martedì 09 febbraio 2010
 
 INTERNI
domenica 02 marzo 2008, 08:31

I verbali del caso Mele: "Troppa coca e uno schiaffo. Così quella notte perse la testa"

Esclusivo. Parla la Zenobi, protagonista della serata a luci rosse con il politico dell’Udc, in compagnia di un’amica e tanta droga. "Mentre faceva sesso con me mi costringeva a chiamare altre persone perché le voleva lì con noi". Il testimone si pente

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Francesca Zenobi, la soubrette protagonista del fuoriprogramma all’hotel Flora di Roma con il deputato Udc Cosimo Mele, ha fornito ai magistrati la sua versione dei fatti. Il 24 ottobre ripercorre davanti al pm ogni passaggio di quella notte maledetta trascorsa in compagnia del politico pugliese, di una sua amica e di una buona quantità di cocaina. Ecco quel che, a detta della Zenobi, sarebbe accaduto la notte del 27 luglio 2007:
AL RISTORANTE
«Quella sera mi sono recata con Cosimo Mele e un suo amico (...) al ristorante (...) a piazza Farnese. Durante la cena Mele mi faceva proposte di carattere sessuale e mi domandava se ero brava a letto, se ero esperta». Subito dopo, racconta la Zenobi, andò via con il deputato passando prima a casa sua. Mele – confessa la donna - salì su a prendere la cocaina per poi recarsi all’hotel. «Appena entrati nella camera d’albergo, Mele mi ha assalito, ha iniziato a spogliarmi e subito ha cominciato a fare sesso con me». L’arrivo della droga si materializza dopo il primo rapporto sessuale, sostiene la ragazza. Così come le strane richieste del deputato: «Mele mi invitò a sniffare la cocaina, me la metteva sulla lingua in grande quantità (...). Da quel momento il signor Mele cominciò a costringermi a fare cose che non volevo fare, a prendere la cocaina in tutti i modi, sia per via orale, sia facendomela fumare, sia sniffandola o addirittura (...)».
L’AMICA
Il rapporto, per come lo racconta la Zenobi, si consuma alla presenza di un’amica, tale Maria, che la ragazza chiama per farsi raggiungere in hotel. La situazione, però, precipita: «Mi costrinse a chiamare il mio ragazzo per riferirgli che stavo facendo sesso con lui, voleva che chiamassi solo maschi o un pornodivo (...)». Secondo la Zenobi, Mele continuava a prendere «in grande quantità cocaina, costringendo anche me». È a questo punto che la droga avrebbe cominciato a provocare malore alla Zenobi, ma le strane pretese del deputato, così come la sua aggressività, non si sarebbero fermate. Questo, ripetiamo, è quanto sostiene la soubrette e non Mele, che invece ha smentito a trecentosessanta gradi.
I PRIMI MALORI
«Cominciavo a sentirmi male per la grande quantità di coca che mi dava – dice la ragazza -, non ce la facevo più, gli chiedevo di smetterla. Mentre faceva sesso con me, mi costringeva a chiamare altre persone perché li voleva lì, per vederli mentre fanno l’amore con me. Chiamavo continuamente alcuni maschi, nessuno però accettava di venire dove ci trovavamo. Visto che non arrivava nessuno lui diventava sempre più aggressivo e pretenzioso nelle sue richieste. Al fine di accontentarlo, ho chiamato una mia amica, anche se Mele mi riferiva che non gradiva le presenze femminili». E Maria, come risulta agli atti, giunge effettivamente all’hotel Flora dopo qualche ora. La serata a luci rosse prosegue, ma la situazione comincia a precipitare: «Iniziamo a fare sesso in tre – mette nero su bianco la Zenobi - e dopo tante ore di sesso e dopo avermi fatto assumere un gran quantitativo di cocaina, cominciavo a sentirmi male e a respirare affannosamente, così dissi a Mele che stavo male, ma lui continuava a fare sesso come se non gli importasse nulla».
13 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#13 Ruben (66) - lettore
il 03.03.08 alle ore 1:26 scrive:
Sono d'accordo con il lettore che esprimeva il proprio disappunto nel post n.4. Egregio Sig. Direttore, Le ho già scritto in precedenza che questo è IL GIORNALE, non STUDIO APERTO. I particolari e le prurigini da rotocalco scandalistico potete benissimo risparmiarveli, anche perché tutte queste cose andrebbero VERIFICATE prima di essere pubblicate ai quattro venti. IL GIORNALE NON E' UNA TESTATA SCANDALISTICA né tantomeno di cronaca rosa... Distinti Saluti Ruben F. Bernardino
#12 leopardo (1339) - lettore
il 02.03.08 alle ore 22:08 scrive:
La Zenobi è davvero poco credibile. Sarebbe interessante che si sottoponesse ad un test antidroga e se ne scoprirebbero delle belle.
#11 papimax2307 (387) - lettore
il 02.03.08 alle ore 21:55 scrive:
Ma il signor Mele non si deve preoccupare, il suo partito non ha problemi nel candidare inquisiti di tutti i generi; percio' stia tanquillo nell'ex DC era una pratica normale candidarti per farti avere l'immunita'.
#10 Blumarine (4) - lettore
il 02.03.08 alle ore 20:15 scrive:
Tra un party a luci rosse, una cena di rappresentanza, un obolo alla chiesa la domenica, volete pure che un deputato LAVORI facendo il suo dovere, quello per cui viene straprofumatamente pagato? Giammai. Se è vero che avesse ancora un minimo di residua reputazione da difendere dovrebbe chiedere scusa a TUTTI gli italiani. Non dimettersi, troppo poco. Tra qualche tempo, quando la memoria sarà offuscata sicuramente da altri eventi e dal tempo trascorso tornerà...sotto altra bandiera magari. Come altri prima di lui hanno fatto, come altri dopo di lui faranno. Purtroppo glielo permettiamo noi. Popolo sovrano che non decide un emerito piffero. Potessi decidere io li condannerei, e il plurale non è casuale, tutti quelli che da noi stipendiati lautamente non fanno il loro dovere, a vivere con uno stipendio di 800 euro al mese, senza privilegi, senza onor di casta, senza niente. Pagando il fitto, facendo la spesa, pagando le bollette, facendo a meno di cose pur necessarie per poter arrivare a fine mese. Condannati a vivere da gente comune, mai più politica a vita. Sarebbe il caso avesero un mestiere...nel caso vengano condannati. Forse capirebbero.
#9 giadiru (1) - lettore
il 02.03.08 alle ore 15:33 scrive:
sono informazioni che non desidererei vedere sul GIORNALE. Lo sesso vale per la tata di Carla Bruni Grazie e saluti
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