martedì 09 febbraio 2010
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 INTERNI
giovedì 18 settembre 2008, 09:18

Gli orsi "naufraghi" sono una bufala

Il Wwf sosteneva che questi orsi sarebbero annegati, ma poi ha dovuto fare dietrofront. Un sito scopre tutte le bugie sui 9 mammiferi "vittime del riscaldamento globale"

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Il 21 agosto scorso la foto di un orso polare che annaspava in mare finisce sulle prime pagine dei quotidiani di mezzo mondo, Italia compresa. L’istantanea «ripresa da un elicottero di ricercatori scientifici», sembrava avere tutte le carte in regola per diventare la nuova immagine-icona dei catastrofisti ambientali in servizio attivo permanente. Roba da scalzare perfino l’immagine dell’uccello ricoperto di petrolio durante la Guerra del golfo (poi si scoprì che il pennuto era stato «annerito» apposta per rafforzare il concetto di devastazione naturalistica. Ma questa è un’altra storia).

Guardate - sembrava urlare l’orso alla deriva - per colpa di voi uomini, rei del riscaldamento globale, il ghiaccio mi si sta sciogliendo sotto i piedi (anzi, sotto le zampe) e per me ormai non c’è più scampo.

«È questione di ore, e l’orso morirà», sentenziava un po’ frettolosamente il Wwf; e con lui sarebbero dovuti perire anche gli altri otto mammiferi dal pelo bianco che si trovavano nelle sue stesse condizioni: tutte vittime designate dall’estinzione del loro habitat naturale, drammaticamente liquefatto dagli eccessi della civiltà industriale. Stranamente, però, trascorrono le settimane e dei nove orsi non si sa più nulla. Neanche lo straccio di un filmato o di un’istantanea che documenti la loro triste fine. Nessuno si occupa più di loro. Spariti da giornali e televisioni. Oggi sappiamo perché. Quegli orsi, probabilmente, sono vivi e vegeti su chissà quale iceberg nel mare di Chutki in Alaska.

A ricostruire dettagliatamente la vicenda è stato il sito Svipop (Sviluppo e Popolazione) attraverso una newsletter dal titolo eloquente: «La mega-bufala degli orsi polari: ecco le prove».
Data di inizio del caso: lo scorso 21 agosto. La sezione Usa del Wwf segnala che 9 orsi sono stati avvistati in Alaska, a nuoto nel Mare di Chutki. «È la notizia che dà il via alla grande truffa mediatica dell’estate - denuncia su Svipop l’ingegner Maurizio Morabito -. Giornali inglesi e italiani ingigantiscono la storia con particolari totalmente inventati e ipotesi romanzate».

Il via alla corsa a chi la spara più grossa parte da un comunicato stampa interessante quanto drammatico. Titolo: «Una serie di orsi polari avvistati mentre nuotano a molte miglia dalla costa dell’Alaska»; sottotitolo: «Esperti locali sul posto dicono che la perdita del ghiaccio marino minaccia la sopravvivenza degli orsi».
La sentenza degli ambientalisti non prevede appello: «Trovare nove orsi in mare nello stesso momento indica che il ghiaccio su cui vivono e su cui cacciano continua a sciogliersi».

Il Wwf promette aggiornamenti appena possibile, e finisce con un professor Richard Steiner del programma di consulenza marina dell’Università dell’Alaska che afferma che gli orsi sono in «serio pericolo perché hanno bisogno di ghiaccio marino, e il ghiaccio marino sta diminuendo». Secondo Steiner, quanto sta accadendo dovrebbe convincere chi «ancora non crede al riscaldamento globale e all’impatto che sta avendo nell’Artico».

A una settimana dalla notizia del Wwf, il quotidiano londinese Daily Mail pubblica un articolo firmato Barry Wigmore: «La struggente immagine degli orsi polari con 600 chilometri da nuotare fino al ghiaccio più vicino». A corredo dell’articolo, l’immagine di un orso polare a occhi semichiusi, rivolto verso la fotocamera in un mare con diverse onde basse, e molte increspature (come se la foto fosse stata ripresa da un elicottero a bassissima quota).

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21 commenti su  1  2  3  4  5   pagine dal più vecchio | dal più recente
#21 Astore (205) - lettore
il 31.01.09 alle ore 21:35 scrive:
#19 maelstrom vedi di smetterla di raccontare bufale astronomiche. La realtà è che ogni anno la somma algebrica tra riforestazione e deforestazione ha un saldo negativo pari a 7.000.000 di ettari (fonte FAO), cioè 70.000 Kmq, per avere un'idea ogni anno sparisce dalla superficie terrestre un'area verde pari a 3 volte la superficie della Sardegna, scusa se è poco. Tra non molto dovremmo parlare non di eccesso di CO2, ma di una cosa ben più grave e cioè della scarsità di Ossigeno. Saluti.
#20 Astore (205) - lettore
il 19.09.08 alle ore 23:05 scrive:
Sul fatto che le superficii boschive in europa siano aumentate, ne dubito parecchio, visto la gran quantità di boschi utilizzati per produrre carbone, e realizzare le prime ferrovie. Sul fatto che la quantità di CO2 è radoppiata dall'inizio dell'era industriale ad oggi non ci piove. Che gli Orsi Polari siano a rischio estinzione lo dice tra gli altri il dipartimento dell'Interno degli Stati Uniti (dicembre 2006). La stessa questione del nucleare, se ci casca sulla testa uno degli oltre 5.000 asteroidi recensiti dalla Nasa, che fa grazia le centrali a fissione? Chissà perchè la Nazione più nuclearizzata della terra ed il suo presidente Nicolas Sarkozy mirino a realizzare le Centrali Solari nel Nord Africa? Obbiettivo dichiarato nel documento fondativo della neonata Unione Mediterranea. Meno male che Silvio sembra ci abbia ripensato e per ora eventuali investimenti saranno soltanto all'estero come già fatto nel recupero e messa in sicurezza di centrali in pericoloso stato di manutenzione
#19 maelstrom (1102) - lettore
il 18.09.08 alle ore 21:49 scrive:
vedo che qualcuno, qui, parla ancora della riduzione di boschi e foreste. Altra bufala galattica. Rispetto a cinquant'anni fa, l'estenione delle aree boschive - globalmente parlando - è aumentata in modo significativo. Aumentata, capito? Immagini satellitari, non chiacchiere. Certo, la foresta pluviale in certi paesi si è ridotta (Amazzonia soprattutto) ma, per esempio, in Europa i boschi sono quasi raddoppiati. Sono in corso dei cambiamenti, forse ci sono anche delle cose che non vanno alla perfezione, ma da qui a parlare di catastrofi incombenti, ce ne corre. Certi scienziati annunciano che la terra si desertifica, poi due anni dopo cambiano idea e dichiarano che si avvicina una glaciazione. La realtà, pura e semplice, è che non esistono dati scientifici attendibili che consentano di formulare previsioni; di qualsiasi tipo. Perciò, giusto prestare attenzione, ma smettiamola di sparare delle balle tutti i giorni. Ricordate il buco nell'ozono? Si è quasi richiuso. Da solo.
#18 maelstrom (1102) - lettore
il 18.09.08 alle ore 21:37 scrive:
Da milioni di anni, quando si sciolgono i ghiacci polari aumentano puntualmente quelli australi. E vice versa. Tempo fa, davano per certo che, a breve, lo scioglimento dei ghiacci avrebbe causato un drastico innalzamento del livello dei mari, sommergendo decine di città. I mari non si sono innalzati neppure di un centimetro. Il riscaldamento globale non è dimostrato, anzi, è una bufala "globale". Ci sono state epoche in cui la terra era più calda di oggi, e l'uomo neppure c'era. Devo continuare? Migliaia di furbacchioni (Al Gore per primo) hanno capito che sparando allarmi sul clima si ottenengono un sacco di soldi, sotto forma di fondi governativi, Onu etc. etc. Dicendo che tutto va bene, non si tira su neppure un dollaro. Così, milioni di persone se la bevono e sono pronte a giurare che è tutto scientificamente provato. Poi ci sono le celebrità come Madonna che sul palco parlano del clima malato e per il loro spettacolo usano otto aerei... Svegliatevi, ecologisti d'accatto!
#17 Vince71 (102) - lettore
il 18.09.08 alle ore 18:19 scrive:
Egregio Sig.Wilsoncode...dice che il riscaldamento globale è arciprovato. Forse ha ragione, ma ricordi (e dovrebbero farlo anche tutti i catastrofisti nostrani e non) che anche le ere geologiche sono scientificamente arciprovate; il clima sul nostro pianetino non è sempre stato uguale ad oggi o agli ultimi 100anni. Mai sentito parlare di "ere glaciali" susseguitesi nella storia della Terra?? Mai sentito parlare di "estinzioni di massa" (ben prima che il primo omonide comparisse e contribusse attivamente) dovute a catatrofi naturali di proporzioni inimmaginabili, come l'impatto con l'asteroide che ha "crato" il golfo del Messico (e probabilmente aiutato i dinosauri a scomparire) o nel periodo Perniano (mi pare) una eruzione massiccia e durata circa un millennio sul suolo siberiano che contribuì, grazie ai gas dispersi nell'atmosfera, a far estinguere il 95% delle specie animali e vegetali allora presenti!!! Mi fermo..non c'è spazio sufficiente.
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