Gossip e politica: "Repubblica un pericolo per la democrazia"

Lettera del ministro Bondi che reagisce agli attacchi violenti del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari: "È diventato un superpartito, ormai raccoglie gli interessi di politica, economia, cultura e magistratura". Lo studioso di intelligence: "Usa e Murdoch, ecco il complotto"

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Egregio direttore sono costretto per la seconda volta in pochi giorni a difendermi dal tentativo di Repubblica di denigrarmi, sia usando il «bastone», cercando di colpirmi negli affetti più cari, sia ricorrendo, come ha fatto Eugenio Scalfari in un articolo pubblicato ieri, a deliberate quanto provocatorie insinuazioni.

Nel corso di un dibattito con Eugenio Scalfari svoltosi a Cortina lo scorso anno, dissi apertamente al fondatore di La Repubblica che il suo viscerale antiberlusconismo avrebbe portato la sinistra in un vicolo cieco e alla sua sconfitta definitiva. Avevo visto bene. Non avevo previsto, tuttavia, che il quotidiano che Scalfari dirige avrebbe condotto la sinistra allo snaturamento della propria identità. E ancor meno avevo previsto che l’attacco nei confronti del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sarebbe stato portato al livello di questi ultimi giorni, fino al punto cioè di mettere a repentaglio gli stessi interessi generali del nostro Paese.
Al pari dei giacobini, il ristabilimento della virtù impone qualsiasi sacrificio, qualsiasi ostacolo deve essere rimosso e ogni strumento può essere utilizzato per il raggiungimento di un fine dichiarato necessario e buono.

Il quotidiano La Repubblica è l’erede principale di questa cultura ed è divenuto nello stesso tempo una specie di «superpartito», che concentra in sé la dimensione politica, quella economica, quella culturale e perfino quella giudiziaria.
La mia opinione è che l’azione di questo «superpartito» costituisca da tempo l’insidia più grande per la nostra democrazia.
Eugenio Scalfari cerca di dipingere il quadro politico e l’atmosfera di questi giorni come se ci trovassimo nuovamente alla vigilia della caduta di un regime, con il corollario di servi, gerarchi e cortigiani, fra i quali vengo annoverato maliziosamente anch’io, in procinto di tradire e di abbandonare la nave.

La maestria di Scalfari, bisogna ammetterlo, consiste da sempre nella capacità di divulgare e accreditare nell’opinione pubblica una visione storiografica, politica e culturale che è esattamente agli antipodi della realtà.
Quello che sta avvenendo in questi giorni è la conferma più clamorosa di quanto sostengo.
Scalfari è abile nel descrivere un regime corrotto e morente, contro il quale il suo quotidiano ha lanciato l’offensiva finale, trascinando con sé anche il Corriere della Sera e ciò che resta della sinistra, mentre la realtà è che un governo democraticamente eletto subisce un’aggressione sistematica da parte di un centro di potere economico e politico, che non può vantare alcuna legittimità democratica né morale, sulla base di una campagna scandalistica paragonabile alla pesca con lo strascico.

Alle porte non vi è la caduta di un regime, come ritiene Eugenio Scalfari, né la fuga di gerarchi felloni, ma vi sarebbe, nell’ipotesi abbia successo il progetto destabilizzante di Repubblica, l’indebolimento della nostra democrazia e la rovina dell'Italia.
Io non dimentico mai che, se Berlusconi non avesse avuto il coraggio di impedire nel 1994 alla gioiosa macchina da guerra della sinistra capitanata da Achille Occhetto di conquistare il potere, l’Italia sarebbe stata governata da una torbida alleanza formata dalla sinistra comunista e da tutti quei poteri economici rappresentati da un quotidiano come La Repubblica, che avrebbe dato vita sì a un vero regime politico privo di alternative.

Questo rischio esiste anche oggi, aggravato semmai dalla circostanza che la sinistra rappresenta oggi una larva di soggetto politico, mentre l’influenza di La Repubblica è divenuta dominante.
Per tutte queste ragioni, e non soltanto per l’affetto che mi lega a Berlusconi e la considerazione che ho di lui come di un uomo sotto tutti gli aspetti ammirevole, come risulta anche dalle interviste pubblicate dal suo stesso giornale, noi non cederemo mai, mai, di fronte alla campagna di odio e di delegittimazione orchestrata dal gruppo editoriale L'Espresso-La Repubblica, in combutta con una sinistra ormai al traino di tutte le battaglie più misere e sconclusionate.

Se sapremo sconfiggere anche quest’ultimo disperato attacco contro il governo e contro Berlusconi, la nostra democrazia sarà più salda, il nostro futuro più sereno. Questo gli italiani lo sanno e hanno la possibilità di testimoniarlo con il loro voto.

Sandro Bondi
*ministro per i Beni e le Attività culturali

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COMMENTI

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#90 rosario50 (113) - lettore
il 22.06.09 alle ore 16:12 scrive:
Permettetemi una sonora e prolungata pernacchia ad Ezio Mauro, Eugenio Scalfari, Giuseppe D'Avanzo , aggiungendovi anche la con...Cita napoletana , ovvero la Sannino , emula della con...Cita nazionale , al secolo De Gregorio. Il Cav. e' fesso ma la cordata che questi signori guidano e' ancora piu' fessa, perche' sono uniti dal pensiero che il Berlusca muoia subito, ma divisi nelll loro "munnezza". E poi , meglio un Silvio attivo sessualmente che quattro "fru fru" contemplativi.
#89 manu_60 (1141) - lettore
il 22.06.09 alle ore 15:58 scrive:
#84 disalvod: anche un post dovrebbe essere scritto in maniera rispettosa per gli occhi di chi lo vorrebbe leggere. io avrei anche voluto, ma no ho voglia di farmi venire il mal di testa per la sua maleducazione!
#88 Giuseppe Spotti (3488) - lettore
il 22.06.09 alle ore 15:50 scrive:
Come da sempre in Italia. Sinistra sindacati-poteri economici. Patto di ferro fra potere politico e potere economico. L’esercito in campo a combattere: la magistratura e i media. Fallita la presa del potere tramite elezioni democratiche. Fallito il tentativo, mettendo in campo la magistratura con l’operazione “mani pulite”, a fingere la moralizzazione della politica: lotta continua. Senza esclusione di colpi come da tradizione bolscevica. Certi poteri economici fedeli al patto, come un virus, attraverso la politica, senza alcuna legittimità, agisce all’interno delle istituzioni del Paese, corrompendo le legittime indicazioni degli elettori. La loro migliore arma è certa magistratura, che libera di indebita coercizione sulla politica (Vedi i suicidi di mani pulite) la condiziona pesantemente. La riforma della giustizia, costringerebbe la magistratura politicizzata e affaristica, nel suo “alveo”, senza più poter interferire al di fuori delle sue competenze istituzionali, pur lasciandole tutta l’indipendenza garantita dallo Stato di Diritto. Sarebbe il primo colpo mortale al patto di ferro che poi inevitabilmente franerebbe fino le fondamenta e: addio “Ghenga”. La riforma della giustizia è la battaglia decisiva per il futuro della democrazia nel nostro Paese.
#87 elio2 (1651) - lettore
il 22.06.09 alle ore 15:49 scrive:
Per#80 oleizard, Forse perchè sai già dal giorno prima che notizie può farti leggere il giorno dopo, in fondo non è poi così difficile, basta solo conoscere la scaletta et voilà, il gioco è fatto, senza scomodare la magia, senza neppure dimostrare di essere furbi, ma di possedere un immancabile condimento di malafede e falsità. La Repubblica è l'unico giornale capace di pubblicare a raffica notizie secretate e che quindi non dovrebbe avere, che poi dopo averci marciato per giorni e giorni con titoli da prima pagina e poi man mano che si sgonfiano sino al trafiletto, vengono sempre smentite o ridimesionate dai fatti o anche dallo stesso redattore che li ha sparati in prima pagina. Non mi sentirei così tanto orgoglioso affermare di leggere un siffàtto giornale, me ne starei semmai buono e zitto e ci farei sicuramente una più bella figura.
#86 ANTONINO MAROTTA (550) - lettore
il 22.06.09 alle ore 15:44 scrive:
Lo Scalfari di "razza padrona" non c'è più ha lasciato il posto ad un altro Scalfari, quello che lo stato lo vuole comandare lui emulo di Eugenio Cefis di cui intende copiare le mosse che ha tanto studiato; E' una vera delusione vedere un giornalista di tal genere ridotto a scendere così in basso pur di rimanere a galla e non farsi scrupolo della decenza. Come si può dare fiducia ad una classe politica che non indugia a ricorrere ai mezzi più subdoli per mantenere le proprie posizioni; questi soggetti li abbiamo visti all'opera nella scorsa legislatura, sono incapaci in quanto non sanno interpretare i tempi e vivono di ricordi ideologici,ma soprattutto,vedono nello stato il castello da conquistare ed in questo modo ne rafforzazano i modi autoritari, con l'ausilio dei P.M. disposti a mettersi a disposizione al patto che venga fermata ogni velleità di riforma giudiziaria. Queste persone devono solo sparire in quanto non garantiscono un futuro decente al paese, ma solo a loro stessi
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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