Governo, risiko di viceministri e sottosegretari

Sul tavolo del premier Berlusconi restano ancora dei nodi da sciogliere per l’assegnazione di deleghe pesanti. Il nuovo governo non deve superare quota 60: restano da nominare 39 componenti di cui 9 con il grado di "numero due"

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Roma - Nominati i ministri, ora tocca ai "vice" e ai sottosegretari. Sul tavolo del premier Silvio Berlusconi restano ancora dei nodi da sciogliere per l’assegnazione di deleghe pesanti. Il nuovo governo non deve superare quota 60: oggi giureranno 21 ministri e restano da nominare 39 componenti, di cui 9 con il grado di "numero due". Anche oggi si susseguono riunioni e contatti per completare il puzzle in tempi brevi. L’obiettivo del Cavaliere, infatti, è chiudere rapidamente, evitando così fibrillazioni e malumori. Per ora, l’unica certezza è Roberto Castelli della Lega viceministro alle Infrastrutture.

Il nodo An Ad Alleanza Nazionale spettano tre caselle. Nessun dubbio per Adolfo Urso al Commercio con l’Estero. Niente di deciso, invece, sul ruolo di Alfredo Mantovano agli Interni: secondo indiscrezioni ci sarebbe un veto leghista per le competenze su immigrazione e sicurezza considerate di esclusiva pertinenza del ministro Roberto Maroni ma gli ostacoli sembrano superati visto che si ragiona sulla delega al personale. Partita tutta aperta per il terzo incarico governativo conteso tra Mario Landolfi e Pasquale Viespoli. Quest’ultimo candidato è accreditato al Welfare e viene sponsorizzato da Altero Matteoli. Nelle ultime ore si è aggiunto un altro concorrente autorevole: Adriana Poli Bortone, che correrebbe per l’Agricoltura (per lei si parla anche di un ruolo da sottosegretario). Allo stato, dunque, la situazione è in stand bay. Salvo accelerazioni dell’ultima ora, Gianfranco Fini dovrebbe annunciare all’Assemblea del partito in programma domenica i nomi dei "vice" in quota An. Secondo le indiscrezioni, per la Cultura (come vice o sottosegretario) è in lizza anche Gennaro Malgieri, ex direttore del Secolo d’Italia, eletto deputato del Pdl nel collegio "Campania 2" e componente del cda Rai in scadenza il 31 maggio.

Le promozioni in casa Forza Italia Giochi aperti anche in casa Forza Italia cui spetterebbero 5 caselle. Dato per certo Paolo Romani come vice alle Comunicazioni. Guido Crosetto è in ballo per la delega alla Difesa. Mentre Mario Mantovani è in pole position per le Infrastrutture. Per la delega alla Salute restano alte le quotazioni di Michela Brambilla. Discorso a parte per l’Economia. Giuseppe Vegas è favorito come vice di Giulio Tremonti ma ora si parla di un ruolo da sottosegretario al dicastero di via XX settembre (posto per cui corre anche l’azzurro Luigi Casero). Il Movimento per le autonomie guidato da Raffaele Lombardo dovrebbe ottenere un posto di viceministro. Salgono le quotazioni di Ferdinanto Pinto, leader pugliese dell’Mpa tra i papabili "vice" di Sandro Bondi ai Beni culturali.

I sottosegretari alla presidenza del Consiglio Alla presidenza del Consiglio saranno sottosegretari insieme a Gianni Letta, Carlo Giovanardi (con delega per la lotta alle tossicodipendenze al servizio civile nazionale e alla famiglia) e Paolo Bonaiuti, che tornerà all’Editoria e farà il portavoce del governo e il coordinatore della comunicazione. Ci sarà anche Gianfranco Miccichè, come sottosegretario alla presidenza con la delega per il Sud e il Cipe.

Il capitolo "sottosegretari" Quanto al capitolo dei sottosegretari, tra i più accreditati ci sono Nicola Cosentino di Fi, Daniele Molgora della Lega e Alberto Giorgetti di An. Stefania Craxi (Fi) dovrebbe andare agli Esteri, nello stesso posto ricoperto dal fratello Bobo nel precedente governo Prodi. Con insistenza si parla di Giuseppe Cossiga alla Difesa. L’azzurra Laura Ravetto è in pole per le Politiche comunitarie, mentre Jole Santelli dovrebbe tornare alla Giustizia e Ugo Martinat di An corre per le Attività produttive. L’armatore napoletano Salvatore Lauro è in corsa per i Trasporti. Per lo stesso posto si il nome pure delll’ex capogruppo alla Camera dell’Udeur, Mauro Fabris. I rumors danno Antonio Buonfiglio di An tra i papabili all’Agricoltura come sottosegretario. In lizza per un incarico governativo c’è pure Paolo Del Mese, ex parlamentare Udeur poi passato sotto le insegne dello scudo crociato di Giuseppe Pizza.

Mussolini alla carica Sul piede di guerra Alessandra Mussolini, segretario di Azione sociale, che si sente penalizzata perché allo stato il suo movimento politico non avrebbe alcun rappresentante nel governo. "Noi piccoli non abbiamo un gruppo di riferimento - dice il leader di As - Chiediamo di essere coinvolti. Senza un nostro coinvolgimento nella formazione della squadra di governo, francamente non vedo bene i futuri rapporti politici". Il candidato di Azione sociale come sottosegretario è il coordinatore nazionale del movimento, Franco Cardiello.

Le presidenze di Commissione Sul piatto anche la partita delle presidenze di commissione. L’azzurra Valentina Aprea dovrebbe andare alla presidenza della commissione Cultura della Camera. Donato Bruno è in pole per la commissione Affari Costituzionali di Montecitorio. Al Senato i rumors indicano Nitto Palma di Forza Italia alla commissione Affari Costituzionali, Antonino Caruso di An alla Giustizia e l’azzurro Antonio Tomassini alla Salute. Il senatore Lamberto Dini dovrebbe passare alla commissione Difesa, mentre le Finanze spetterebbero a Mario Baldassarri.

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COMMENTI

#2 LUIGI CAPIRIZZO (1) - lettore
il 09.05.08 alle ore 8:55 scrive:
E' Una Squadra Che Si Dimostrera' All'altezza. Silvio Ha "rischiato" Con Alcuni Ministri Che Non Hanno Molta Esperienza Spero Che Con La Nomina Dei Vice E Sottosegretari Bilanci Questo Risiko. Sarei Veramente Deluso Se Restasse Fuori Un Personaggio Come Adriana Poli Bortone Una Persona Di Cultura/esperienza/coraggio Ex Ministro Deputato Europeo E Sindaco Osannato Della Mia Citta'. In Bocca Al Lupo A Tutti, Rialziamoci Evviva L'italia.
#1 voce nel deserto (11827) - lettore
il 08.05.08 alle ore 18:41 scrive:
Ce la faemo.Non trascurerei la Mussolini.Se trattata bene si batterà come una leonessa nell'interesse del governo e del paese.
Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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