La famiglia Schiavone si era già fatta notare in precedenza. Si sono sprecate le foto della villa del capoclan sequestrata dalla finanza in un'operazione che ha messo i sigilli a beni per un valore complessivo di 2 milioni di euro. I fotografi allora facevano la fila per atturare quell'immagine della grande «$» del dollaro istoriata sul pavimento del cortile. Un simbolo per la verità dal doppio significato: quello infatti che gli investigatori ritengono il simbolo del dollaro, può anche essere letto come le lettere iniziali dei cognomi dei proprietari: Schiavone, appunto, e Iovine, la moglie. Il mistero per il momento resta.
Ora le ultime dichiarazioni di Cangiano hanno regalato un tassello in più al ritratto di questo sanguinario clan. «Stanno sempre fra di loro - continua Cangiano - e tendono a non aprirsi con gli altri. Addirittura nel vestiario si distinguono. Vestono tutti scarpe Samsonite, vestiti di marca e finanche calzini di cachemire. Si vede in sostanza che continuano a percepire cospicui stipendi da parte del clan. Le Hogan sono prerogativa degli Schiavone come la barba curata e i capelli senza gelatina, come imposto da Schiavone Nicola, il figlio di Sandokan».
Il pentito ha dato prova di affidabilità, contribuendo a far emettere7 ordinanze di custodia cautelare nei confronti della fazione che fa capo al latitante Michele Zagaria. Destinatari dei provvedimenti, tra gli altri, i fratelli del boss Pasquale e Carmine, il cugino Pasquale Fontana e l'attuale reggente del gruppo, Michele Fontana. Cangiano ha riferito, tra l'altro, di una riunione tra il killer Giuseppe Setola, il figlio di «Sandokan», Nicola Schiavone, e il capoclan Antonio Iovine, all'epoca latitante e oggi detenuto, in cui si decise di attentare alla vita di alcuni magistrati. Omicidi e attentati decisi all'improvviso da Setola. «Vero sanguinario».
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