Il colloquio Schifani risponde a Bondi: «Piena fiducia, basta fango»

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«Lunga e cordiale» telefonata ieri di Renato Schifani a Sandro Bondi per esprimergli la «più sincera, profonda e convinta solidarietà, nonch´ la fiducia personale e politica». Il presidente del Senato ha invitato il ministro a «proseguire nel suo impegno politico e istituzionale, forte della sua storia personale che è esempio di onestà e trasparenza. Nel condividere l'inaccettabilità di uno stillicidio mediatico, che spesso espone il cittadino a inammissibili condanne preventive o a danni alla sua immagine», Schifani ha auspicato che «il recente clima di sospetti, non avvalorati da riscontri probatori da parte della magistratura, non condizioni e non avveleni il clima sociale del Paese». In precedenza, il ministro e coordinatore del Pdl Bondi aveva indirizzato una lettera al presidente della Repubblica Napolitano, al presidente del Senato stesso e al presidente del Consiglio Berlusconi. «Sono costretto a rivolgermi ai più alti rappresentati delle istituzioni sotto l'urgenza di insinuazioni e di accuse che mi vengono formulate dai mezzi di comunicazione senza che io possa in alcun modo tutelare la mia onestà e difendermi», aveva messo nero su bianco il ministro riferendosi alla fuga di notizie su alcune testate rispetto all'inchiesta sugli appalti al G8.

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COMMENTI

1 commenti
#1 fabio morbidelli (34) - lettore
il 24.05.10 alle ore 18:05 scrive:
Ora il ministro Bondi si ribella per la diffamazione, giusto e ha anche la mia solidarietà! PERO' va ricordato che fino a ieri fa era lui con il suo sottosegretario Giro a diffamare chi lavora nelle fondazioni liriche diffondendo dati falsi su stipendi, organici, bilanci, orari di lavoro, accuse assudre di fare secondi lavori, indennità inventate, paragoni con realtà straniere completalemte distorti. Dice il proverbio: "chi la fa l'aspetti" fabio morbidelli
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