martedì 09 febbraio 2010
 
 INTERNI
lunedì 22 giugno 2009, 07:00

Gossip e politica: "Repubblica un pericolo per la democrazia"

Lettera del ministro Bondi che reagisce agli attacchi violenti del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari: "È diventato un superpartito, ormai raccoglie gli interessi di politica, economia, cultura e magistratura". Lo studioso di intelligence: "Usa e Murdoch, ecco il complotto"

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Egregio direttore sono costretto per la seconda volta in pochi giorni a difendermi dal tentativo di Repubblica di denigrarmi, sia usando il «bastone», cercando di colpirmi negli affetti più cari, sia ricorrendo, come ha fatto Eugenio Scalfari in un articolo pubblicato ieri, a deliberate quanto provocatorie insinuazioni.

Nel corso di un dibattito con Eugenio Scalfari svoltosi a Cortina lo scorso anno, dissi apertamente al fondatore di La Repubblica che il suo viscerale antiberlusconismo avrebbe portato la sinistra in un vicolo cieco e alla sua sconfitta definitiva. Avevo visto bene. Non avevo previsto, tuttavia, che il quotidiano che Scalfari dirige avrebbe condotto la sinistra allo snaturamento della propria identità. E ancor meno avevo previsto che l’attacco nei confronti del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sarebbe stato portato al livello di questi ultimi giorni, fino al punto cioè di mettere a repentaglio gli stessi interessi generali del nostro Paese.
Al pari dei giacobini, il ristabilimento della virtù impone qualsiasi sacrificio, qualsiasi ostacolo deve essere rimosso e ogni strumento può essere utilizzato per il raggiungimento di un fine dichiarato necessario e buono.

Il quotidiano La Repubblica è l’erede principale di questa cultura ed è divenuto nello stesso tempo una specie di «superpartito», che concentra in sé la dimensione politica, quella economica, quella culturale e perfino quella giudiziaria.
La mia opinione è che l’azione di questo «superpartito» costituisca da tempo l’insidia più grande per la nostra democrazia.
Eugenio Scalfari cerca di dipingere il quadro politico e l’atmosfera di questi giorni come se ci trovassimo nuovamente alla vigilia della caduta di un regime, con il corollario di servi, gerarchi e cortigiani, fra i quali vengo annoverato maliziosamente anch’io, in procinto di tradire e di abbandonare la nave.

La maestria di Scalfari, bisogna ammetterlo, consiste da sempre nella capacità di divulgare e accreditare nell’opinione pubblica una visione storiografica, politica e culturale che è esattamente agli antipodi della realtà.
Quello che sta avvenendo in questi giorni è la conferma più clamorosa di quanto sostengo.
Scalfari è abile nel descrivere un regime corrotto e morente, contro il quale il suo quotidiano ha lanciato l’offensiva finale, trascinando con sé anche il Corriere della Sera e ciò che resta della sinistra, mentre la realtà è che un governo democraticamente eletto subisce un’aggressione sistematica da parte di un centro di potere economico e politico, che non può vantare alcuna legittimità democratica né morale, sulla base di una campagna scandalistica paragonabile alla pesca con lo strascico.

Alle porte non vi è la caduta di un regime, come ritiene Eugenio Scalfari, né la fuga di gerarchi felloni, ma vi sarebbe, nell’ipotesi abbia successo il progetto destabilizzante di Repubblica, l’indebolimento della nostra democrazia e la rovina dell'Italia.
Io non dimentico mai che, se Berlusconi non avesse avuto il coraggio di impedire nel 1994 alla gioiosa macchina da guerra della sinistra capitanata da Achille Occhetto di conquistare il potere, l’Italia sarebbe stata governata da una torbida alleanza formata dalla sinistra comunista e da tutti quei poteri economici rappresentati da un quotidiano come La Repubblica, che avrebbe dato vita sì a un vero regime politico privo di alternative.

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130 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#130 msaraceni (6) - lettore
il 25.06.09 alle ore 9:59 scrive:
Caro Wolf, lei, che si prende personalmente l'incarico di rispondere a coloro che osano esprimere opinioni diverse da quelle dettate dal suo capo, è l'esempio più eclatante del tipo di allineamento cieco che un certo tipo di cultura politica è riuscita ad imporre ad una larga fetta della società italiana. Se si arriva addirittura a difendere le parole di un personaggio che definisce un giornale di opposizione un "pericolo per la democrazia" significa una delle due cose: (1) non si ha la minima idea del significato di "democrazia", o (2) il proprio senso critico è stato inesorabilmente abbandonato alle ortiche per sposare per intero le favole deliranti martellate in continuazione dalla cultura politica di cui sopra. La seconda ipotesi è quella che mi preoccupa di più. E, si faccia un favore, cerchi di evitare commenti sul fisico (?) e l'intelligenza delle persone con le quali sceglie di dialogare. Non mi sembra proprio il caso.
#129 giornali01 (9) - lettore
il 23.06.09 alle ore 18:31 scrive:
ho gia' mandato 3 commenti,ma nessuni e' stato pubblicato.non erano assolutamente ne' volgari ne offensivi..semplicemente critici.critica da uno che vota forza italia da quando e' nata...ma che ora ha seri dubbi.e questa "censura" li conferma...saluti da un EX.
#128 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 23.06.09 alle ore 17:07 scrive:
*#106 rinci* - Scrive : "[...] penso che se una persona di 70 anni va dietro le ventenni sia solo un povero vecchio bavoso.". Se invece va loro davanti o di fianco cos'e'?
#127 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 23.06.09 alle ore 16:57 scrive:
*#120 forbot*- Fantastica cattiveria la tua! Speriamo solo non sia troppo longevo...
#126 Wolf (5202) - lettore
il 23.06.09 alle ore 14:24 scrive:
#121 Veleno: anche per lei vale la stessa obbiezione. Quale è il peccato commesso da Bondi? Criticare un giornale? E' questo il modello di democrazia che volete imporre? Vietare le critiche ai giornali? Pietosi..
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