiani» a Vaduz, in Liechtenstein: allora emersero depositi, suoi e dei suoi familiari, per 32 milioni di euro. Attività più modesta quella di Giovanni Torbidone, amministratore unico della Tiesse, che produce articoli religiosi.
Accertamenti in vista anche per l’ex calciatore Lorenzo Marronaro, capocannoniere in serie B con il Bologna nella stagione 1987/88, ora procuratore di diversi calciatori, come Nicola Amoruso e Angelo Palombo. Restando in ambiente sportivo, nell’elenco ci sono anche Igor Campedelli, giovanissimo (36 anni) presidente del Cesena, neopromosso in serie A, e il delegato provinciale della Federazione italiana sport equestri di Brescia, Gustavo Massimo Calcagno Baldini.
Ecco, di seguito, la prima parte della lista completa dei nomi, che continueremo a pubblicare nei prossimi giorni.


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COMMENTI

20 commenti su  1  2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#20 nuvola grigia (1069) - lettore
il 26.06.10 alle ore 22:24 scrive:
a seve: quanti luoghi comuni in tre righe!!
#19 Antonio43 (151) - lettore
il 26.06.10 alle ore 21:05 scrive:
Non posso fare altro che ritrovarmi daccordo con quanti criticano questo modo di dare notizia. L'argomento è troppo delicato e se si fa un elenco di nomi più o meno famosi che sono oggetto di indagine per evasione fiscale, si può star certi che per la maggioranza di noi lettori questi sono già dei maledetti evasori, il che potrebbe non essere vero. Siamo alle solite, si può fare i nomi delle persone solo quando sono state imputate di un reato e rinviate a giudizio. Prima no!
#18 PaK8.8 (1329) - lettore
il 26.06.10 alle ore 19:33 scrive:
Giottin, ma che dice? Vuole invadere stati sovrani? Ma l'ha letta la loro storia? O crede che siano spuntati cosi', come funghi?
#17 cholla (494) - lettore
il 26.06.10 alle ore 19:44 scrive:
Il problema sta sempre nel metodo. Anni fà quando la sinistra rubò dai conti correnti degli italiani (costituzionalmente) molti imprenditori si trovarono con i finanziamenti ricevuti decurtati dal provvedimento e incasinati nei conti . La concorrenza tre le banche europee e non, è sempre stata vietata in Italia, logico quindi che per evitare sorprese si fà la scelta di conti esteri e sempre con le dovute problematiche rispetto ai capitali. Adesso il problema non è quello di andare a rovistare in quei conti ,con presunte irregolarità, per recuperare legittimamente da parte dello Stato iva evasa e sommerso, ma sarà quando questi (piccoli) elenchi finiranno e inizieranno quelli dei povericristi (grandi).
#16 pellini susanna (2467) - lettore
il 26.06.10 alle ore 18:33 scrive:
premesso che lo stato di S,Marino,o il vaticano,o montecarlo,o andorra sono stati che esistono da molto prima dello stato italiano.Che non si puo fare i prepotenti in casa d'altri.Credo che bisogna indagare sul riciclaggio di denaro sporco proveniente da tarffici illeciti come droga contrabbando o illeciti amminiatrativi politico mazzettaro.Per denaro pulito ossia 'proveniente da capitale privato esiste solo il reato di evasione fiscale,per la parte non dichiarata al fisco inerenti a guadagni regolari ma in evsione di iva,ma anche qui se proviene dalla vendita di stabili che hanno regolarmente pagato le tasse,uno una volta che ha 'pagato le tasse puo' portare i propri soldi dove gli pare e piace,dato che non siamo in uno stato comunista,ma in europa e in questo ambito uno puo andare a vivere benissimo con il suo capitale regolare in uno stato che abbia meno pezze ai pantaloni e dove la pressione fiscale è piu' civile che da noi.
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