martedì 09 febbraio 2010
 
 INTERNI
mercoledì 09 aprile 2008, 13:07

Il Cavaliere: "Niente tasse per un mese"

Il Cavaliere: "Dopo i disastri di Prodi, vorrei regalare 30 giorni di libertà dalle imposte. Vediamo se si può fare". Poi dice: "Pure l’azionariato diffuso per salvare Alitalia. I ministri? Per ora sicuri Tremonti e Prestigiacomo". La maratona con Silvio tra quiz, bigliettini e tanta folla

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Un po’ di pasta fredda, formaggio spalmato sui cracker, mezzo bicchiere di vino. «Champagne?», chiede il pilota. «No, vino bianco normale». Il pilota ci guarda: «Vede? Sull’aereo privato il comandante fa anche l’hostess...», sorride. Altro che l’Alitalia. Silvio Berlusconi domanda ancora qualche cracker, si assicura che tutti a bordo abbiano la cena («Ci sono più passeggeri del previsto, vero? »). Poi si rilassa. Sono le dieci di sera. È stata una giornata lunga, faticosa, chi lo accompagna sull’aereo è stremato. Lui che ha tenuto due comizi in Sardegna, più uno al telefono (col Veneto), un paio di conferenze stampa volanti, decine di interviste e infiniti colloqui privati, è il più pimpante di tutti. «E pensare che la descrivono come vecchio e stanco», abbozzo, accasciandomi sulla poltrona. Il mio fisico giovanile è punto sul vivo dell’orgoglio: solo aver seguito la maratona mi ha semidistrutto. E lui, che l’ha corsa, invece, è fresco come una rosa. Mi guarda e sorride: «Ha visto? È così tutti i giorni. E oggi mi è ancora andata bene... ».

Perché?
«Non ho le mani graffiate. Né lividi sulle braccia. Succede spesso. L’entusiasmo della folla è travolgente... Mi accolgono come se fossi una rockstar. Lo sa perché ho deciso di non portare più la cravatta?».
No.
«Perché un giorno ho rischiato di farmi male. Tanto era l’entusiasmo attorno ame che mi hanno afferrato involontariamente per la cravatta e mi hanno trascinato contro un tubolare. Allora ho pensato: in piazza occorre un altro abbigliamento. Devo stare comodo, come quando sono en privé».
Nessuna decisione strategica? Nessun pool di esperti? Nessun messaggio nascosto?
«Io non ho ovviamente nessun consulente per il look. Mity Simonetto si occupa solo dei servizi fotografici per i giornali. Cosa indossare lo decido io. Ma ciò che conta è altro». E cioè? «Il fatto che trovo dappertutto una grande passione, uno slancio incredibile, un desiderio di vicinanza anche fisica».
Simile alle altre campagne elettorali, immagino.
«No. Di più. Non ho mai visto tanto entusiasmo in una mia campagna elettorale».
Eppure l’accusano di avere tenuto i toni bassi: niente promesse, niente miracoli, niente "sole in tasca".
«Sono stato semplicemente realista. Bisogna prendere atto della realtà che la sinistra ci ha lasciato: siamo un Paese in emergenza, cercare di rialzarlo è un dovere e un onere».
Tornare a Palazzo Chigi dunque sarebbe un onere?
«Sì. Al 100 per cento. Certo: c’è anche l’intima soddisfazione di chi torna per portare a compimento ciò che aveva iniziato nella precedente esperienza di governo. Ma c’è soprattutto il senso di responsabilità per la fiducia che la gente ha in me. Ha visto la gente che partecipa ai miei comizi?».
Ho visto.
«Uno di loro oggi mi diceva: Silvio, non è ancora nato il tuo successore... E io ho risposto: peccato».
Quali sono le possibilità di vittoria che si dà oggi?
«Possibilità di vittoria? 100 per cento».

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60 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#60 macio (36) - lettore
il 09.04.08 alle ore 22:17 scrive:
Il Silvio, un uomo mittologgico!!
#59 marco_tommy (224) - lettore
il 09.04.08 alle ore 18:48 scrive:
L'Alitalia è un'azienda di Stato, i dipendenti sono di conseguenza dipendenti pubblici. Perciò lavorano per lo Stato cioè noi. Io la vedo molto meno complicata di quello che si vuol far credere. Si reindirizzano questi dipendenti in altri settori del servizio pubblico finchè non ci sarà la possibilità di essere riassorbiti nel Trasporto Aereo. Chi si rifiutasse di svolgere il proprio mestiere per lo Stato deve essere licenziato. Punto. Vuoi lo stipendio dello Stato? Lavora per lo Stato altrimenti cercati un altro lavoro. Rilancio per il Giornale. Organizziamo una raccolta fondi per salvare Alitalia e metterci al comando un Berlusconi. Voglio vedere se Alitalia fallisce o viene svenduta all'estero. Precedenti ce ne sono. Non ricordo se la United o l'American sono al 50% e oltre di proprietà dei dipendenti. Altro che si può fare. Facciamolo.
#58 FRANCESCA MODUGNO (41) - lettore
il 09.04.08 alle ore 18:44 scrive:
Ho letto integralmente l' intervista e sempre di + sono BERLUSCONIANA convinta, il cavaliere è mitico , 1 grande ! Spesso mi ritrovo a fare delle battaglie verbali quando parlano male ( insensatamente ) di lui.Spero vivamente che non solo vinca queste elezioni, ma che stra ...vinca !!! Francesca Modugno
#57 GEROLAMO (5) - lettore
il 09.04.08 alle ore 18:42 scrive:
Caso Alitalia:Il Cavaliere e' ammirevole anche solo per il fatto di tentare quello che molti altri non hanno voluto neppure considerare.Mi domando tuttavia come potrebbe salvare Alitalia senza passare per il fallimento della stessa. Forse questa sarebbe la strada piu' sicura per aggirare l'esercito delle migliaia di dipendenti e l'arroganza del sindacato che pretende di mantenere gli organici che hanno affosssato l'azienda.L'esperienza di Swissair, Sabena ed anche Parmalat ha insegnato che non ci sono molte alternative a questa soluzione.
#56 GEROLAMO (5) - lettore
il 09.04.08 alle ore 18:34 scrive:
ALITALIA:Mi domando come fara' il Cavaliere a fare gestire Alitalia senza passare dal fallimento. Solo con il fallimento potrebbe azzerare l'esercito dei dipendenti e riassumere solo quelli indispensabili ed attuare la cura da cavallo di cui l'azienda avrebbe bisogno per sopravvivere senza rivedere il solito film di un'azienda ostaggio dei sindacati. Una strada gia' percorsa sia da Sabena che Swissair ed anche dalla nostra Parmalat.
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