I cibi biologici? Sono un pericolo

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Un caro e affezionato amico, mi ha recentemente sorpreso, data la sua non più giovane età, con una affettuosa lettera ove mi esprimeva il proprio «senso di disagio procurato dal mondo circostante, una specie di crisi personale sulla quale incidono, innanzitutto, i rapporti professionali». Chimico di professione, si lamenta egli di essere all'antica, perch´ insisterebbe a voler offrire la propria consulenza - che, data l'esperienza accumulata, sarebbe preziosissima - «per il meglio, cioè senza frodare». Non si capirebbe perch´ «per il meglio» e «senza frodare» dovrebbe essere «all'antica» finch´ non chiarisce che «frodare» significa, oggi, una cosa diversa che una volta.
Il verbo «frodare» - mi scrive - non va considerato, oggi, nel senso di aliud pro alio (come succedeva una volta). Tipo, per intenderci, il pacco ben confezionato con le illustrazioni di una magnifica radio ma con, dentro, un mattone: come non provare simpatia per chi te l'ha rifilato? Oggi la frode è concettuale, esaltativa di ciò che non c'è - e non può esserci. Essa consiste nell'inventare panacee, ora energetiche (vedi pannelli fotovoltaici), ora salutistiche (vedi prodotti omeopatici), ora nutrizionali (vedi cibi biologici), approfittando di tutti i mezzi che le norme - specie quelle comunitarie - consentono tra le pieghe delle loro astruserie e che, in forza della legge, inventano un valore aggiunto a prodotti che non valgono niente. Rimanendo in metafora, le frodi moderne ti vendono apertamente un mattone convincendoti che è una radio, facendosi aiutare, in ciò, da multimiliardarie campagne rese possibili dalla moderna era dell'informazione. La quale, accanto agli innegabili pregi, pone all'umanità una formidabile sfida: poter distinguere la realtà dalla fantasia, la verità dalla propaganda.
L'amministrazione della mia città, Modena, è modernissima e all'avanguardia. In nome di un comportamento autodefinito «virtuoso» - e senza naturalmente astenersi dal lamentarsi pubblicamente che Berlusconi abbia cancellato l'Ici per la casa d'abitazione - sta sperperando ingenti somme di denaro pubblico nelle moderne (nell'accezione data dal mio amico) frodi. Tra cui mi piace citare i pannelli fotovoltaici, la raccolta dei rifiuti porta-a-porta e la distribuzione di cibi biologici ai bambini delle scuole comunali. La questione dei cibi biologici è particolarmente pressante perch´ essi sono addirittura potenzialmente dannosi e andrebbero vietati, soprattutto ai bambini.
La ragione è semplice. L'agricoltura biologica, per definizione, non fa uso di fertilizzanti, fitofarmaci e pesticidi di sintesi. Senonch´, il concime animale è quello più ricco di dannosi batteri; e senza fitofarmaci e pesticidi appropriati, oltre al danno economico della riduzione del raccolto, si ha quello sanitario dovuto al fatto che ogni vegetale si fabbrica da s´ le proprie difese naturali, che consistono di sostanze spesso tossiche a chi intenderebbe di quel vegetale cibarsi (basti pensare alle mandorle, che per difendersi dai roditori producono cianuri). Il vegetale biologico, poi, non protetto dall'uomo, produce maggiori quantità di naturali tossine, che sono difese per esso e tossiche per noi. È stato accertato che, rispetto a chi usa cibo tradizionale, chi si nutre di cibo biologico è più esposto agli attacchi non solo del batterio della Salmonella, ma anche, fino a 8 volte più esposto, di un pericoloso ceppo del batterio Escheria coli. Ciò che gli amministratori dei Comuni che, come quello di Modena, hanno deliberato di nutrire i bambini con cibo biologico si rifiutano di comprendere è che la selezione che deve operare l'uomo sulle piante che servono per il proprio nutrimento, deve necessariamente procedere in direzione opposta alla selezione naturale.
Ma - direte voi - come facevano gli antichi? La risposta è semplice: morivano giovani. Affinch´ siano «naturale» l'agricoltura e «solare» l'energia del mondo, 6 miliardi dei suoi abitanti devono morire. Tale Maurizio Pallante, laureato in lettere e ciò non di meno consulente per l'energia del passato governo, chiama, questa, decrescita felice. Immagino che la felicità sia nel riuscire a non essere tra quei 6 miliardi.
Franco Battaglia

COMMENTI

34 commenti su 1  2  3  4  5  6   7   pagine dal più vecchio | dal più recente
#4 Wolf (6306) - lettore
il 27.05.08 alle ore 9:08 scrive:
Totalmente d'accordo. In particolare le colture biologiche sono una vera è propria burla a probabilissimo danno della salute. La visione di una natura benigna nei confronti dell'uomo è puerile e priva di qualsiasi fondamento. Se non ci fosse stata la moderna medicina ed il moderno aiuto della chimica di sintesi, in Italia l'età media non sarebbe certo quella di oggi. Regards.
#3 Giorgio Prinzi (496) - lettore
il 27.05.08 alle ore 8:51 scrive:
L'ecologia è una forma di religione laica, integralista e talebana. L'articolo dello stimatissimo amico professor Battaglia va visto alla luce di quello che scrive su queste stesse pagine Gianni Baget Bozzo, che fa risalire le cause della laicizzazione del centrodestra all'inadeguatezza culturale della dottrina della Chiesa. L'ecologia come tutte le religioni è anche fondamentalmente masochista, autoflaggellante; mira alla purificazione attraverso la rinunzia, l'espiazione l'autopunizione. In cambio dei sacrifici contingenti promette un utopico paradiso proiettato nel futuro. Al riguardo chiude il trittic la rilettura degli articoli de "l'Unità" di 40 anni fa. Un vero esempio di fanatismo religioso ed ideologico protoecologista. Le intolleraze alimentari sono in aumento, come certe forme di allergie. La colpa è del moderno "demonio", il progresso scientifico e tecnologico, non la stupidità di certi talebani cultori delle panzane ecologiste.
#2 Liberty (102) - lettore
il 27.05.08 alle ore 8:36 scrive:
Daccordo in generale sul discorso delle frodi. Per quanto attiene nello specifico quanto riportato sui metodi di coltivazione biologica devo dissentire fermamente su quanto riportato. Il metodo di coltivazione biologica, certificato nel processo, non può avere e non ha nessuna influenza nella maggiore o minore presenza di batteri nell'alimento, gli stessi concimi naturali utilizzati (letame, concimi organici) si intendono prodotti maturi in cui i processi di mineralizzazione delle sostanze organiche sono avviati e in ogni caso non sarebbe possibile una paventata "trasmissione" di batteri dai concimi al prodotto. Probabilmente è realistico il discorso sulla ricerca di un valore aggiunto a volte forse discutibile, ma se si rileva maggior infezione da salmonella probabilmente è semplicemente perchè l'oggetto dell'indagine è un consumatore con poche attenzioni all'igiene. In tal senso i prodotti biologici sono sicuramente salubri ed esenti da residui tossici tipici di quelli tradizionali
#1 elviro34 (57) - lettore
il 27.05.08 alle ore 8:27 scrive:
non esageriamo
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Alessandro Sallusti
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