Ai nostri figli diciamo che la realtà è molto meglio della Rete del sesso

Un ragazzino mette on line le foto «hard» delle amiche. È la prova che è il web a renderli spavaldi

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Scusa se ti chiamo sexting. Altro che Moccia e romanticismo, tenerezze e palpitazioni davanti ai lucchetti: l’amore ai tempi di Internet si confonde con la pubblicazione di foto sessualmente esplicite sul web. Che ci volete fare? Una volta se piaceva una compagna di scuola, si arrivava al massimo a scrivere «ti amo» davanti a scuola. Adesso si preferisce farla spogliare, poi si filma e si diffonde ai cellulari di tutto l’istituto. Tu chiamale, se vuoi, emozioni. L’ultima notizia è uscita ieri mattina dalla polizia postale di Catania: è stato individuato un ragazzino di 14 anni che in una scuola media lombarda fotografava le sue compagne nude, in alcuni casi in atti di autoerotismo, e poi pubblicava tutto sul web, utilizzando la connessione della biblioteca comunale. «È sexting», hanno spiegato gli esperti informatici. E poi hanno aggiunto: «Il sexting è molto diffuso fra gli adolescenti».

La notizia, mi hanno raccontato, è rimbalzata anche nella riunione di redazione del Giornale dove come è noto gli adolescenti non sono molti. La discussione è stata inevitabile. Qualcuno ha proposto la via proibizionista: chiudere per sempre Internet. Qualcuno ha cercato di spostare l’attenzione sull’educazione dei ragazzi. Qualcuno si distraeva parlando di Milan-Inter. Insomma la solita scena delle riunioni di redazione.

Quando non sapevano più come uscirne qualcuno ha detto: chiamate Giordano. La gentile collega che mi ha telefonato ha detto che hanno pensato di coinvolgermi in quanto padre di quattro figli. Praticamente una mozione degli affetti, e così non ho potuto dire di no. «Ne ho letta un’altra», ho detto alla collega facendo subito il saputello. «Una ragazzina di soli 10 anni, l’età di una delle mie bimbe si è fotografata nuda su Facebook». E lei: «E dire che io, quando m’è venuto il seno, avevo persino vergogna a mettermi in costume al mare». Giuro che la collega non appartiene al paleolitico né al mesozoico. Eppure ci siamo trovati a ragionare come due nostalgici del cuore di panna algida: «Che cosa sta succedendo ai nostri figli?». Già: che cosa sta succedendo?

Non lo so che cosa sta succedendo, è sempre difficile dare giudizi generali. Per quel che vedo e sento nei gruppi brufolosi che bazzicano a casa mia, non credo che i giovani di oggi siano peggiori di quelli delle altre generazioni. Forse addirittura un po’ migliori. E soprattutto non credo che Internet sia il male. Tutt’altro: per certi versi è uno strumento straordinario, che apre le loro menti al mondo, li abitua a cercare, a confrontarsi, a non fidarsi, a raccontare. Rimango stupito da quante relazioni riescono a mantenere vive ogni giorno sul web. Epperò allo stesso modo rimango stupito da quanto sia poi difficile per loro trasformare queste relazioni in veri rapporti umani. Il punto è questo: non ho mai visto una generazione che abbia così tanti amici e così poche amicizie. Non ho mai visto una generazione che abbia così tanti contatti e insieme un’immensa solitudine. Così estroversa nel mondo virtuale e così timida nel mondo reale. Fateci caso: in ogni momento sanno tutto di tutti. Dove sono, cosa fanno, se studiano o se mangiano, se stanno andando in bagno o a fare una passeggiata con il cane.

Si raccontano l’un l’altro tutto quello che succede, ma poi faticano tremendamente a raccontare chi sono. Si mostrano in ogni momento intimo, ma non sanno raccontare nulla di sincero. Si scoprono esteriormente per continuare a nascondere la loro identità. E così allo stesso modo si rifugiano nel sexting perché hanno paura del sesso. Mai visto una generazione così fragile e spaventata. Così in cerca di soluzioni facili e indolori. Si capisce: il sesso genera ansia, per il sexting basta digitare un indirizzo mail. Per fare amicizia bisogna almeno guardare negli occhi una persona, per l’amicizia su Facebook, invece, basta un clic. Per stabilire una relazione ci vuole un po’ d’impegno, per la relazione on line è sufficiente un link… Per carità: Internet è uno strumento straordinario. Ma costruire il proprio mondo soltanto su Internet, come fanno ormai i ragazzi, significa a volta perdere di vista la straordinaria e appagante complessità delle relazioni umane. Significa dimenticare che dietro quelle foto hard, simili a tante altre che scorrono troppo facilmente sotto i loro occhi, non c’è un insieme solo di pixel ma una persona vera che vive, spera, soffre, crede, palpita, piange, ride e si commuove.

Vedi, cara collega che mi hai chiesto il pezzo, quando ti spuntò il seno ti vergognavi perché sentivi su di sé gli occhi di altre persone. Quella bambina di 10 anni no. Quel 14 enne del sexting nemmeno. Non sentono gli occhi di altre persone perché per loro l’amicizia è una semplice collezione di «mi piace», uno strumento puramente quantitativo, una raccolta di figurine Facebook. Dovremmo proibirgli quel mondo, cioè il loro mondo? È sbagliato. Bisognerebbe semplicemente aiutarli a capire che ne esiste un altro. Più difficile, più rischioso. Ma che bisogna affrontare per forza per diventare grandi assomigliando a qualcosa di diverso da un videogioco.

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COMMENTI

11 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#11 siebenschlaefer (760) - lettore
il 14.01.12 alle ore 20:17 scrive:
Le persone dedite all'autoerotismo non sono necessariamente omosessuali o mostri, lo si riconosce dalla vita, che conducono. Chi le vuole aiutare può farlo ma solo se non lo fa per levarsele dai piedi o perché si vergogna, altrimenti farà loro del male. Spero, che i genitori trattino questi problemi con tatto e maturità. Sono problemi normalissimi, che non vanno gonfiati, ma neanche trascurati. I genitori per affrontarli dovrebbero anche fare un bel bagno di umiltà, perché ogni individuo ha "angoli morti" (genitori inclusi). Nessun genitore è sempre stato un santo nella propria vita e se si inizia a farsi del male, scavando nel passato e nella vita privata delle persone per danneggiarle, si rischia di ricevere lo stesso servizio dagli altri, come un boomerang. Poi sarebbe meglio guardare ai problemi della propria famiglia e non andare a casa degli altri per fare gli impiccioni. laura.ratini@easydigis.de
#10 siebenschlaefer (760) - lettore
il 14.01.12 alle ore 20:01 scrive:
La vera omosessualità è molto più rara di quanto possiate pensare. Dio la condanna nella Bibbia, laddove c'è dissolutezza. In realtà è una forma di protezione della natura. Se tutti fossimo adatti al matrimoni o alla combinazione uomo donna, il pianeta scoppierebbe. Ma l'errore, ossia l'eccezione non è la regola e andrebbe tollerato, ma non incoraggiato. Ho conosciuto giovani dedite all'omosessualità, scaturita da delusioni nel rapporto con gli uomini, è una posa, che serve ad attirare l'attenzione degli adulti e tra l'altro sicuramente determina nuove profonde delusioni. E' un atteggiamento infantile, che non viene corretto dai genitori e nasce spesso in gruppi di amici o conoscenti non eterogenei, dove ci sono solo donne o solo uomini, è una omosessualità indotta e non naturale. In questi gruppi di solito, ma non sempre, il grado di infantilismo è elevato e si rimane adolescenti tutta la vita o per lungo tempo. laura.ratini@easydigis.de
#9 siebenschlaefer (760) - lettore
il 14.01.12 alle ore 19:44 scrive:
Secondo me per gli adolescenti è molto più facile, che per gli adulti costruire dei rapporti, perché di solito conducono una vita ancora "privilegiata", nel senso che vivono in un ambiente protetto: casa, scuola, palestre (anche se oggi lo sport è molto trascurato e ciò non aiuta i giovani ad integrarsi bene e a condurre una buona vita). Spesso proprio a scuola o sul lavoro si conosce il futuro compagno. Con incontri occasionali non si costruisce un rapporto duraturo, anche di amicizia. Senza scuola o lavoro i rapporti sociali sono difficili. In alcuni casi i giovani hanno problemi familiari: potrebbero avere un solo genitore o genitori, che hanno bisogno di aiuto e che di solito vengono emarginati. I figli di queste persone se non vengono aiutati (al meglio però e non al peggio) dalle famiglie dei compagni, dalla Chiesa o da una comunità rischiano di rimanere da sole, perché la famiglia non è sufficiente ad aiutarli ad integrarsi veramente o non ne è capace. laura.ratini@easydigis.de
#8 siebenschlaefer (760) - lettore
il 14.01.12 alle ore 19:30 scrive:
Se avete figli dediti ad autoerotismo non spingeteli verso persone non adatte a loro, perché vi vergognate di quello che pensano gli altri dei vostri figli e di voi. Li spingerete a scelte sbagliate, li dovete proteggere e cercare con loro la persona giusta, anche se ci vuole del tempo. Non vergognatevi di loro. L'importante però è occuparsene, fare finta di nulla non è bene, bisogna aiutarli ad ampliare il giro delle proprie conoscenze insieme a voi nella vostra cerchia di persone, in ambienti protetti e non con i volantini per concerti o manifestazioni, nelle quali non conoscono nessuno e potrebbero finire nelle mani sbagliate. Qualunque sia stato il rapporto con i vostri genitori aiutate i vostri figli e fratelli al meglio, se vorrete essere ricambiati. Se non lo farete quando sarete anziani rimarrete soli, perché ognuno di noi sa riconoscere, se si sente veramente amato o no. E ricambieremo gli altri in base a come ci hanno trattati. laura.ratini@easydigis.de
#7 siebenschlaefer (760) - lettore
il 14.01.12 alle ore 19:11 scrive:
La pornografia per i giovani è deleteria, perché li aiuta a mercanteggiare i corpi e non imparano ad amare. Può essere usata proprio per correggere certi atteggiamenti sbagliati per un certo periodo, affinché si eviti che una persona venga rifiutata, perché vuole solo sesso, ma con gli adulti e non con i giovani. La pornografia in mano ai giovani li indurrà ad acquisire atteggiamenti ed abitudini sbagliate, perché il sesso non è condiviso con qualcuno, che si ama. Da adulti sarà difficile o impossibile correggerli. E queste persone incolperanno sempre gli altri, soprattutto la famiglia d'origine dei propri sbagli. L'errore di quasi tutti i genitori però è proprio quello di trascurare la vita sessuale dei propri figli. Per tanti è un tabù, ma così non si correggono atteggiamenti sbagliati, che è molto più facile correggere da giovani. laura.ratini@easydigis.de
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