martedì 09 febbraio 2010
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lunedì 12 novembre 2007, 07:00

I tifosi come gli estremisti: "Uno, cento, mille Raciti"

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 Il blog di Tony Damascelli
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Fighter, ultras, commandos, brigate, drughi, sconvolti, diffidati, le insegne dei casati non necessitano di curriculum. Hanno i loro blog, dialogano con il branco avversario utilizzando i telefonini da una curva all’altra, usano internet per i loro rave party, trovano celebrazioni anche nella letteratura di comodo. PS ESSE ESSE era lo slogan del Sessantotto. Stiamo preparando i festeggiamenti per il quarantennale, mettiamoci dentro pure i sanpietrini, i gipponi, il sangue, di destra e di sinistra (!?!?), l’odio verso le forze dell’ordine, riavvolgiamo il nastro e osserviamo le immagini di queste ore, da Bergamo in giù o in su, rileggendo le parole perverse dei blog, ascoltando gli appelli farneticanti «perkè aspettare, ora attakkare!», roba da sturmtruppen ma non è un fumetto, semmai è fumo da droga.
Ma dove sono le famiglie di costoro? Che cosa pensano, dicono quando li vedono nei filmati televisivi? Figli del nulla. Di nessuno. Il ragazzo ucciso dal poliziotto serve per tornare a occupare le latrine. Il delitto dell’autogrill sembra uno di quei mille film americani dove i morti sono cento, le sparatorie mille, però e per fortuna è tutto finto. Il delitto dell’autogrill è uno dei tanti, troppi fatti di cronaca cattiva, incredibile, disgraziata, non può avere spiegazioni se non nell’esaurimento psichico, e fisico, di questo Paese, di chi lo deve tutelare e vive questa tutela quasi come una vergogna, un peso. Quello che è accaduto dopo, negli stadi, fuori e dentro, era già accaduto prima, in questi anni sempre uguali, è la sconfitta delle nostre istituzioni, lo Stato non ha più potere, deve fare i conti e sottostare alle richieste e imposizioni di una ciurma che trova anche fiancheggiatori tra alcune file della politica. Pronte le commissioni, i vertici, le interrogazioni parlamentari, attesi i minuti di silenzio tra applausi e cori.
Intanto a Bergamo sostituiranno la vetrata infranta, a Roma si piangerà un ragazzo ucciso e, sabato, in Scozia, la nazionale azzurra cercherà un posto in Europa. Proprio a Glasgow, qualche settimana fa, un ragazzo sciocchino, per aver dato un buffetto al portiere milanista Dida, si è beccato l’interdizione a vita dal calcio e centoventi ore di lavori socialmente utili. Anche quelli con il kilt sono riusciti a darci una lezione.
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