giovedì 02 settembre 2010
Aggiornato oggi alle 16:10
 INTERNI
domenica 29 giugno 2008, 09:15

"Ho dato la vita per dimostrare che la Franzoni non ha ucciso"

Maria  Grazia Torri, giornalista, scopre per caso un’altra verità sul delitto di Cogne. Indaga e pubblica un libro. Scrittori come Lucarelli, Scurati e Veronesi prima la incoraggiano, ma poi si defilano. E lei a 56 anni si ammala di cancro

  Strumenti utili
 Carattere
caricamento in corso...
caricamento...
 Invia a un amico
 Stampa
 Rss
Condividi su Facebook
La guardi, crocifissa nel letto, consumata da un tumore all’esofago, l’ago della flebo infilato nel braccio, prostrata dai conati di vomito che cadenzano le risposte pronunciate come se ogni volta esalasse l’ultimo respiro, e vorresti smettere subito, chiudere qui la più crudele intervista della tua vita, scappare via, se lei non ti trattenesse ogni volta con lo sguardo, col gesto della mano, con la forza del pensiero. E ti vengono in mente le parole di Gesù nel Vangelo di Giovanni: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici». Maria Grazia Torri ha fatto di più: sta dando la vita per una persona che non è sua amica, che non conosce, che non ha mai incontrato, che non le ha mai rivolto la parola, che non le ha scritto neppure una cartolina. È una donna rinchiusa nel carcere bolognese della Dozza. Si chiama Annamaria Franzoni. Tre sentenze pronunciate in nome del popolo italiano l’hanno dichiarata colpevole del peggiore dei delitti: l’assassinio del figlioletto di appena 3 anni.
Maria Grazia Torri fa il mio stesso mestiere, la giornalista, e ha indagato a lungo e s’è convinta che la madre di Samuele non sia affatto un’assassina, che il bimbo sia morto per cause naturali ancorché rarissime: la rottura di un aneurisma cerebrale, cioè di una vena dilatata per una malformazione congenita, seguita da un’emorragia subaracnoidea traumatica e da una crisi epilettica che gli hanno letteralmente fatto esplodere la testa. Ha scritto un volume di 362 pagine, Cogne. Un enigma svelato (Giraldi, Bologna), per dimostrare l’innocenza dell’imputata. Nessuno ne ha parlato, nessuno l’ha recensito, nelle librerie non lo espongono, praticamente è rimasto un samizdat. All’inizio, non trovando un editore disposto a pubblicarlo, con la forza della disperazione era andata a offrirlo a Maddalena Toma, che ha una copisteria di testi universitari a Verona e che ora prega tutti i giorni per lei, perché guarisca.
Ho saputo dell’esistenza di Maria Grazia Torri per caso. Mea culpa. Eppure lei ce l’aveva messa tutta nel gridare al mondo la sua verità, due anni di lavoro e i risparmi prosciugati in questa che era diventata la battaglia della sua vita e che ora sta trasformandosi nella causa della sua morte. «Ho perso il conto dei direttori di giornale, dal Corriere della Sera in giù, alle cui porte ho bussato invano. Ho parlato con Carlo Lucarelli, il conduttore di Blu notte: ha letto la prima bozza del libro, l’ha definito molto interessante ma al dunque s’è tirato indietro. Ho parlato con lo scrittore Tiziano Scarpa, che credevo un amico; già una volta aveva scambiato la mia rasatura da chemioterapia per un taglio di capelli all’ultima moda; ha fatto lo stesso col caso Cogne: non sapendo nulla di aneurismi cerebrali infantili - lui è un romanziere e un poeta, si sa - ha dato il mio libro all’Einaudi ma, invece di appoggiarlo, l’ha stroncato con una scheda di lettura in cui demoliva le “mie” teorie mediche e paragonava i neurochirurghi da me interpellati a “giullari fantasiosi”. Mi sono rivolta al giallista Andrea Pinketts: altro bidone. Ho scritto indignata sul mio blog un’apologia di Émile Zola sul caso Dreyfus: mi ha risposto stizzito Antonio Scurati, il vincitore del premio Campiello che avrebbe voluto far morire Bruno Vespa per interposto killer, dicendomi di mandargli il libro al volo perché lui non era “né un disimpegnato né un pesce lesso”. L’ho fatto: inutilmente. Idem Sandro Veronesi, altro scrittore di grido: ha accampato la scusa che aveva qualcuno malato in famiglia. Allora mi sono rivolta a La 7, a Daria Bignardi, direttrice di Donna quando io curavo una rubrica per quel mensile, ma per lei “non era abbastanza chic” occuparsi di Cogne».
Pagina  1234  | Successiva 
29 commenti su  1  2  3  4  5  6   pagine dal più vecchio | dal più recente
#29 Roberta75 (1) - lettore
il 29.06.08 alle ore 23:57 scrive:
Tutto il mio rispetto per il dolore che la signora Torri vive in questo momento, proprio per questo ho delle riserve sull'impostazione di questo articolo. Non condivido la tesi dell'aneurisma, perchè non penso possa essere compatibile con tutti gli elementi di questo giallo, come le dinamiche degli eventi prima e dopo il fatto, le macchie di sangue, il bambino che è stato ritrovato coperto fino alla testa, le testimonianze. Insieme alle carte processuali, ho letto sia il libro della signora Torri, che "Cogne, delitto infernale" e la "Chiave di Cogne", e sinceramente questi ultimi, pur essendo opposti nelle conclusione e seppure con le dovute riserve, perlomeno espongono delle tesi contestualizzate
#28 Ososita (834) - lettore
il 29.06.08 alle ore 23:25 scrive:
Io non ho mai avuto una posizione certa sulla Franzoni, tuttavia per quello che ho potuto apprendere dai media mi sono fatta l'idea che purtroppo sia lei la colpevole... Ripeto, non sono sicura e, anzi, sare ben felice di sbagliarmi!! Mi sono sempre fatta molte domande sull'ipotesi dell'aneurisma, perchè nella mia ignoranza in campo medico mi pareva un po' improbabile che unavena che si spacca nella testa possa far esplodere il cranio, sia pure di un bambino così piccolo (roba da cartoni giapponesi splatter!). Tuttavia non credo che la signora Torri (che secondo me ha il coraggio di un leone) sia una sprovveduta che non analizza la tesi che propone... Avrà ben chiesto a dei medici ecc. Allora mi chiedo, non c'è la possibilità di fare un approfondimento su questo fatto o devo aspettare di vederlo in Dr. House?? Giornalisti de il Giornale scatenatevi!! Che se davvero non consegnano il libro della Torri qui siamo tutti fregati...
#27 Zio Gianni (723) - lettore
il 29.06.08 alle ore 21:58 scrive:
*** Cara Maria Grazia, Le sono molto vicino e, mi creda sò benissimo cosa sta vivendo avendo ed essendo in una situazione che permette di potermi pronunciare. Ma, carissima donna sincera e splendita, la verità la sanno soltanto coloro che lì erano. Ossia la famiglia, la quale è stata sempre vaga e depistatrice oltre ad aver calunniato degli innocenti. Apprezzo la Sua difesa da Donna che giustamente reputa innocente la Franzoni. Infatti lo è. La colpa è di chi lì l'ha confinata ed abbandonata lì, isolata ed intenta solo a crescere i figliuoli mentre qualcuno se la spassava altrove. Le faccio tanti auguri affinché la Sua vita possa riprendere più grintosa di prima.*
#26 alice059 (38) - lettore
il 29.06.08 alle ore 19:44 scrive:
sono stata sempre un'assoluta, convinta, innocentista. ora, leggendo questo articolo rimango agghiacciata. certo, le parole della signora torri sono, a dir poco, orribili, quasi inumane. sembra di leggere un libro di stephen king. questa di cogne, rimarrà, secondo me, la peggior "storia" criminale irrisolta del secolo. una cosa continua a incuriosirmi: la noncuranza della magistratura e la faciloneria con cui è stata condannata una donna, che, tutto sommato, potrebbe essere, una vittima, piuttosto che un carnefice. alice
#25 agnesepozzi (9) - lettore
il 29.06.08 alle ore 19:35 scrive:
il sole" nascosto" non serve a nulla. Il sole luminoso invece riscalda, rende visibili le cose. Lei non ha saputo neppure leggere e comprendere su due blog talmente chiari da essere accecanti!. Maria Grazia Torri non ha rubato niente a nessuno. L'ipotesi di aneurisma l'ha formulata la Dr.ssa Satragni, e comunque il neurochirurgo aveva ampiamente divulgato in internet la sua tesi a tantissimi blog; uno per tutti medforum (il primo) ed altri che si occupano di crimini, di storie noir ecc. Questo si chiama pubblico dominio. L'intervista invece il neurochirurgo l'ha concessa all'autrice in cambio della considerazione che la stessa ha dato alla sua tesi. Alla signora che dice il cancro cosa c'entra rispondo: vada a leggere il blog della Torri e poi ne riparliamo. Oh che livore che leggo in taluni. Ringrazio invece chi ha compreso. Ho inviato mail al Dr.Lorenzetti per dovere/diritto di replica. Un commento non è sufficiente a spiegare. Cordiali saluti a tutti Agnesina Pozzi , Medico.
29 commenti su  1  2  3  4  5  6   pagine
caricamento in corso...
caricamento in corso...

Pubblicità

I nostri servizi